I "quadri immaginari" di Ortensio da Spinetoli - Rosario Franza


 
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"Lasciamo da parte l'apologetica, che Ortensio ha frantumato, ma non credo che i quadri siano immaginari . Penso che il cristiano sia colui che crede che il Cristo è risuscitato esprimendo  così  un paradosso assoluto: la risurrezione è accaduta nella storia, ma  la si può riconoscere solo nella fede ."

Ho già letto diversi  testi  e libri di Ortensio da Spinetoli come "Io credo - Dire la fede adulta", "La Bibbia parola d'uomo" e adesso  il suo "Gesù di Nazaret" . Quest'ultimo, per poterlo leggere comodamente a casa mia, l'ho richiesto direttamente alla casa editrice . Avevano l'ultima copia e mi piace pensare che Ortensio volesse farmelo leggere ad ogni costo .

Non ho personalmente conosciuto la sua umanità, ma deve essere stato un uomo fantastico, lo si capisce anche guardando le sue foto, specialmente le due che posto volentieri su facebook cercando di sfruttare al meglio la modernità . Non si offenderà, penso, se lo chiamo con l'appellativo di Amico, perché come tale lo percepisco .

E' stato, il mio Amico, un prete "sottoterra", i giovani direbbero "underground", solamente perché cercava di attualizzare il vangelo  di  Gesù di Nazareth, di avvicinarlo alla nostra cultura del XXI secolo. Il potere, che lo ha costretto "sottoterra", non ha fermato le sue idee che mi hanno raggiunto all'età di sessantasei anni .

Devo dire però che il lento cammino della mia vita, passando dall'agnosticismo alla fede, attraverso maestri come Carlo Maria Martini, Jhon P. Meier, Vito Mancuso e da ultimo Alberto Maggi , ha fatto sì che le sue idee non fossero estranee alle mie . Ci sono  però  almeno un paio di argomenti su cui abbiamo delle diversità di vedute .

Anche io penso che Gesù di Nazareth fu uomo in tutto, nei rapporti biologici, storici e sociali con gli altri uomini e sbaglia chi afferma che Gesù non era, ma sembrava soltanto un essere umano, un’eresia che la chiesa delle origini condannò da subito, il docetismo . Questa eresia fu però alimentata dalla rappresentazione di Gesù come essere  preesistente disceso dal cielo . Gesù fu vero uomo e non è nato facendo ciò che faceva, ci è arrivato soltanto verso la fine della vita .

Io penso che fu posseduto dallo Spirito di Dio che in tal senso si è fatto carne, iniziando poi a predicare per le vie della Galilea e a Gerusalemme, cambiando la prospettiva di leggi come : il riposo assoluto del sabato, le norme di purità, il divorzio, ma soprattutto ha cambiato l’odio per i nemici in amore !  Con lui è cambiato il volto di Dio, non più un Dio iroso, giudice e vendicativo, ma soltanto misericordioso come il Padre della parabola denominata  "figliol prodigo" . 

Con Alberto Maggi e Juan Mateos ho imparato a capire in profondità la grande Utopia del Nazzareno : il Regno di Dio !  A capire, soprattutto, che la sua realizzazione passa per le Beatitudini ed è un progetto da mettere in pratica in questo mondo e non nell'altro .

Juan Mateos nella conclusione del suo bellissimo testo “L’utopia di Gesù” scrive :<<L’attività e il messaggio di Gesù sono la conseguenza della sua esperienza di Dio come amore. È ciò che esprime l’uso del nome «il Padre», che indica colui che, per amore,comunica agli uomini la propria vita. Se il Padre è amore illimitato per l’uomo, non può tollerare che questi sia oppresso o si veda impedito di raggiungere la pienezza a cui è destinato.>> . E ancora:<<Per questo l’attività di Gesù si rivolge particolarmente ai più bisognosi, agli emarginati per motivi religiosi o sociali. Essa scopre le grandi schiavitù che impediscono lo sviluppo dell’uomo e ne permettono la manipolazione e lo sfruttamento; sono le ideologie religiose e nazionaliste a favorire l’emarginazione e a impedire l’amore e la fratellanza universale.>>

