Una Beatitudine al giorno : Gli oppressi ! - p. Alberto Maggi OSM


 
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In questa beatitudine l’evangelista cita la promessa del profeta Isaia dell'azione positiva del Messia, che verrà, proprio “per consolare tutti gli afflitti” (Is 61,2c). Nell’annuncio di liberazione proclamato da Isaia viene assicurata la fine della dominazione pagana e dell'ingiustizia praticata dai dirigenti del popolo, che schiacciano e sfruttano i più deboli.

 

Beati gli afflitti/oppressi,

perché questi saranno consolati. (Mt 5,4)

 

Primi beneficiari dell'avvento del regno, che permette l'azione del Padre sull'umanità, sono gli “oppressi”. Con questo termine venivano indica quanti erano afflitti da un dolore così forte da dover essere espresso visibilmente attraverso lamenti e gesti quali il pianto, cospargersi di cenere e stracciarsi le vesti (Gen 37,34; Dt 34,8).

In questa beatitudine l’evangelista cita la promessa del profeta Isaia dell'azione positiva del Messia, che verrà, proprio “per consolare tutti gli afflitti” (Is 61,2c). Nell’annuncio di liberazione proclamato da Isaia viene assicurata la fine della dominazione pagana e dell'ingiustizia praticata dai dirigenti del popolo, che schiacciano e sfruttano i più deboli.

 

Nella beatitudine viene omesso il riferimento storico-geografico presente nel profeta, che parla degli “afflitti di Sion” (Is 61,3), per svincolare la promessa di liberazione circoscritta a Israele, ed estenderla alle vittime di ogni oppressione politico-economica dell'umanità intera.

 

La “consolazione”, indica un'azione che non si limita al conforto, ma tende ad annullare le cause della sofferenza e ricreare le precedenti condizioni di benessere: “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio... è finita la sua schiavitù” (Is 40,1.2; cf 27,7-9; Lv 26,40-45).

Gesù dichiara “beati gli oppressi” non in quanto tali, ma perché la loro oppressione terminerà, e li assicura che saranno oggetto di un'efficace azione liberatrice da parte di Dio, che annullerà la loro sofferenza, sopprimendo la causa che la provocava (“perché questi saranno consolati”). Sarà questa liberazione che farà loro sperimentare uno stato di grande felicità (“beati”).

Affinché i positivi effetti sull'umanità del “regno dei cieli” diventino realtà, è però necessaria la scelta, da parte dei credenti, della prima beatitudine.

Infatti, la liberazione che Gesù promette agli oppressi, rimane condizionata dalla rinuncia ad ogni forma di accaparramento dei beni da parte dei “poveri-beati”, per l'eliminazione di ogni forma di oppressione economica nella società, condizione basilare perché cessi pure quella politica.


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