Il "bacio della pantofola" nella teologia di Vito Mancuso

 
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Già Spinoza aveva scritto il trattato teologico politico, già lui aveva intuito quanto la politica abbia a che fare con la teologia, perché la teologia, ma di fatto le religioni, non sono nient'altro che la proiezione degli ideali umani. […] .  

Gli esseri umani proiettano fuori di sé alcuni grandi ideali perché li colgono dentro di sé, ma che cosa vuol dire che io colgo dentro di me l'ideale del bene, l'ideale del bello, l'ideale della giustizia, cosa vuol dire che la polvere primordiale abbia prodotto un essere, perché di questo parliamo, della polvere primordiale, che a partire da 14 miliardi di anni fa a seguito dello scoppio originario via via si sia evoluto producendo un essere in grado di sentire e di commuoversi di fronte al bene, di fronte alla giustizia, alla bellezza e qualcuno anche a dare la vita per questo e qualcuno a consacrare l'esistenza a questo. Cosa vuol dire? Come mai il mondo è fatto così? e quindi quando io dico proiezione non intendo appunto semplicemente nel senso riduttivo del termine. [...]

Tutti coloro che hanno pensato seriamente il problema politico, hanno pensato seriamente il problema religioso; e tutti coloro che  hanno pensato seriamente il problema religioso hanno pensato il problema politico […]del resto noi che leggiamo i giornali tutti i giorni, vediamo quanto oggi la religione abbia,  nel bene e nel male, spesso più nel male che nel bene, ma talora anche nel bene, influenza sulla dimensione geopolitica. [...]

Mi viene in mente Matteo 12,36 "In quel giorno vi sarà chiesto conto di ogni parola vana", dice Gesù, (una delle parole più belle del Vangelo, "ogni parola vana”) ... quante sono al riguardo le parole vane? Perché qui si tratta di essere uomini, di essere all'altezza del processo cosmico che ti ha creato e che ti ha messo in grado di parlare, ma quello che è importante è sapere che "vana" nell'originale greco è "argon" alfa privativo e "ergon" cioè parole senza ergon, parole senza energia, senza opera, parole vuote, parole che rimandano a se stesse, che non sanno metterti in contatto con la realtà. Questo  per dire che la parola dittatura viene dal verbo latino "dictare" che significa imporre comandare prescrivere come noi sappiamo e che è analogo alla parola dettatura perché il primo significato del verbo dictare è esattamente dettare.

Chi è il dittatore? Il dittatore non è forte perché ha più muscoli, perché è più ricco perché sa più cose, il dittatore è più forte perché le sue parole sono dettato per tutti coloro che le ascoltano, non si discutono, si eseguono, sono parole cariche di "ergon", cariche di azione, di energia, ti mettono all'opera, ti fanno stare sull'attenti. Poi come si è arrivato a questo è un altro discorso [...]

Noi quando parliamo, parliamo in modo dittatoriale, vogliamo che le nostre parole siano dei dettati per chi li ascolta, vogliamo che le nostre parole si impongano? O invece siamo anche capaci di ascoltare? Non solo di dettare, ma anche di ascoltare . E quando le parole qualcuno le detta verso di noi, noi siamo capaci di ribellarci? Di dire di no? O ci appiattiamo su queste cose?. Siamo capaci di interpretazione? [...]

Sicuramente la democrazia è una cosa relativamente recente nella storia umana e che riguarda ancora adesso solo una parte del pianeta. Si c'era nell'antica Grecia, ma i regimi democratici dell'antica Grecia erano una cosa molto particolare come tutti noi sappiamo bene e poi comunque c'era sempre la tirannia, l'oligarchia, l'aristocrazia, che ogni tanto prendeva il potere, i Trenta tiranni.

Quello su cui io vorrei insistere (perché il tema è la dittatura politica e spirituale)  è che la Storia della Chiesa dimostra che le Chiese in generale e in particolare la Chiesa cattolica hanno sempre sviluppato una sostanziale benevolenza nei confronti delle dittature.

Attenzione! Soprattutto nei confronti delle dittature che percepiscono se stesse come fine […], le dittature di sinistra si presentavano sul proscenio della Storia sostanzialmente come strumenti finalizzati a una società dove finalmente non ci sarebbe più stato nessun bisogno di dittatura, la società dell'eguaglianza, insomma la dittatura del proletariato … erano comunque strumenti da superarsi verso una società finalmente non solo senza classi, ma senza subalterni e quelli che stanno sopra i subalterni.

