Quattro passi tra il male ed il bene ! - Rosario Franza


 
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"La mia chiesa cattolica mi chiede di credere in Dio onnipotente e misericordioso, ma se Dio è onnipotente Egli è responsabile sia del bene che del male ed essendo responsabile anche del male, non è misericordioso ."

Nella mia personale preghiera c'è sempre un momento di invocazione per le persone che soffrono la povertà, il dolore, la malattia e la sofferenza . Mi capita però sempre più spesso di spostare l'invocazione dall'aiuto per le persone viventi alla salvezza di persone morte e di chiedermi dov'era Dio nel momento della mia preghiera .

Il fatto è che la mia chiesa cattolica mi chiede di credere in Dio onnipotente e misericordioso, ma se Dio è onnipotente Egli è responsabile sia del bene che del male ed essendo responsabile anche del male, non è misericordioso .

Scrive Alberto Maggi:<<Se diciamo che Dio è onnipotente, allora non è un Dio buono. Se diciamo che Dio è buono, allora non è onnipotente perché l’onnipotenza di questo Dio buono non è che si manifesta.>> e poi si domanda:<<E ancora possibile oggi giustificare l’assenza dell’intervento di Dio di fronte ai mali, di fronte all’obiezione: se Dio è onnipotente perché permette il male?>> .

La contraddizione tra misericordia e onnipotenza viene evidenziata anche da Josè Maria Castillo che scrive:<<Ed è qui dove s'è infranta, e continua ad infrangersi, la teologia cristiana, soprattutto da quando, a partire dall'illuminismo, il Dio della "ontoteologia" rimase esautorato di fronte all'impossibilità di conciliare l'infinito potere con l'infinita bontà in un Dio che, essendo così potente e così buono, ci si presenta come l'autore e la spiegazione di un mondo in cui v'è tanto male e tanta sofferenza>> e conclude:<<E' chiaro che la "ontoteologia" , che è la teologia dei teologi tradizionali, è liquidata ed è ostacolo affinché un comune mortale possa credere in Dio>> .

Carlo Maria Martini ha creduto in un Dio che  è onnipotente, ma anche infinitamente buono ed esige “l’obbedienza della mente: l’abbandono, al di là di ogni evidenza, al Dio più grande di noi, che tiene in mano ogni cosa, che tutto sa e tutto può e a tutto provvede”, ma si rendeva conto che non poteva definire il Dio cattolico e infatti affermava : <<Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo>> .

 Vito Mancuso, che ha avuto come  padre spirituale Carlo Maria Martini, afferma: <<Credo in Dio, ma non più nel Dio della dottrina ufficiale della Chiesa cattolica . Non credo più nel Dio del Credo, il Padre onnipotente, colui che denomino Deus. >> e pensa ad un governo del mondo affidato ad un principio ordinatore impersonale, la Sapienza, il Logos, che genera lo Spirito . Per generare lo Spirito il mondo deve essere libero e questa sua libertà è all'origine del disordine che chiamiamo male, in quanto consapevole trasgressione del bene e della giustizia .
 

Quindi il Bene e la Giustizia, secondo Mancuso, vengono sempre dal mondo, di cui costituiscono la logica più vera, in quanto il mondo, creazione divina, è già in sé ordinato alla crescita dell'armonia ed il Bene e la Giustizia non sono altro che il riflesso della logica creativa di Dio .

Questa posizione di Vito Mancuso si intreccia con quella di Alberto Maggi che, nel commento al prologo del vangelo secondo Giovanni, scrive :<< Come abbiamo visto, Dio, prima ancora di creare il mondo, aveva il progetto di far sì che l’uomo raggiungesse la condizione divina; condizione divina che si raggiunge esclusivamente mettendo nella nostra vita una qualità d’amore che, progressivamente, assomigli sempre più all’amore di Dio. 

E non solo non è la legge dell’Antico Testamento quella che guida i passi del credente ma, secondo il Vangelo, nemmeno l’insegnamento di Gesù deve guidare i passi del credente.  

Cosa significa questo?  

Il credente deve sì conoscere Gesù e assimilare il suo messaggio, ma poi deve farlo proprio e comportarsi in una determinata maniera non perché lo ha detto Gesù, ma perché lo sente come un bisogno del proprio io.>> . 

Dio infinitamente buono e impotente per sua scelta, diventa onnipotente attraverso il nostro comportamento orientato al Bene .

D'altra parte si è più volte affermato che "Dio è come Gesù", intendendosi con ciò quanto afferma lo stesso Nazzareno nel vangelo di Matteo 11,27, " Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare ". Dio è trascendente ed è inconoscibile dalla nostra umanità ed è la conoscenza di Gesù di Nazaret che porta alla conoscenza di Dio, "Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto", (Gv 14,7) ed il Dio che conosciamo in Gesù s'identifica con i dolori della nostra umanità .

Esiste una dicotomia tra la concezione di Dio nell’antico testamento  e quella che ci presenta Gesù di Nazaret nel nuovo . Il Dio della Bibbia ebraica è un Dio geloso, possessivo, iroso, vendicativo, violento, ma anche misericordioso e amorevole . Il Dio di Gesù è Amore e l’unico comandamento che Egli ci lascia è “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi” . L’etica di Gesù come modello ed il comandamento dell’Amore, anche e soprattutto,  nei confronti dei nemici .  

Quindi, perché si prega ?

La mia risposta è : per ricordarci che noi  siamo le gambe dell'onnipotenza di Dio . Egli può tutto attraverso di noi, attraverso il nostro Amore, diversamente è ... un Dio impotente .

D'altra parte mi sto sempre di più convincendo che lo Spirito di Dio, presente nella storia solamente in alcuni grandi uomini, è poi sorprendentemente assente nel resto dell'umanità . L'energia primordiale, che ha dato origine al Big Bang , contiene si l'impronta di Dio, poi trasmessa all'evoluzione della creazione, ma difficilmente si riesce a percepirla nella nostra personale vita . 

Nella nostra solitudine non ci resta, come scritto da Carlo Maria Martini, che "l’abbandono, al di là di ogni evidenza, al Dio più grande di noi, che tiene in mano ogni cosa, che tutto sa e tutto può e a tutto provvede" .

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