La morte non è niente: in noi il dna di Dio ! - Rosario Franza


 
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"La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. ... Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace" (Henry Scott Holland) 

Scrive Alberto Maggi nel suo libro "L'ultima Beatitudine" che "con la morte, Dio non toglie le persone da questa vita, ma le accoglie nella sua e queste entrano in una nuova definitiva dimensione della propria esistenza" . Il problema è che noi non conosciamo Dio, né tanto meno la sua vita e sicuramente l'esistenza di Dio non è paragonabile alla nostra, non si può, infatti, paragonare l'immanenza con la trascendenza .

Possiamo arrivare, forse, con il nostro pensiero a sfiorare la realtà della creazione e quindi anche il Creatore . Quando Vito Mancuso scrive che "la resurrezione del corpo di Gesù è come una prefigurazione della salvezza del mondo materiale, non nella sua materia spaziale che nella eternità senza tempo e senza spazio non potrà sussistere, ma nelle sue Idee ", tenta di immaginarsi  la vita materiale accolta nella esistenza trascendentale della divinità .

Lo stesso Gesù di Nazareth, in Mc 12,18-27, rimprovera i sadducei in modo aspro e spiega loro che nella vita, dopo la morte, non c'è la necessità  di avere moglie o marito, perché essa non si trasmette per il tramite dell'amore tra i coniugi, ma è partecipazione alla vita di Dio, "Quando risuscitano dai morti, infatti, non prendono moglie né marito, ma sono come angeli nei cieli. ".  Ad una concezione materiale della vita vissuta, Gesù ne contrappone un'altra  di tipo personale, ma estranea alle categorie di questa terra .

Così, se si torna a pensare all'origine della creazione e si accetta l'ipotesi che l'energia presente nel vuoto quantico è sempre esistita e che essa, con il Principio ordinatore che contiene, il Logos, sia Dio, si ha come conseguenza logica che, dopo la morte, non vi sarà nessuna nuova creazione, ma l'energia presente nel nostro corpo e che contiene il nostro logos, la nostra personalità, ritorna a Dio, all'Energia primordiale e al suo Logos, così che Dio sia in noi e noi siamo in Dio.   

Mauro Pesce, specializzato in esegesi biblica, afferma "nell’ebraismo del tempo di Gesù, la teoria dell’immortalità dell’anima non era del tutto ignota. Non pochi ebrei, soprattutto nelle classi alte, erano infatti profondamente ellenizzati. La maggioranza della popolazione credeva però alla resurrezione dei corpi, anche se la Bibbia ne parla pochissimo. L’idea che alla fine di questo mondo i morti risorgano non è una creazione culturale ebraica. Gli ebrei l’avevano ereditata da altre culture.  È uno dei tanti modi con cui gli uomini hanno cercato di immaginare – di sperare – una vita eventuale dopo la morte".

Una cosa è certa : dopo la morte non incontreremo più la vita così come l'abbiamo vissuta, con il nostro corpo, con le nostre sensazioni, essa semplicemente non sarà più e ciò che incontreremo sarà il mistero di Dio .

Henry Scott Holland scrisse una bellissima poesia  che desidero riportare :  

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Non c'è più il corpo e anche quando si accenna al sorriso, è un sorriso spirituale, come soltanto i poeti lo sanno indicare !

Sicuramente Gesù di Nazareth continua a vivere assieme a noi e sicuramente i suoi discepoli lo hanno "visto" vivo; Egli è presente quando assieme a lui spezziamo il "pane" e promettiamo che cercheremo di vivere la prima beatitudine: "Beati coloro che hanno scelto di essere poveri... ", perché l'angoscia dei fratelli che soffrono la fame in questa vita ci opprime ... Il regno di Dio lo dobbiamo costruire prima, in questa vita, ... per incontrarlo poi nell'altra !  

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