L'agnello di Dio tra Filoromo, Spong e Boff  - Appunti di Rosario Franza


 
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"Non siamo peccatori decaduti, come la nostra teologia afferma; siamo piuttosto esseri umani incompleti e questo donarci agli altri con amore è, secondo John Spong, la base su cui un cristianesimo nuovo può essere costruito per un mondo nuovo".

A me sembra che la parte più interessante del libro intervista di Corrado Augias a Giovanni Filoramo dal titolo "Il grande romanzo dei vangeli" sia l'ultimo capitolo, dove Augias ripropone al professore emerito, riferendosi al vangelo di Giovanni, una domanda già emersa in qualche capitolo precedente .

<<Nel testo di cui stiamo parlando, - domanda Augias - è compresa l'idea centrale dell'attuale dottrina cristiano-cattolica ? Ovvero che Dio si sia incarnato nel ventre di una donna, le abbia fatto mettere al mondo un figlio fatto di carne e sangue come ogni mortale, venuto tra gli uomini per riscattare il peccato originale di Adamo. Un agnello sacrificale che ha assunto su di sé tutti i peccati dell'umanità, così richiamando il sacrificio arcaico del capro espiatorio (non a caso Gesù viene chiamato Agnus Dei, Agnello di Dio), che con la sua morte e il sacrificio della sua stessa vita ha riscattato il mondo dall'ombra del peccato. C'è in Giovanni questa complessa dottrina, almeno in embrione ?>>.

Lasciando da parte l'incarnazione, che non può essere intesa in senso biologico, ed il peccato originale privo di qualsiasi fondamento ed inventato da Agostino, di che cosa si sta parlando quando si fa riferimento al "sacrificio arcaico del capro espiatorio" ?

Gli ebrei pensavano di essere stati creati ad immagine di Dio, pensavano quindi di avere la capacità di  raggiungere la pienezza umana e condividere la perfezione di Dio . Ovviamente così non è a causa dei peccati commessi . C'è un giorno di penitenza che gli ebrei chiamano Yom Kippur  . In questo giorno vengono sacrificati per la redenzione dei peccati due animali che, secondo la liturgia, devono essere in condizioni perfette, sia fisicamente che moralmente, condizione quest'ultima sempre raggiunta perché gli animali, non avendo libero arbitrio, non possono scegliere di fare il male . La convinzione liturgica di Yom Kippur è che gli animali con la loro purezza possono coprire o togliere il male umano. 

Il primo degli animali è l'agnello che veniva macellato in modo sacrificale ed il suo sangue veniva fatto colare in un apposito contenitore . Con questo sangue il sommo sacerdote, nel Santo dei Santi, aspergeva il trono di Dio, chiamato "sede della misericordia". I fedeli, avvicinandosi simbolicamente a Dio attraverso il sangue dell'agnello perfetto, trovavano dopo il rito accesso alla perfezione di Dio. Gesù venne identificato con l'agnello di Dio di Yom Kippur ed il suo sangue venne ritenuto la sorgente della purificazione .

Il secondo animale sacrificato nel giorno di  Yom Kippur era il capro che, preso per le corna dal sommo sacerdote, pregando ad alta voce, veniva liberato nel deserto affinché si portasse via i peccati del popolo.

John Shelby Spong, nell'analizzare la festività di Yom Kippur, scrive:<<L'idea che i nostri peccati siano la causa della morte di Gesù non è altro che un gigantesco trasferimento di colpa e costituisce una teologia barbara. Gesù è stato visto originariamente come l'agnello sacrificale di Yom Kippur; ma l'agnello di sacrificale di Yom Kippur era un simbolo di desiderio umano di perfezione, non la vittima che doveva essere uccisa per coprire i nostri peccati. Gesù è stato visto come il capro espiatorio, il portatore del peccato, su cui erano caricati i nostri peccati per portarli via, ma il il capro espiatorio di Yom Kippur era un simbolo del nostro desiderio di essere liberi dalle nostre distorsioni. Era un atto liturgico pensato per portarci verso un nuovo senso di pienezza non per farci crogiolare nell'autodisprezzo .>> e ancora:<<Il fatto è che la vita umana non ha bisogno di essere salvata, riscattata o redenta, perché non siamo mai decaduti da un primitivo stato di perfezione. Il "peccato originale" è semplicemente infondato. Ciò che chiamiamo male proviene da una fonte molto diversa>>  e cioè il peccato originale fu la risposta dei nostri avi alla "questione della fonte del nostro umano egocentrismo. Nessuno sapeva che la sopravvivenza fosse un istinto biologico involontario della vita umana".

