La mia fede attraverso la teologia di "sinistra" - Rosario Franza

 
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 "Dopo la morte del Nazzareno avvenne qualcosa, secondo Spong, che trasformò dei discepoli pavidi, fuggitivi di fronte all'arresto del loro Maestro, in testimoni coraggiosi pronti alla morte e questo qualcosa fu essenzialmente esperienza di Dio attraverso la vita umana di Gesù di Nazareth, esprimibile solo attraverso il misticismo e la liturgia ."

Penso che ormai sia chiaro come la teologia progressista o innovatrice abbia abbia voluto umanizzare, alla luce della ragione e delle conoscenze scientifiche del XXI secolo, Gesù ed il suo vangelo . Non esiste se non a livello teologico il racconto della nascita verginale del Nazzareno . La vita, i miracoli, la crocifissione di Gesù di Nazareth  con il relativo processo  sono mutuati, secondo questa teologia, dalla bibbia e dalla liturgia ebraica  .

Il bisogno del religioso è nato, sottolinea la teologia progressista, in corrispondenza della nascita dell'autocoscienza dei propri limiti da parte dell'uomo ed è nato come reazione all'angoscia e all'isterismo scaturite dalla consapevolezza della morte .

Così si esprime nel suo libro "Gesù per i non religiosi" John Shelby Spong :<<Gesù è nato  in modo perfettamente normale a Nazareth . Sua madre non era l'icona della purezza verginale. Suo padre terreno, Giuseppe, è una creazione letteraria . La sua famiglia pensava fosse uscito di senno . Probabilmente non ebbe dodici discepoli maschi . Ebbe discepoli sia di sesso maschile che femminile . Non comandava alla natura di obbedirgli . Non restituì in senso letterale la vista ai ciechi, l'udito ai sordi o l'integrità agli storpi ed agli infermi . Non resuscitò i morti . Non ci fu un' Ultima cena in cui il pane fu identificato con il suo corpo spezzato e il vino con il suo sangue versato destinati a simboleggiare la sua previsione finale della morte . (...) Non ci fu un corpo risuscitato che sia uscito dalla tomba il terzo giorno, nessuno toccò le ferite di Gesù, nessun segreto delle scritture fu rivelato da lui . Infine non ci fu nessuna ascensione in paradiso che si trovi sopra il cielo >> .  Alla fine, però, il vescovo Spong che ha servito la chiesa episcopaliana, così conclude:<<Tutti questi dettagli narrativi sono la creazione di una comunità di persone che individualmente e in gruppo credettero di aver avuto un'esperienza di Dio attraverso la vita umana di un certo Gesù di Nazareth>>.

Dopo la morte del Nazzareno avvenne "qualcosa", secondo Spong, che trasformò dei discepoli pavidi, fuggitivi di fronte all'arresto del loro Maestro, in testimoni coraggiosi pronti alla morte e questo "qualcosa" fu essenzialmente "esperienza di Dio attraverso la vita umana di Gesù di Nazareth", esprimibile solo attraverso il misticismo e la liturgia .   

Nel vangelo secondo Giovanni l'apostolo Filippo, durante l'ultima cena, domanda a Gesù :<<Signore, mostraci il Padre e ci basta>> (Gv 14, 8) e Gesù, sorprendentemente, risponde:<<Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?>> (Gv 14, 9) . Conoscere Gesù significa, secondo il vangelo di Giovanni, conoscere Dio, ma ciò non significa - afferma J.M. Castillo - <<che Gesù fosse “divinizzato”, ma esattamente il contrario, che, in Gesù, Dio si era “umanizzato”>> e si è umanizzato per ciò che siamo in grado di conoscere e capire di Lui, perché non dobbiamo mai dimenticare che la trascendenza non può essere conosciuta dall'immanenza . 

