E' possibile intravedere il futuro dell'umanità? - Appunti di Rosario Franza


 
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"L'umanità ha dunque un futuro, anche se non lo possiamo descrivere con precisione e nel nostro futuro, io penso, è inscritta, nonostante le atrocità e le guerre, una evoluzione più totale dell'umanità verso l'Amore, che è d'altra parte garantito in quel che conosciamo del messaggio e della vita di Gesù di Nazareth, il Vivente. "

Spesso incontravo, incontro qualche prete che mi dice che Gesù è l'esempio da seguire. Il che è sicuramente vero, ma in una concezione eteronoma dell'immagine di Dio, il "Dio Padre onnipotente in cielo", il re che emana leggi, controlla che vengano osservate, punisce e perdona coloro che le infrangono e ricompensa coloro che le osservano, il mio pensiero segreto era che in fin dei conti per Gesù, il Dio preesistente incarnato nel seno della vergine Maria, era abbastanza facile dedicarsi al prossimo fino ad amare i propri nemici. Ma l'extra terrestre disceso dal cielo ha una vita troppo facile per essere vero.

Se invece si cambia l'immagine di "Dio" utilizzando la metafora dell'energia primordiale presente nel vuoto quantico da sempre esistita e portatrice di un'informazione, il Logos, grazie alla quale nell'evoluzione del Cosmo si raggiunge un ordine sempre maggiore nella direzione del Bene, evoluzione che è, secondo Roger Lenaers, l'espressione di "una Realtà spirituale superiore, che si rivela in modo evolutivo sotto forma di cosmo, ma che allo stesso tempo lo trascende sempre", allora Dio non è più nell'alto dei cieli e Gesù di Nazareth diventa un uomo vero. Uno dei tanti uomini veri che hanno raggiunto la pienezza umana, dando così una concreta speranza di umanità e all'umanità. Un esempio possibile da seguire.

La contestazione che segue questo paradigma è che non esiste nell'evoluzione un Principio Ordinatore, un Disegno Intelligente, ma che essa risulti essere un effetto del gioco casuale di mutazioni non mirate, della selezione naturale nell'arco di un tempo lunghissimo. Eppure la biologia ci insegna che per la presenza della vita sono necessari quattro composti biochimici : proteine, zuccheri, grassi, dna e che le probabilità contrarie alla sintesi casuale delle proteine sono 10 alla 40.000...un numero grandissimo e questo "caso" dovrebbe ripetersi per gli altri tre composti biochimici ... e per l'assemblaggio di proteine+zuccheri+grassi+dna !

Scrive Roger Lenaers:<< ... il risultato dell'evoluzione dà per lo meno l'impressione, anzi un'impressione irresistibile, di essere guidato da un'incredibile intelligenza. Infatti è di una complessità inimmaginabile e allo stesso tempo è completamente ordinato, due caratteristiche tipiche di un'attività intelligente>> e <<niente>> - continua il gesuita Lenaers - <<ci proibisce di vedervi l'autorivelazione di una realtà spirituale che, nell'evoluzione delle forme di vita, ha rivelato gradualmente qualcosa del suo essere segreto. Se la creazione viene interpretata così, allora niente ci impedisce di vedere il cosmo come risultato della creazione (...) rivelazione graduale di uno Spirito trascendente. (...) Così non è più del tutto strano che l'autoespressione di questa Realtà originaria nel corso dell'evoluzione abbia assunto la forma di coscienza animale e poi di spirito umano. Questi erano già inerenti alla materia fin dal big bang  originario, in forma per così dire congelata, e si sono sviluppate da lì nel corso del tempo cosmico>>.

Insomma Dio non è più nell'alto dei cieli, ma trova espressione nell'autonoma evoluzione del cosmo ed è per questo motivo che possiamo rozzamente dire che il dna di Dio è in noi e che Gesù di Nazareth è uno di quegli uomini che lo hanno sentito in sé intimamente. Non mi stupisce, quindi, che egli, nel suo ministero itinerante, abbia potuto guarire gli uomini che incontrava grazie all'energia spirituale da lui emergente e, siccome Dio è amore, è possibile che anche noi vivremo in proporzione all'amore espresso, almeno questa è la mia speranza. 

Ma com'è possibile che da una Realtà originaria che nell'evoluzione del Cosmo raggiunge un ordine sempre maggiore nella direzione del Bene possa derivarne anche il male ?   Com'è possibile il male morale, rifiuto dell'amore, possa derivare dalla Realtà originaria che è amore ?  Forse la risposta a tale domanda risiede nell'autonomia e imperfezione  della creazione e nella libertà delle creature dotate dotate di autocoscienza . E' l'imperfezione della natura nel processo evolutivo che determina tragedie come terremoti o tsnami. E' la libera ed autonoma scelta delle creature autocoscienti che determina l'accadere del male morale.

Una parola di speranza viene in tal senso ancora da Roger Lenaers che scrive:<<Se l'evoluzione è arrivata fin oltre la soglia dell'umanizzazione, essa vorrà andare avanti e lo farà. L'umanità ha dunque un futuro, anche se non lo possiamo descrivere con precisione>> e nel nostro futuro, io penso, è inscritta, nonostante le atrocità e le guerre, una evoluzione più totale dell'umanità verso l'Amore, che è d'altra parte garantito in quel che conosciamo del messaggio e della vita di Gesù di Nazareth, il Vivente.

E' questa visione che ci dà speranza, nonostante tutto !

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