L'immagine svilente del Cristo - Appunti di Rosario Franza


 
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"Gesù di Nazareth non immaginava minimamente e neppure pensava che sarebbe stato resuscitato . Cosa sia stata la "resurrezione" di Gesù per gli uomini del suo tempo apre poi un difficile capitolo nella "storia" del Nazzareno . Una cosa però è certa: quegli uomini in Gesù avevano fatto "esperienza" di Dio."

Gesù di Nazareth è stato ed è ancora raccontato come un essere Dio-Uomo che non soltanto conosce la sua origine e la sua morte, ma anche la sua gloria: la resurrezione dopo le sofferenze patite in croce. Ma il Nazzareno, il Gesù storico, sapeva veramente che sarebbe stato resuscitato ?

Sono convinto che Gesù,Yeshua, sia stato uno di quegli uomini che abbiano raggiunto la pienezza umana, lambendo così la condizione divina che abbiamo tutti in noi, in quanto parte dell'evoluzione del Cosmo, creazione di Dio . Ma sempre e soltanto uomo e quindi nell'impossibilità di "conoscere" l'evento resurrezione . In questo senso si spiega il grido angoscioso che Matteo mette in bocca al Nazzareno nel momento della morte:<<Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»>> (Mt 27,46).

E' in questo senso ancora più interessante la parabola  dei fittavoli malvagi riportata da Marco in 12, 1-12  ed analizzata dal punto di vista storico, tra gli altri,  da John P. Meier nel suo quinto volume "Un ebreo marginale - L'autenticità delle parabole" :

[1]Gesù si mise a parlare loro in parabole: «Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. [2]A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. [3]Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. [4]Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. [5]Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. [6]Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! [7]Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. [8]E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. [9]Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. [10]Non avete forse letto questa Scrittura:

La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo;
[11]dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri»?

 Questa è una delle poche parabole di cui si possa affermare l'autenticità storica almeno nella sua forma primitiva all'incirca Mc 12,1-8 . Scrive Meier:<<Che ci si appelli al criterio dell'imbarazzo o della discontinuità, la versione primitiva della parabola riflessa in Mc 12,1-8, quale che sia la sua esatta formulazione, ha senso solo in bocca al Gesù storico - molto probabilmente nel suo scontro finale con le autorità di Gerusalemme, che ebbe luogo durante i suoi ultimi giorni a Gerusalemme prima della sua morte nell'anno 30 d.C., poco prima della Pasqua ebraica. Le due conclusioni della parabola che troviamo in Mc 12,9 + 10-11 - la punizione degli avversari e la giustificazione del figlio - sono aggiunte primitive create dalla chiesa alla luce della propria fede pasquale, mirate a rovesciare l'imbarazzo di far concludere il racconto di Gesù sul proprio destino semplicemente con la morte e il disonore>>.  

Quindi Gesù di Nazareth "sapeva" che il suo scontro con le autorità di Gerusalemme lo avrebbe portato alla morte come uno dei tanti profeti della storia ebraica, anche se il maggiore, ma non immaginava minimamente e neppure lo pensava,  che sarebbe stato resuscitato . Cosa sia stata la "resurrezione" di Gesù per gli uomini del suo tempo apre poi un difficile capitolo nella "storia" del Nazzareno . Una cosa però è certa: quegli uomini in Gesù avevano fatto "esperienza" di Dio.

Sarebbe bene però che, nel XXI secolo d.C., non si parlasse più del Nazzareno come essere preesistente disceso dal cielo, quasi un marziano con doti di preveggenza e immortalità . E' una immagine svilente della grande figura del Cristo.   
        

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