Le dittature di destra invece avevano proprio la finalità di essere fine a se stesse, assolute in tutti i sensi anche dal punto di vista storico, il senso era esattamente quello di un stato verticistico, dittatoriale, nel suo codice genetico, non erano un momento di passaggio, erano il punto di arrivo.

Ebbene proprio nei confronti di queste, la Chiesa cattolica ha sempre dimostrato un senso accomodante e a volte anche benevolo […]

Pio XI è il papa che l'11 febbraio 1929  fece firmare dal Segretario di Stato il concordato con il regime fascista. Pio XI fu lo stesso che quattro anni dopo, il 20 luglio 1933, nella stessa città a Roma, nello stesso palazzo, il Palazzo Lateranense, firmò il Concordato con il regime nazista.

Tra l'altro chi firmò il Concordato per la Chiesa cattolica era il segretario di Stato di papa Ratti che era Eugenio Pacelli che pochi anni dopo divenne papa col nome di Pio XII. E nel 1940 la Chiesa firmò il Concordato col regime fascista di Salazar in Portogallo. Nel 1953 la Chiesa cattolica firmò il Concordato con il regime fascista di Franco in Spagna.

Durante la seconda metà del Novecento in particolare gli anni '70 e '80 tutti noi ricordiamo la sostanziale simpatia della gerarchia della Chiesa cattolica nei confronti dei regimi dittatoriali del sud America
, (ovviamente, non così La Teologia della Liberazione e le comunità di base) .

Perché io non sto parlando del Cristianesimo, sto parlando delle Gerarchie ecclesiastiche naturalmente; perché che il Nazismo fosse il Nazismo i veri cristiani l'avevano capito al volo. Allora, Hitler prende il potere il 30 gennaio del 1933 , il 1 febbraio del 1933, due giorni dopo - quando tutta la Germania batteva le mani, brindava all'avvento di un uomo che finalmente avrebbe messo ordine e riscattato la vergogna di Versailles, - due giorni dopo, Dietrich Bonhoeffer un giovane teologo protestante prese la parola alla radio tedesca per denunciare il pericolo che il Fuhrer diventasse un Verfuhrer cioè un seduttore. E subito cominciò a criticare la politica razziale ecc.

Tutti voi sapete che il 9 aprile 1945 a 39 anni di età Dietrich Bonhoeffer venne impiccato nudo la mattina presto nel lager di Flossemburg, "nudo" dietro telefonata diretta di Berlino. I russi stavano arrivando e questi prigionieri dai quali si voleva spremere fino all'ultimo informazioni sugli altri membri della resistenza bisognava farli fuori.

Non sto dicendo che il Cristianesimo in quanto tale è coessenziale con la dittatura, sto dicendo della gerarchia che a volte coincide con il Cristianesimo - noi abbiamo la fortuna da tre anni a questa parte di avere, secondo me, una bella espressione di coincidenza tra un capo della gerarchia cattolica e il cristianesimo nella sua vera essenza - e a volte no.

Ora come mai esiste questa simpatia della Chiesa gerarchica nei confronti del potere e del potere che ama se stesso, del potere potente, cioè del potere che non conosce niente, neanche la società futura, niente di più importante di questo. Come mai c'è questa simpatia nei confronti dell'assolutismo più assoluto?

[…] uno potrebbe dire : beh la Chiesa ritiene che la Storia sia governata da Dio, c'è la Provvidenza, sia governata da Dio e quindi tutto ciò che la Storia produce viene designato come volere divino all'insegna della Provvidenza e quindi ciò che appare, ciò che assume potere, come tale è voluto da Dio.

Tra l'altro chi dicesse così potrebbe citare a proprio vantaggio un passo della lettera ai Romani che è famosissimo - uno dei passi senza il quale non si capisce la teologia politica, ma cosa dico la teologia politica? dico la storia politica e giuridica dell'Occidente - che è il famoso passo di Romani capitolo 13, versetti 1-2 dove l'apostolo Paolo dice: "Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, infatti non c'è autorità se non da Dio, quelle che esistono sono stabilite da Dio quindi chi si oppone all'autorità si oppone all'ordine stabilito da Dio" : Parola di Dio uno direbbe se fosse in Chiesa, beh sta scritto nel Nuovo Testamento!

