Paolo, uno dei tanti ! - Appunti di Rosario Franza


 
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"Insomma Paolo non è l'apostolo dei pagani, ma uno dei tanti predicatori itineranti che diffusero la fede in Gesù nel mondo antico allora conosciuto e più si scava nella conoscenza e più si scopre sia l'immobilismo della chiesa cattolica romana, sia la solitudine religiosa di ciascuno di noi"

John Shelby Spong nel suo libro "Letteralismo biblico: eresia dei Gentili"  constata che il movimento cristiano nasce e si sviluppa anzitutto tra i giudei, tanto che "la presenza della sinagoga sia nella vita di Gesù sia in quella dei suoi discepoli è regolarmente attestata" e  la parola "sinagoga" viene utilizzata ventidue volte nel libro degli Atti e trentanove volte nei quattro vangeli. 

Anzi, secondo il vescovo Spong, la vita di Gesù viene raccontata nelle principali festività ebraiche ed i primi aderenti al cristianesimo "erano ebrei che partecipavano al culto della sinagoga e che iniziarono a vedere nell'ebreo Gesù non solo l'adempimento delle scritture ebraiche, ma anche il tanto atteso <<messiah>> del quale, essi credevano, parlassero le scritture", anche perché la separazione del movimento cristiano dalla sinagoga non avvenne prima dell'88 d.C.

Michael Goulder, in qualche modo mentore di John Shelby Spong che da lui ha mutuato la teoria secondo cui i tre vangeli sinottici sono documenti liturgici ebraici scritti per l'uso nella sinagoga, afferma che gli ebioniti fossero presenti a Gerusalemme già negli anni cinquanta d.C. e che la loro cristologia era il credo della chiesa delle origini. Erano ebrei cristiani che continuavano ad osservare la Torah e a frequentare la Sinagoga e, secondo loro, un Cristo angelico aveva preso possesso di un Gesù umano, dal battesimo alla passione e lo aveva poi lasciato sulla croce.

Raymond E. Brown e John P. Meier nel loro libro "Antiochia e Roma - Chiese madri della cattolicità antica", partendo dalla constatazione che Gesù trascorse la sua vita in Galilea e Giudea, arrivano alla conclusione, comune a tanti altri storici ed esegeti, che "inevitabilmente la primissima predicazione da parte dei suoi seguaci giudei fu presso i giudei, prima in Gerusalenme e poi nelle città della diaspora" e solo successivamente i predicatori itineranti cominciarono a convertire alla fede in Gesù anche i pagani, ma contestano con forza che nella predicazione ai pagani ci fosse il solo approccio teologico di Paolo.

Insomma Paolo non è "l'apostolo dei pagani", ma uno dei tanti predicatori itineranti che diffusero la fede in Gesù nel mondo antico allora conosciuto, anzi, secondo Brown e Meier, "non si deve parlare di cristianesimo giudaico e di cristianesimo pagano, ma di vari tipi di <<cristianesimo giudaico/pagano>>" ed analizzando il NT ne  indicano almeno quattro tipi:

1 - il primo gruppo ultraconservatore, conosciuto come setta dei farisei,  è costituito da cristiani provenienti dal giudaismo e dai loro convertiti pagani e insisteva sulla piena osservanza della legge mosaica, compresa la circoncisione . I pagani, insomma, dovevano diventare prima giudei e soltanto dopo potavano ricevere la benedizione messianica recata da Gesù. Era una missione presso i pagani del tutto antagonistica a quella di Paolo, diffusa non solo in Palestina ma anche in alcune città dell'Asia Minore e della Grecia;

2 - il secondo gruppo, moderatamente conservatore,  è costituito da cristiani provenienti dal giudaismo e dai loro convertiti pagani, che non insistevano sulla circoncisione ma esigevano che i pagani convertiti mantenessero alcune osservanze giudaiche, specialmente quelle sul cibo. Questo tipo di cristianesimo giudaico/pagano è stato associato agli apostoli di Gerusalemme e all'evangelista Matteo;

3 - il terzo gruppo, più "liberal" degli altri due, è costituito da cristiani provenienti dal giudaismo e dai loro convertiti pagani che non insistevano sulla circoncisione e sull'osservanza delle leggi giudaiche sul cibo . Ad esso viene associato Paolo e la sua missione per cui si può parlare di un tipo di cristianesimo giudaico/pagano più liberale di quello di Giacomo e Pietro riguardo a certi obblighi della Legge;

4 - il quarto gruppo, definito ellenista, è costituito da cristiani provenienti dal giudaismo e dai loro convertiti pagani che non insistevano sulla circoncisione, né sull'osservanza delle leggi giudaiche sul cibo e non attribuivano significato permanente al culto e alle feste giudaiche . Erano giudei che credevano in Gesù di Nazareth caratterizzati da una pesante acculturazione greca. Di questo gruppo faceva parte Stefano che indica, nel suo discorso, con disprezzo il tempio dove Dio non abita  e lo stesso vangelo di Giovanni viene scritto in riferimento a questo gruppo di cristiani. Per Giovanni infatti la Legge riguarda solo i giudei e non i seguaci di Gesù ( Gv 10,34; 15,25) e lo stesso tempio dovrà essere distrutto e sostituito dal tempio del corpo di Gesù (Gv 2,19-21) e le stesse parole del Paolo lucano in At 28,25-28 esprimono assenza di speranza nella conversione dei giudei.

Scrivono Brown e Meier:<<Ci sono dunque nel NT prove sufficienti di un cristianesimo giudaico/pagano che aveva rotto in modo radicale col giudaismo e quindi, in un certo senso, era divenuto una nuova religione, adempiendo il detto di Gesù in Mc 2,22 che il vino nuovo non può essere messo in otri vecchi perché li romperebbe>>.

Anche oggi il cristianesimo non è, come vuol far credere in modo totalizzante la chiesa cattolica romana, un blocco unico e centrale e vien da domandarsi a chi può aderire un seguace di Gesù di Nazareth che ha in sé un'immagine del volto di Dio che non fa riferimento al teismo delle scritture ebraiche, ma che dal panenteismo trae la metafora di Dio come Energia più Logos che ha dato origine al Cosmo dal Big Bang in poi, né si può affermare che è sufficiente aderire all'etica di Gesù di Nazareth, come delineata in Mt 5,1-11, perché in tal senso si potrebbe comparare, per esempio, l'etica di Marx con quella del Nazzareno e cioè l'etica civile con quella religiosa, cosa, dal mio punto di vista, non pertinente.

Insomma, più si scava nella conoscenza e più si scopre sia l'immobilismo della chiesa cattolica romana, sia la solitudine religiosa di ciascuno di noi .   

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