DIO SI E' VERAMENTE INCARNATO IN GESU' ? - Appunti di Rosario Franza


 
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"Non è Dio che si è incarnato in Gesù, ma è la sensibilità dell'ebreo Gesù che ha fatto emergere Dio in Lui.  Ecco allora che da una prospettiva eteronoma si passa ad una prospettiva teonoma. La resurrezione poi ha reso il Cristo vivente presso di noi quando tentiamo di vivere l'amore per il prossimo senza distinzione alcuna, quando tentiamo di vivere l'amore per i nemici e in questo senso ha anche ragione Lorenzo Bruno quando scrive:<< Il lebbroso, Zaccheo, la vedova,...possono illustrarci il procedere di Dio>>" 

Nell'ultimo post dal titolo "Eteronomia: favola della chiesa cattolica !" tentavo di riassumere, in modo grossolano e da autodidatta, il paradigma delle religioni abramitiche e in particolare della chiesa cattolica, paradigma che il gesuita Roger Lenaers ha definito eteronomo nel suo libro "Il sogno di Nabucodonosor - o la fine di una Chiesa medievale" e ciò perché nella visione delle chiese cristiane "il nostro mondo è completamente dipendente dall'altro (dal greco: heteros) mondo, in cui vengono stabilite tutte le leggi (dal greco: nomos) per il nostro mondo".

Semplificavo questo concetto affermando che la chiesa cattolica,in particolare, racconta un "Dio Padre onnipotente in cielo", un re che emana leggi, controlla che vengano osservate, punisce e perdona coloro che le infrangono, ricompensa coloro che le osservano, un Dio delle suppliche e dei sacrifici perpetuati dagli uomini per ottenerne la benevolenza ed il perdono e "d'altro canto - scrive Roger Lenaers - nell'immaginario dei fedeli (cristiani, musulmani e molti ebrei), quest'altro mondo garantisce dopo la morte beatitudine eterna nel dominio celeste a coloro che hanno ottenuto meriti per mezzo di buone azioni".

Affermavo, poi, alla luce delle conoscenze scientifiche moderne, che il "Dio in cielo" che tutto controlla e che ogni tanto interviene sulla terra per premiare, favorire o punire qualcuno, e che, secondo Lenaers, è  "una costruzione umana inadeguata a rappresentare per i tempi moderni il Dio che si rivela in Gesù", è un Dio che è morto.

Tentavo poi di definire una nuova immagine di Dio utilizzando la metafora dell'energia primordiale presente nel vuoto quantico che affermavo essere sempre esistita e portatrice di un'informazione, il Logos, grazie alla quale nell'evoluzione del Cosmo si raggiunge un ordine sempre maggiore nella direzione del Bene ed essendo il Cosmo in Dio e Dio nel Cosmo, senza che questo esaurisca Dio,  in qualche misterioso modo, noi abbiamo il DNA di Dio che dobbiamo saper sviluppare sull'esempio di Gesù di Nazareth o di altri uomini che hanno raggiunto la pienezza umana. 

Pensavo e penso che questa immagine potesse bastare all'uomo moderno ed autonomo, che non ha bisogno di miracoli in terra e che vive con coraggio la propria fragilità, ma forse mi sbagliavo, perché anche l'uomo di oggi, che vive la modernità e la conoscenza delle principali leggi che regolano l'autonomia del Cosmo, ha radicato in sé il bisogno di una immagine di Dio eteronoma .  Immagine che emerge in un commento ad una mia breve riflessione sul brano del vangelo di Luca 18,9-14 , brano comunemente conosciuto con il titolo "Il fariseo e il pubblicano" .

Scrive Lorenzo Bruno nel suo commento:<<non so se il pubblicano sentisse Dio come Spirito, Energia più Logos, solo lo vedo molto di più nel solco della tradizione storico - profetica che sacerdotale. "Mio padre era un Arameo errante..." "Dio si ricordò della sua alleanza,..Dio guardò la condizione del suo popolo,..." Un Dio che si fa compagno di viaggio del suo popolo, di chiunque lo invoca, che si ricorda delle sofferenze fino a porre la sua dimora presso il popolo in esilio. Un Dio che ascolta e salva, che stabilisce con l'umanità una storia di amore (C.dei C.). Il fariseo (il cardinale) colui che mette leggi, pesi (che voi non sorreggete), dogmi, regolamenti, umiliazioni, offerte che non tutti possono osservare e che rischiano di intralciare il rapporto Dio-umanità. Mentre, forse senza saperlo, il pubblicano sa che è Dio che si fa vicino a lui per risollevarlo e l'accettazione di un tale Dio è possibile a tutti ; non noi diamo la scalata al cielo con le nostre "opere buone", ma è il cielo che si fa prossimo a noi. Il lebbroso, Zaccheo, la vedova,...possono illustrarci il procedere di Dio>>.

L'eteronomia emerge, a mio modesto parere, anche nel pregevole saggio di cristologia di Josè Maria Castillo dal titolo "L'umanizzazione di Dio". Scrive infatti Castillo, nella premessa fondamentale della sua cristologia, che "a partire dal momento in cui Dio si è incarnato nell'uomo Gesù di Nazaret, a partire da questo momento si è incarnato nell'umanità, nel minimo della condizione umana, vale a dire in quello che è proprio degli uomini in modo tale da essere presente in tutti".

Ma, se si pensa come io credo, che il Cosmo è in Dio e Dio è nel Cosmo, senza che questo esaurisca Dio e che dentro di noi è presente il DNA di Dio, è logicamente conseguente che non è Dio che si è incarnato in Gesù, ma è la "sensibilità" dell'ebreo Gesù che ha fatto emergere Dio in Lui.  Ecco allora che da una prospettiva eteronoma si passa ad una prospettiva teonoma e ciò, come sottolinea Josè Maria Castillo, determina il fatto che "la storia e la vita concreta dell'ebreo Gesù sicuramente sono risultate essere una storia e una vita completamente sconcertanti, se la cosa  si analizza dal punto di vista della religione", infatti - aggiunge Castillo - "la cosa sorprendente è che Gesù è vissuto e ha parlato in maniera tale che non solo si è allontanato dall'osservanza religiosa istituzionale, ma soprattutto la sua critica a questa forma di osservanza religiosa è stata così forte, perfino così radicale, da entrare in conflitto con i capi della religione e, in generale, con il loro modo di intendere ed esigere la relazione con Dio".

La resurrezione poi ha reso il Cristo vivente presso di noi quando tentiamo di vivere l'amore per il prossimo senza distinzione alcuna, quando tentiamo di vivere l'amore per i nemici e in questo senso ha anche ragione Lorenzo Bruno quando scrive:<< Il lebbroso, Zaccheo, la vedova,...possono illustrarci il procedere di Dio>>.  


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