Voi capite che questo è più prezioso della manna del cielo, questa è la musica più celestiale che voi potete suonare alla corte del potere. Perché legittima il potere ipso facto. Però non è sempre stato così, dice: fa così la Chiesa, ha questa simpatia nei confronti degli assolutismi perché deve semplicemente registrare che chi ottiene il potere sulla scena della Storia è voluto da Dio. "È l'uomo della Provvidenza" (per citare Pio XI le famose parole che vennero pronunciate a Milano due giorni dopo la firma del Concordato. "L'uomo della Provvidenza" parlando di Benito Mussolini) ma se fosse così dovrebbe questo atteggiamento valere anche per i regimi comunisti giusto? O quelli rivoluzionari.

Ma né per i regimi comunisti né per quelli rivoluzionari dell'America Latina, - pensate ai sandinisti del Nicaragua, né prima ancora quelli rivoluzionari del Settecento francese, vennero salutati con favore da parte della Chiesa cattolica? anzi per niente!

Quindi vuol dire che in realtà la Chiesa cattolica, le gerarchie della Chiesa cattolica, di fronte a ciò che avviene sul proscenio della storia applicano l'ermeneutica: questo sì, questo no. Questo è realmente conforme al volere divino, questo no. Qui firmo il Concordato, qui mando la scomunica.

E tutti voi sapete che la scomunica al mondo comunista venne dichiarata da Pio XII. Quindi in realtà c'è proprio qualcosa che vibra nel profondo. Di fronte al dittatore, di fronte all'uomo forte, di fronte al potere assoluto, che si concepisce come assolutissimo, cioè niente di più importante, una certa mens cattolica sente aria di famiglia.[...]

Quando  si parla di dittature spirituali i protagonisti sono due: Dio e la Chiesa. Esiste una dittatura ecclesiastica? Risposta: esiste!.

Per lo meno questa è la testimonianza della Storia... evidentissima, basta semplicemente evocare alcuni fenomeni, alcune istituzioni che hanno attraversato la Storia della Chiesa, non come fenomeni marginali; cioè quando io parlo della Inquisizione a proposito di  dittatura spirituale, cioè di quell'istituto che se tu la pensassi diversamente in ordine alla tua personale religione sarebbe venuto a prenderti, ti avrebbe portato in galera ,ti avrebbe costretto ad abiurare e se tu non avessi abiurato avrebbe attentato alla tua vita fisica.

Più dittatura di così, è una dittatura spirituale esattamente perché entra nel tuo spirito.

Ora io non lo so voi che cosa capite, che cosa sentite, quando sentite la parola spirito. Perché gli esseri umani, la mente umana ha generato il termine spirito?

Se questo è il nomen qual è la res? La mia risposta è molto semplice: il nomen spirito rimanda ad una res precisa che è libertà. Noi siamo corpo, psiche e spirito .

Dal punto di vista del corpo nessuno di noi è libero. Il nostro corpo è determinato: gli anni, nella forma, nelle malattie, in quello che lo porterà a non essere più un giorno. Dov'è la libertà a livello corporeo? La nostra psiche è libera? No! Anche il nostro carattere, il nostro temperamento è determinato. [...]

Quando diciamo libertà, intendiamo dire una effettiva capacità che negli esseri umani c'è di poter dire "io penso", "io non penso così", "io non ci sto", di poter dire "se anche tutti la pensano così io invece la penso cosà " , se tutti battono le mani a Hitler nel 1933, qualcuno di poter dire io invece non le batto e questo avviene! e se questo avviene, questo lo chiami libertà! e per designare questa possibilità che all'interno del fenomeno umano si dà, di auto determinazione che non viene dal corpo, non viene dalla psiche, da dove viene?

Chiamatela come volete questa possibilità che avete. La mente degli antichi l'ha chiamata "spiritus" che è una parola che anzitutto si riferisce all'aria, al vento in latino, ma anche in greco, perché pneuma si riferisce all'aria [...]

Lo spirito...! La dittatura spirituale è la dittatura più insidiosa: perché quella politica semplicemente si interessa del tuo corpo alla fine, di quello che fa o non fa il tuo corpo, più o meno. [...] la dittatura spirituale invece entra perfettamente dentro di te, vuole che non leggi alcuni libri "index librorum prohibitorum", l'indice dei libri proibiti che per secoli governò i cattolici e la loro possibilità di leggere, perché se tu leggevi un libro che era stato messo all'indice venivi ipso facto scomunicato, scomunica, come si dice, latae sententiae, vuol dire che tu facendo lo stesso atto non hai bisogno che qualcuno ti dica: "sei scomunicato" lo sei non c'è bisogno di un’autorità che te lo dichiara, e tante altre cose.