Aggiunge il vescovo Spong:<<Ciò di cui abbiamo bisogno, tuttavia, non è di essere riscattati da questo fatto biologico della nostra esistenza, ma piuttosto di scoprire il potere di trascendere la sopravvivenza come scopo principale della vita. Ciò di cui abbiamo bisogno è scoprire un significato nella vita che sia così potente da permetterci di donare le nostre vite agli altri. Non siamo "peccatori decaduti", come la nostra teologia afferma; siamo piuttosto esseri umani incompleti.>> e questo donarci agli altri con amore è secondo John Spong << la base su cui un cristianesimo nuovo può essere costruito per un mondo nuovo>>.

Ma il vangelo di Giovanni, come domanda Augias a Filoromo, contiene almeno in embrione le basi per la teologia dell'espiazione ? 

Risponde il prof Filoromo:<<Sarei portato a rispondere di no.>> e ancora:<<La conoscenza o gnosi ha un ruolo fondamentale nel vangelo. [di Giovanni] Ma qual'è l'oggetto ? In fondo si tratta di credere e riconoscere che Gesù è l'Inviato del Padre:"Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato." (...) La conoscenza promessa dall'Inviato è un dono promesso non per un futuro più o meno prossimo, ma nel presente: quella giovannea, come quella gnostica, è un'escatologia realizzata. Credendo nell'Inviato si è già salvi. Tutto ciò si basa sulla pretesa di Gesù all'uguaglianza con Dio: pretesa non da poco. (...) Ma come si arriva a questa conoscenza? La fede di Giovanni è una fede particolare, intrisa di gnosi, che presuppone una elezione da parte del Padre, perché generati da Dio stesso>>.

Insomma, si arriva al paradosso che l'ultimo capitolo del libro intervista di Augias a Filoromo apra tutto un altro campo di discussione teologica, che non la semplice  divulgazione e la  conoscenza dei personaggi che compongono "il grande romanzo dei vangeli".

John Shelby Spong  a conclusione del suo libro sul quarto vangelo scrive che l'esperienza della Pasqua "fu così potente da generare in questi discepoli ebrei, cresciuti pregando lo Shemà  che proclamava l'unicità di Dio, un ampliamento tale della loro comprensione di Dio da consentire loro di vedere Gesù come parte di chi è Dio, e di vedere Dio come parte di chi è Gesù" e conclude il libro affermando che "Gesù è colui che ha raggiunto l'unità mistica con Dio che è la sorgente della vita, la fonte dell'amore e il fondamento dell'Essere". Anche qui, come in Filoramo, mi sembra di poter leggere l'dea che Dio è in noi come noi siamo in Dio e che tutti, quindi, possiamo essere come Gesù. Lo dice lo stesso Nazzareno che esclama:<< In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile>> (Mt 17,20).

Werner Heisenberg, uno dei fondatori della fisica quantistica, affermava che "l'universo non è fatto di cose, ma di reti di energia vibrazionale che emergono da qualcosa di più profondo e sottile", con ciò volendo alludere all'Energia di fondo, principio generatore di tutti gli esseri. D'altra parte la scienza moderna afferma che l'universo emerga proprio da un fondo di Energia che è prima del Big Bang, fuori dal tempo e dallo spazio.
 
Leonardo Boff indica l'universo come "immerso in una genesi permanente, espandendosi, auto-creandosi e auto-organizzandosi" e tutto ciò grazie, appunto, ad "un fondo insondabile di Energia potente e d'amore che è prima del prima, ... che sostiene la terra e noi stessi, attraversando tutto l'universo da punto a punto per tutta la sua estensione, che non sappiamo quale sia" e identifica tale Energia  come lo "Spirito Santo che è Signore e dà la vita".

<<Lo Spirito - afferma il teologo Boff - muove e mantiene in essere l'universo e presiede il corso delle stelle, producendo armonia, la grandezza del cosmo. Riempie tutto e accompagna ogni movimento della materia e della vita>> e ancora:<<Così come il Risorto riempie tutto l'universo - il Cristo cosmico - anche lo Spirito opera nel processo cosmogenico fino a condurlo al suo culmine. Un detto della Chiesa delle origini mostra come all'epoca si avesse coscienza dell'ubiquità dello Spirito:"Lo Spirito dorme nella pietra, sogna nei fiori, si sveglia negli animali e sa di essere sveglio negli esseri umani>>.

Così Gesù di Nazareth, dopo aver raggiunto la pienezza umana, fa emergere in sé lo Spirito e proclama il regno di Dio con la sua attività di guaritore. Scrive Leonardo Boff:<<Questa potenza dello Spirito si è rivelata pienamente nella resurrezione di Gesù. Il Gesù secondo la carne si vede totalmente trasfigurato in "corpo spirituale" (1Cor 15,45). In altre parole, la condizione della carne, debole e limitata, è superata infinitamente e il Gesù storico risorto assume le caratteristiche di Dio e dello Spirito. Con l'irruzione del nuovo Gesù risuscitato, viene anticipato il fine buono di tutti noi e della creazione di cui siamo parte>>.               
          
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