Alberto Maggi ne riprende l’impostazione nel libro  “Il Padre dei poveri – Le Beatitudini di Matteo”, tanto che nella sintesi finale scrive : << La scelta della povertà, intesa come austerità solidale, con la rinuncia all’ambizione dell’avere, implica la perdita della propria reputazione : in un sistema fondato sul possesso del denaro, il povero merita solo disprezzo . Chi poi sceglie volontariamente la povertà è considerato un folle. Ma proprio in quello che agli occhi della società è considerato “scandalo” e “stoltezza”, si manifesta la “potenza di Dio”>> e considera l’austerità solidale, insieme alla fedeltà, le condizioni per il “Regno di Dio” , che non è un sogno ipotetico, ma ciò che si realizza con la rinuncia all’avidità di possesso nell’espressione della Solidarietà .

Gli stessi concetti sono espressi da James M. Robinson nel suo libro “Gesù secondo il testimone più antico” , che sintetizza la sua ricerca sul Gesù storico e sul vangelo dei detti Q .   Scrive Robinson :<<In fin dei conti Gesù era un autentico idealista, un radicale impegnato, in ogni caso una figura di grande spessore pervenuta ad una soluzione del dilemma dell’uomo [...]Il dilemma dell’uomo è in grande misura che siamo la disgrazia l’uno dell’altro, lo strumento del male che distrugge l’altro ...>>  .

Gesù di Nazareth ha accompagnato la sua predicazione del Regno di Dio con interventi prodigiosi, i "miracoli", a favore della salute psicofisica degli uomini che incontrava nel suo cammino . Miracoli mai tesi alla dimostrazione del "prodigioso", ma sempre al benessere dei fratelli .

La ricerca storica fa esprimere a John P. Meier questo giudizio conclusivo:<<L'affermazione che Gesù ha operato da esorcista e guaritore e tale è stato considerato nel suo ministero pubblico vanta in suo favore molta e solida documentazione storica [...] Ampiamente presente nei vangeli e senza dubbio nel suo ministero concreto, l'attività taumaturgica di Gesù ha ricoperto un ruolo essenziale nella sua capacità di attirare l'attenzione, sia in senso positivo che in senso negativo . >> .

Ortensio da Spinetoli non nega l'attività taumaturgica del Nazzareno ma la rende marginale scrivendo :<< il peso apologetico dei miracoli evangelici non appare assoluto e apodittico, poiché non è dato stabilire se si tratti di potenzialità naturali, presenti in tutti, ma che nei più rimangono latenti e solo in pochi diventano operative, o di favori accordati da Dio al suo particolare inviato . E poiché non sarà mai facile arrivare ad una risposta certa, anche la portata dei miracoli di Gesù può diventare problematica. [...] Il discorso sui miracoli, perno dell'apologetica tradizionale cristiana, va ridimensionandosi senza che con ciò venga messa in pericolo nel credente la sua fede in Gesù Cristo . >> .

Ortensio ha sempre affermato che Gesù fu un uomo, un profeta, ispirato dallo Spirito di Dio ed io concordo pienamente con lui, anzi ho sempre pensato che egli fosse invaso dallo Spirito di Dio, ma se è così perché non possiamo logicamente pensare che lo Spirito gli abbia dato la forza ed il potere di sanare gli uomini dalle malattie fino al risuscitamento di un cadavere ( Lazzaro) ?

D'altra parte nel suo libro "La Bibbia parola d'uomo" Ortensio da Spinetoli afferma che bisogna leggere la Bibbia con l'evidenziatore, distinguendo la "parola di Dio", quella cioè ispirata dal suo Spirito, dalla parola dell'uomo, frutto della sua cultura e del suo tempo e dà per scontato che si conosca il volto di Dio e quindi il suo Spirito . Ma Dio è il Trascendente e quindi non lo possiamo conoscere se non nella sua manifestazione immanente e cioè in Gesù di Nazareth ed è questa considerazione che ci fa affermare che "Dio è come Gesù" e allora perché non affermare tranquillamente che Gesù ha operato, nella storia, la gran parte dei miracoli che narrano i vangeli ? 