Come ci si avvicinava al sommo pontefice? Ci ricordiamo qual'era il cerimoniale di corte? Per secoli e secoli. Oggi i papi vanno in giro prendono in braccio i bambini e abbracciano tutti e stringono la mano, ma per secoli e secoli e secoli come ci si avvicinava al sommo pontefice?

La sedia gestatoria, ci si avvicinava con il reverentissimo bacio della pantofola.

Tu non potevi avvicinarti al papa se non a un certo punto essendo lui seduto sul trono tu la prima cosa che dovevi fare era baciare il piede la santa pantofola pontificia. E tutto questo perché? E poi il capitolo della dittatura ecclesiastica interna, cioè la dittatura che gli ecclesiastici loro subivano all'interno dei loro ordini da parte dei superiori, gli ecclesiastici ancora di più le ecclesiastiche, le religiose.[...]

Ma se la Chiesa fa questo è perché è un'istituzione a delinquere? No!

Perché se fosse un'istituzione a delinquere, per esempio non avrebbe potuto generare don Lorenzo Milani, che giunge a scrivere "l'obbedienza non è più una virtù" e tanti altri che ho nominato prima.

Il problema non è moralistico, il problema è teologico. E veniamo all'altro grande attore di questa dittatura spirituale che è l'immagine biblica di Dio, o meglio, non vorrei dare un'idea sbagliata, non è l'immagine biblica di Dio, è un'immagine del Dio biblico che in molte pagine della Bibbia emerge. Ci sono altre pagine della Bibbia che presentano un'altra immagine di Dio all'insegna della liberazione, dell'antipotere, hai la profezia che è contro la dittatura, però al contempo hai anche il sacerdozio, l'istituzione, cioè la dialettica che noi vediamo, oppressi/ oppressori che ancora governa la gran parte del nostro mondo è originaria, è strutturale e la si ritrova anche nella Bibbia, che è un libro che per qualcuno di voi può essere parola di Dio, ma per tutti voi è comunque un grandissimo documento storico e archeologico, ma archeologico nel senso etimologico del termine è la logica dell'archè cioè la logica del principio.

Cioè che se tu leggi la Bibbia e la leggi in maniera libera, sapiente, attenta, tu hai a che fare, tocchi con mano il principium, l'archè dell'esistere umano con tutta la sua contraddittorietà, con tutta la sua carica antinomica.

Ora, l'immagine prevalente di Dio è di un Dio dittatore in quanto dettatore, il Dio biblico è dittatore perché detta la sua parola, è la parola che chiede di essere eseguita è la parola che si presenta e presentandosi ottiene subito azione.

Dio disse "e la luce fu" e questo che vale per la luce, vale per qualunque cosa: è realmente un dettato, il punto fondamentale è il consenso alla dittatura da parte della mente.

Se voi leggete il libro del Deuteronomio al capitolo 7 versetti 1-2 vi imbattete in questi versetti che ora vi leggo, che mostrano esattamente l'idea del grande dittatore, di un Dio che non tollera rivali, un Dio geloso, che non tollera concorrenti, che vuole dominare su tutti gli altri dei di tutte le altre religioni, che impone se stesso senza temere di far ricorso alla violenza.

Deuteronomio versetti 1-2 : ci tengo a precisare versione ufficiale della Conferenza Episcopale italiana. Sono le parole che Mosè riceve da Dio e che dà come istruzioni per il popolo di Israele una volta che sarà entrato in quella che si potrebbe chiamare Palestina e che dopo che loro entrano non si chiama più Palestina ma diventa terra di Israele, un problema che è sorto tremila cinquecento anni fa e che ancora oggi non ha trovato soluzione.

"Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nella terra in cui stai per entrare per prenderne possesso e avrà scacciato davanti a te molte nazioni gli Ittiti, i Gergesei, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Cananei, e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di te quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; con esse non stringerai alcuna alleanza e nei loro confronti non avrai pietà. Allora "tu le voterai allo sterminio" questo sterminio nell' ebraico biblico si dice "herem" ,la parola herem vuol dire sterminio assoluto. Lo si potrebbe tradurre, scrivo nel mio ultimo libro dal titolo "Dio e il suo destino", dove analizzo questo e molti altri testi in questa direzione, lo si potrebbe tradurre: soluzione finale, quello che in tedesco si dice Endlosung, quello che venne deciso nel gennaio 1942 e che diede poi inizio alla Shoa. Questo è incredibile, terribile, fa tremare le vene ai polsi come si usa dire un pò retoricamente, ma fino a un certo punto, che la logica dello sterminio assoluto di cui il popolo ebraico è stato fatto oggetto ha la sua origine nel libro sacro dell'ebraismo e anche del cattolicesimo, del cristianesimo”herem". [...]

Gerico è conquistata, gli abitanti di Gerico si sono arresi; cosa si fa a questo punto? "Votarono allo sterminio tutto quanto c'era in città: uomini e donne giovani e vecchi, buoi, pecore e asini tutto passarono a fil di spada. Tutto! E questo è il comando che viene dato ora questo comando è funzionale a che cosa? Vedete l'archeologia ci insegna, la storia archeologica, interessantissima l'archeologia biblica, ci insegna, ci fa vedere, ci sono documentazioni degli storici, in particolare penso a Israei Finkelstein, ma non solo lui tanti altri, questo Finkelstein è direttore della sezione archeologica del Museo di Tel Aviv, un ebreo, dice che tutte queste cose non avvennero, non c'è mai stata una conquista di Gerico, non sono avvenute queste cose, ma questo invece di rendere il problema più lieve lo rende più grave, ma perché le hanno scritte allora?

Non sono il resoconto di ciò che è avvenuto sono la proiezione di quello che avrebbe dovuto avvenire cioè la dittatura spirituale, cioè il fatto che non è lecito pensare che ci sia un altro Dio, un'altra religione, un'altra modalità di pensare la tua relazione con l'Eterno. L'unica possibilità che gli esseri umani hanno di relazionarsi all'Eterno è quella che dico io, che deve essere imposta da me, secondo le leggi che ho voluto io.

Oggi c'è il dialogo interreligioso ed è la cosa più bella che c'è. Cioè l'idea esattamente di pensare che non esiste un sentiero privilegiato per incontrare il divino perché il divino è così incommensurabile, è così più grande di tutti noi, per fortuna, che nessuno può dire è lì oppure là; lo diceva già Gesù: il Regno di Dio nessuno potrà dire eccolo qui eccolo là perché ci contiene; il divino noi non lo possiamo capire, carpire, semmai siamo noi che siamo capiti nel senso proprio etimologico di capiente, capio capere, che significa contenere e prima ancora conquistare, tant'è che il participio passato captum genera poi l'aggettivo sostantivato captivus che vuol dire prigioniero e noi diciamo cattività per dire prigionia.

Il divino si può forse ridurre in cattività nel senso che io lo comprendo? Ma mai per fortuna ed è la Bibbia a insegnarlo tra l'altro. La Bibbia è antinomica e contraddittoria ed è la sua grande bellezza . Noi oggi sappiamo che sono lecite, sappiamo, vogliamo, lottiamo perché siano sempre più lecite tutte le grandi spiritualità, non parlo di scientology, quelle sono deviazioni, parlo delle grandi vere tradizioni spirituali: l'ebraismo certamente, l'induismo, il buddismo, l'Islam, il Cristianesimo nelle sue varie forme, il Giainismo, il Taoismo, il Confucianesimo.

Chi può dire di queste forme solo questa è giusta, questa è sbagliata: sono tutti sentieri: il divino è un picco di una montagna e questi sono tutti sentieri: versante sud versante nord versante est, versante ovest, i sentieri che ti portano sul picco della montagna, che è per definizione avvolto di nuvole.

Il monte Olimpo, il monte Sinai, avvolti di nuvole e chiunque pretende di avere la luce assoluta sul divino è solo il dittatore, che vuole esattamente quella luce per rendere il divino funzionale all'esercizio del suo potere. 

[...]papa Francesco che scrive nell'Enciclica pubblicata l'anno scorso "Laudato si' " sull'ecologia dice: "I gemiti di sorella terra si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo con un lamento che reclama da noi un'altra rotta. Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli" poi dice altre cose infine dice "Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi".

Io penso che queste parole siano verissime. Il problema è anzitutto culturale.

