La convenienza dell'odio !  - p. Alberto Maggi OSM
 



 
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Nei momenti di crisi della società emerge la paura damare, prevale la logica perversa della vendetta e chi parla damore, o peggio di pace, viene tacciato da vigliacco.  Perché?   

Perché amore, pace, giustizia, sono concetti che ledono gravemente gli interessi del “dio di questo mondo” (2 Cor 4,4), il mamona, il tornaconto e il profitto che regolano i sistemi sui quali si basano la società e il mercato (Mt 6,24).   

Anche tanti cristiani vengono attratti dalla spirale forcaiola che vede nella guerra lunica forma di giustizia. Essi dimenticano o ignorano che le guerre non vengono mai scatenate per il motivo che viene propagandato, ma sempre per coprire gli interessi e i profitti di quanti detengono il potere.  

Di fatto, alla fine di ogni guerra, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Ai morti si erigerà un monumento se sono caduti dalla parte “giusta”. Per gli altri basta la fossa comune.

Se il benessere della società moderna si regge sulla fabbrica delle armi, occorre scatenare qualche guerra per smerciarle. Prima si programma la guerra e poi si trovano i motivi per giustificarla. Ci penserà la propaganda poi a far aderire le persone alla guerra, presentandola come un atto morale giusto e inevitabile, e, perché no, voluta da Dio.  

Ciò che è infatti osceno e blasfemo è che per giustificare e coprire i loro sporchi interessi coloro che uccidono, si riparano all'ombra di Dio individuando nel nemico il Male, il Diavolo.  E' blasfemo e osceno che per giustificare la guerre si tiri in ballo Dio.  

Il “Signore amante della vita” (Sap 11,26), è incompatibile con un Dio che giustifica la morte. Colui che gli uomini hanno chiamato “Signore degli eserciti” (1 Sam 1,11) è il Cristo che rifiuta di farne uso: “Credi che io non possa pregare il  Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?” (Mt 26,53).

I cristiani sono i seguaci di un condannato a morte in nome di Dio e sono chiamati a stare sempre dalla parte dei condannati e mai di chi condanna. Anche se chi lo fa pretende di farlo in nome di Dio.  I cristiani sono sempre con chi viene ucciso e mai con chi uccide.  Saranno sempre perseguitati e mai persecutori.  Verranno assassinati in nome di Dio (“Viene l’ora che chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio”, Gv 16,2), ma non potranno mai farsi scudo del nome di Dio per assassinare.   

Anche l'uccisione di Gesù era giustificata dalla logica del potere civile e religioso. Gesù era pericolosissimo per la tranquillità della società in quanto il suo messaggio minava alla base i tradizionali valori sacri sui quali ogni società si basava: Dio-Patria-Famiglia. Valori per la difesa dei quali era lecito togliere la vita altrui o sacrificare la propria. Ebbene Gesù, nella sua predicazione, denuncia che questi non solo, non sono valori sacri ma diabolici, nemici del progetto di Dio.  Ecco perché Gesù sostituirà a “Dio”, il “Padre”.  

Se in nome di Dio si può togliere la vita agli altri, (e la storia e lattualità tragicamente lo dimostrano e lo confermano) in nome del Padre si può solo dare la propria.  

Ogni nazione ritiene di essere il popolo benedetto di Dio, il suo suolo diviene “sacro” e, per la difesa o in nome della patria, è legittimo e doveroso togliere la vita agli altri. Gesù abolisce i confini della patria.  Non esistono più le patrie, ma il regno di Dio, cioè una società basata su un amore che vuole essere universale e che raggiunge tutti quanti.  

Anche la famiglia per Gesù non ha alcun valore. La famiglia così com'è, legata o soffocata dai vincoli di sangue, per Gesù non ha nessun significato e la sostituisce con la comunità di credenti, unita dallo stesso ideale.   

E' facile comprendere come Gesù e il suo programma siano una minaccia per la tranquillità del sistema. Per sottolineare al popolo la pericolosità di Gesù, venuto a smascherare questi falsi valori come contrari al piano del Padre, Gesù viene giustiziato insieme ad altri due briganti (Mt 27,38). Con il termine brigante (gr. lêstês) si designavano gli zeloti, coloro che ricorrevano alla lotta armata per liberare Israele dal dominio dei Romani. Gesù era il male che occorreva eliminare per riportare tranquillità a Israele.  Gesù non è stato assassinato perché questa era la volontà del Padre, ma perché era la convenienza del Sommo sacerdote (“ci conviene…”, Gv 11,50).

Per questo è importante più che mai riscoprire, per quanti si richiamano a Gesù, lattualità e limportanza del suo Vangelo, un messaggio che consente, a chi lo accoglie e lo traduce in pratica, di avere sempre dei parametri idonei per giudicare gli avvenimenti che la vita quotidiana presenta .

Cefalù, 2001

 

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