Le pagine ingiallite di fra Ortensio - Appunti di Rosario Franza


 
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"E' all'uomo Gesù che bisogna volgere il proprio sguardo perché Egli ha percorso interamente e completamente il suo "Itinerario Spirituale", tanto che nel suo libro Ortensio da Spinetoli, già nel 1970,  scriveva:<<Il problema della divinità di Gesù costituisce il conforto supremo del credente, ciò che lo spinge a rivolgersi e a trovar fiducia in lui, ma non l'aiuta a spiegarsi il proprio dramma umano >>."

L'ho trovato su ebay ed è arrivato a casa un piccolo libro con le pagine ingiallite dal tempo, ma con un grande titolo e un grande autore: Ortensio da Spinetoli - Itinerario spirituale di Cristo - Introduzione Generale vol. 1 . Ho letto appena il primo capitolo, ma già sento il bisogno di scrivere i miei primi appunti. Il piccolo libro, edito da Cittadella Editrice nel 1971, contiene anche piccole sottolineature e qualche appunto del solerte lettore che mi ha preceduto . Non posso fare a meno di domandarmi che fine avrà fatto e come la continua ricerca del senso della vita, finita poi in un sito di commercio, abbia influito sulla sua persona.

Nella mia lettura emerge sicuramente il continuo travaglio dell'autore, un uomo, fra Ortensio, che non può fare a meno di arrendersi alla verità, scoperta continuamente nei suoi studi, tanto che nei lontani anni settanta del secolo scorso scriveva:<<Il Nuovo Testamento è incentrato sulla persona di Cristo. Egli vi appare con le sue inconfondibili ma anche inconciliabili prerogative umano - divine>> e nel mio librettino usato proprio l'aggettivo inconciliabile è sottolineato con un punto interrogativo. "Ma come - avrà pensato il lettore precedente - ci hanno sempre insegnato che Gesù è vero Dio e vero uomo  e allora perché le due nature umano - divina in sola persona sono inconciliabili ?".

La domanda è talmente lecita che fra Ortensio, già Superiore provinciale dei frati cappuccini delle Marche, più avanti si affretta a specificare:<<Noi crediamo a Cristo Dio, ma cerchiamo di comprendere la sua natura e condizione umana, quella che realmente e concretamente l'accomuna a noi, ossia ai fratelli >> , a Ortensio da Spinetoli interessa soprattutto, già dal primo capitolo, l'umanità del Nazzareno, ma ancora non arriva a scrivere ciò che poi affermerà nel 1999, ad inquisizione avvenuta, in "Bibbia e Catechismo":<<Il nuovo titolo di "Signore" (kyrios in greco, mar in aramaico) non è anagrafico. Gesù non l'ha ricevuto dai genitori, ma dagli ammiratori e amici e verosimilmente non nei loro incontri nel tempo, bensì dopo la sua risurrezione.
I discepoli avevano conosciuto un "grande profeta"(Lc 7,16; 24,19), un taumaturgo, un benefattore dei poveri e degli umili, un fedele servo di Dio, un santo, ma non avevano visto sulla sua fronte alcuna aureola, meno ancora uno scettro nelle sue mani, in una parola nessun segno di regalità o di potenza (cf. Mt. 12,18-21) >> .

Penso con rammarico a quanti danni abbia fatto la teologia dell'eteronomia, non solo in me stesso ma anche in altri, una teologia che descrive un Dio che dall'alto dei cieli interviene nella storia degli uomini modificandone i comportamenti ed emettendo leggi a cui gli uomini devono sottostare e come avrei voluto conoscere personalmente fra Ortensio e domandargli come può esistere un Dio fuori da noi, dal nostro essere, noi che siamo parte infinitesima dell'universo la cui origine risiede nell'eterna Energia primordiale più Logos da sempre presente nel vuoto quantico .

Non esiste nessuna natura divina in Gesù di Nazareth, ma soltanto il DNA di Dio presente in tutti gli uomini in quanto parte della sua creazione, il "Dio tutto in tutti" che i mistici richiamano continuamente. Alcuni uomini e donne come Gesù di Nazareth, il Buddha, Teresa di Calcutta, Francesco d'Assisi, hanno sviluppato una particolare sensibilità nel far emergere da loro lo Spirito di Dio, fino a raggiungere in Gesù di Nazareth la pienezza umana che lambisce la condizione divina.

E' all'uomo Gesù che bisogna volgere il proprio sguardo perché Egli ha percorso interamente e completamente il suo "Itinerario Spirituale", tanto che nel suo libro Ortensio da Spinetoli, già nel 1970,  scriveva:<<Il problema della divinità di Gesù costituisce il conforto supremo del credente, ciò che lo spinge a rivolgersi e a trovar fiducia in lui, ma non l'aiuta a spiegarsi il proprio dramma umano >> e ancora:<<La preoccupazione non è segnare o segnalare fino a che punto Gesù si distacca da noi, ma in quale misura appartiene alla nostra famiglia, sente i nostri problemi, prova le nostre difficoltà, ansie, sofferenze. Se egli presenta il suo giogo, il suo programma spirituale più leggero (Mt. 11,29-30) non è perché meno impegnativo dell'antica legge, ma perché egli l'ha portato ossia realizzato prima di noi>>.

Penso che Gesù di Nazareth, uomo come noi, abbia condiviso la nostra esistenza nel Cosmo e ci ha svelato il perché della vita.

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