Sto dicendo che occorre una nuova cultura della pace, un'ecologia profonda,un'ecosofia e questa ecologia-ecosofia profonda deve essere politica, deve essere economica, deve essere ecologica naturalmente, ma non può non essere anche "teologica". Teologica.  Il punto è che Dio va pensato non più secondo il paradigma della potenza, della onnipotenza, del potere, perché questo è esattamente ciò che la logica di questo mondo, nel senso evangelico, questo mondo, questo mondo, questo potere, questa economia, non è nient'altro che la proiezione di tutto ciò. Se penso Dio come il più potente dei potenti non faccio nient'altro che ridurlo all'interno dei fenomeni di questo mondo, non faccio nient'altro che inserirlo ancora una volta in una logica mondana; sì sarà il più potente ma è sempre la logica della potenza è sempre "wille zur macht" volontà di potenza. Se ha senso la tra-scendenza è esattamente la rottura di questo paradigma e come lo rompo questo paradigma all'insegna dell'antipotere?[...]

Ma è semplice quello che la natura stessa ci offre nella sua verità profonda: è la logica sistemica, è l'aggregazione, l'armonia, l'armonia relazionale, sto dicendo, che, secondo me il cristianesimo deve diventare se stesso e come diventa il cristianesimo se stesso?

Prendendo sul serio la grande intuizione che l'ha portato a pensare Dio come
Trinitas. La Trinità nel suo significato speculativo ti mette a confronto non della logica della potenza, ma della logica della relazione. La Trinità è l'idea sistemica, la logica sistemica pensata come la logica che governa non solo il mondo ma il principio del mondo che è il divino .[...]

Voglio dire che se qualcosa esiste è grazie all'armonia relazionale che ha portato la vibrazione originaria in cui l'energia consiste a unirsi a collegarsi a tessersi formando prima le particelle subatomiche, poi gli atomi, poi le molecole, poi le cellule, poi i tessuti ecc. E anche voi in questo momento che mi ascoltate: io che parlo, questi fiori che vivono davanti a me sono frutto dell'armonia relazionale.

Trinitas è questa intuizione speculativa profondissima che dice che il senso dell'essere non è il potere, perché il potere schiaccia: il senso dell'essere è la relazione armoniosa. È l'amore.

Se questa parola non avesse tutto questo senso così abusato e decadente potremmo usarlo molto più facilmente purtroppo, perché che cos'è l'amore?

È relazione armoniosa. Poi certo esiste l'amore che si dice come eros ed è la relazione armoniosa di un certo tipo. Poi esiste l'amore che si dice come filantropia, esiste l'amore che si dice come cura della propria città, del proprio ambiente, amore per la natura, amore per la bellezza, amore per l'arte, insomma si dice in molti modi l'amore, ma nel suo DNA nel suo codice genetico è relazione armoniosa.

Ora io penso che il nostro mondo abbia bisogno di passare dalla dittatura spirituale di un Dio onnipotente e pantocrator che impone se stesso a dispetto di tutto e di tutti, a cui è ormai difficile credere peraltro, e passare a pensare la divinità, cioè il principio da cui l'essere viene e verso cui l'essere va, il principio che ti mantiene all'essere; perché pensare Dio non è pensare un essere che sta chissà da qualche parte su quella nuvola, che c'è, non c'è a me cosa cambia?

Vuol dire pensare come avevano capito gli antichi greci, vuol dire pensare alla grammatica di fondo della vita e anche la sintassi non solo la grammatica, la grammatica da sola non basta ci vuole grammatica e sintassi ( grammatica retorica dialettica ricordate il trivium medievale?) E pensare Dio vuol dire pensare il Logos, la logica Logos dentro cui siamo e lì c'è bisogno di pensare il divino che è tanto lontano quanto immanente, tanto trascendente quanto immanente, perché "In lui siamo ci muoviamo ed esistiamo" come dicono gli Atti degli apostoli, pensare il divino all'insegna della relazione armoniosa.

Io penso che il nostro mondo abbia un bisogno immenso di tutto ciò, di superare la dittatura politica ovviamente, spirituale ovviamente e di incamminarci verso questa teologia e filosofia ed ecosofia della relazione armoniosa.

Nota del curatore

Sintesi parziale, non rivista dall'autore, dell'intervento  di Vito Mancuso su "Dittatura politica e dittatura spirituale" alla 13°edizione di PASSEPARTOUT Festival 2016   

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