Penso che anche Ortensio si ponesse queste domande , infatti a pagina 135 del suo libro "Gesù di Nazaret"  scrive :<<La messianità di Gesù è sicura anche a prescindere dai miracoli, ma ciò non vuol dire che i miracoli attribuiti dai vangeli a Gesù  siano solo frutto di sue virtù naturali. >> . Come a dire : E' possibile che siano il frutto di "favori accordati da Dio al suo particolare inviato" .

L'altro argomento divisivo è il risuscitamento di Gesù . Ortensio da Spinetoli  a tal proposito scrive:<<Gli autori neotestamentari, nonostante tutto, danno l'impressione di addurre delle riprove storiche alla risurrezione, ma non fanno altro che esplicitare, rendere cioè più evidente il discorso di fede . Paolo è il primo ad affermare che Gesù "dopo la morte è stato visto" (ophthé) da molti testimoni e per ultimo da lui (1Cor 15,5-8) . Ma è appunto questo richiamo alla sua "esperienza" che aiuta a capire il senso da dare alle "apparizioni" a Cefa, "ai dodici e ai cinquecento fratelli" . Sulla via di Damasco egli è stato abbagliato da una "luce" che suppone venuta dal cielo e "ode una voce" che identifica con quella di Gesù, ma di fatto non ha visto nessuno, tanto meno colui che gli parlava (At 9,3-5) . Verosimilmente il verbo "vedere", che ritorna varie volte nel testo della 1Cor 15,5-8, come nelle esperienze profetiche, non significa "vedere fisicamente", con gli occhi del corpo, ma della fede .>>.

Forse occorre farsi alcune semplici domande : ma perché Paolo, se voleva veramente fornire  una "prova provata" del risuscitamento di Gesù non ha semplicemente scritto "ho visto Gesù" ? e perché l'"esperienza" di Paolo dovrebbe  aiutarci  "a capire il senso da dare alle "apparizioni" a Cefa, "ai dodici e ai cinquecento fratelli" ? E ancora : morto Gesù, tra tanto soffrire, nella più totale solitudine e nell'infamia più assoluta, perché i discepoli, che aspettavano un messia nazionalista, avrebbero dovuto testimoniare il Regno di Dio e la fede in Cristo Risorto se non fossero stati testimoni di un fatto eccezionale ?

Perché  escludere che i discepoli abbiano visto con i loro occhi il Cristo Risorto ?

D'altra parte lo stesso Ortensio da Spinetoli nel suo libro "Gesù di Nazaret" a pag. 231 scrive :<<Le cosiddette "cristofanie pasquali" che compaiono alla conclusione di tutti i vangeli hanno un solo intento: celebrare la vittoria di Gesù Cristo, il profeta che ha perso la propria vita per difendere quella degli altri . Se invece si volessero addurre come "prove" della sua attuale, nuova esistenza nei cieli, si finirebbe per dar corpo ai fantasmi . "Gesù risorto" è una notizia trasmessa da Dio; accettarla è solo compiere un atto di fede in lui e di fiducia nei suoi intermediari .>> . Ecco, caro Amico Ortensio, io ho questa "fiducia nei suoi intermediari", i discepoli che lo hanno visto VIVO !  Non siamo molto distanti è solo una questione di fiducia, certo non nella "nuova esistenza nei cieli", ma nella dimensione o mistero di Dio di cui fa parte il "carpentiere - profeta" Gesù di Nazareth .

Lasciamo da parte l'apologetica, che tu hai frantumato e mai ti ringrazierò abbastanza per questo, ma non credo che i quadri siano immaginari come tu scrivi :<<I quadri sono immaginari, ma il personaggio che presentano è vero, realmente esistito e realmente "esistente". In questo senso si può affermare che Gesù è tuttora vivo, anche se in un modo ed in un mondo che rimane da scoprire.>> .

Penso che il cristiano sia colui che crede che il Cristo è risuscitato esprimendo  così  un paradosso assoluto: la risurrezione è accaduta nella storia, ma  la si può riconoscere solo nella fede . In Ortensio  manca il paradosso e cioè manca la fiducia nella  testimonianza dei discepoli di Gesù, che raccontano di averlo visto "vivo" . 

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