A questo punto, però, notizie storiche più consistenti sul Nazzareno provengono da una fonte non cristiana del I secolo d.C. e cioè da Flavio Giuseppe con il suo famoso Testimonium Flavianum, che  opportunamente sfoltito da John P. Meier rimuovendo interpolazioni cristiane posteriori così si esprime :

<<In quel tempo apparve Gesù, un uomo saggio. Infatti fu operatore di fatti sorprendenti, un maestro di persone che accoglievano la verità con piacere. E si guadagnò un seguito tra molti giudei e tra molti di origine greca. E quando Pilato, per un'accusa portata dai nostri capi, lo condannò alla croce, quelli che lo avevano amato precedentemente non smisero di farlo. E, fino a oggi, la tribù dei cristiani, che da lui prende il nome, non è scomparsa. >>

<<Flavio Giuseppe - scrive John P. Meier nel primo volume  "Un ebreo marginale . Ripensare il Gesù storico"  - chiama Gesù con il titolo di "uomo saggio"(sophòs aner , probabilmente l'ebraico hakam). Poi procede "svolgendo" questa generica designazione in due dei suoi principali ingredienti nel mondo grecoromano : compimento di miracoli e insegnamento efficace . Questa doppia dimostrazione di sapienza gli conquistò un largo seguito sia tra i giudei che i pagani (...) è questo enorme successo che spinge i capi ad accusarlo davanti a Pilato>>.

Flavio Giuseppe offre così una verifica indipendente dei lineamenti principali della figura di Gesù nei vangeli . 

Sembra a me evidente che se si pensa a Dio come  energia primordiale relazionale da sempre esistente, che attraverso la sua espansione ed il successivo Big Bang ha dato origine alla  creazione continua del Cosmo nell' evoluzione con un ordine ed una complessità sempre maggiore, allora si deve pensare che la manifestazione in Gesù dell'amore misericordioso verso il prossimo, sia il mezzo mediante il quale si raggiunge un ordine qualitativamente più alto della creazione e ciò non riguarda solo il pianeta terra, ma tutto l'universo perché è attraverso l'interconnessione  e l'interdipendenza  che esso si evolve . 

John P. Meier partendo dai suoi cinque criteri di storicità : molteplice attestazione delle fonti e delle forme, imbarazzo, discontinuità, coerenza e rifiuto, esecuzione di Gesù, arriva a delineare il Gesù storico .

Davvero Gesù è esistito, è nato molto probabilmente a Nazareth . Il suo nome Yeshua, diminutivo di Giosuè, significa “YHWH salva”, nacque sotto il regno di re Erode il grande, intorno al 7-4 a.C. . Il suo concepimento verginale per la potenza dello Spirito Santo, affermata nei vangeli di Matteo e Luca, è difficilmente verificabile, anzi i racconti dell’infanzia sembrano costituire il prologo di entrambi i vangeli e quindi un racconto teologico più che un’affermazione di carattere storico .

Egli fu uomo in tutto, nei rapporti biologici, storici e sociali con gli altri uomini e sbaglia chi afferma che Gesù non era, ma sembrava soltanto un essere umano, un’eresia che la chiesa delle origini condannò da subito, il docetismo (dal greco dokei, sembrare) . Questa eresia fu alimentata dalla rappresentazione di Gesù come essere  preesistente disceso dal cielo .

Gesù fu vero uomo e non è nato facendo ciò che faceva, ci è arrivato soltanto verso la fine della vita . Marco e Giovanni concordano nel cominciare il vangelo con il battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista .  Egli è stato discepolo dell’ultimo profeta di Israele, Giovanni, che lo battezzò sulle rive del Giordano.

Io penso che fu posseduto dal Spirito di Dio che in tal senso si è fatto carne, iniziando poi a predicare per le vie della Galilea e a Gerusalemme . Ha cambiato la prospettiva di leggi come : il riposo assoluto del sabato, le norme di purità, il divorzio, ma soprattutto ha cambiato l’odio per i nemici in amore . L’attività di Gesù può essere rappresentata come quella di qualcuno in cui si è “incarnato” lo spirito di Dio .

E’ stato arrestato, torturato ed è morto in croce .  I suoi discepoli lo hanno visto, dopo la sua morte, vivo . Non hanno visto un cadavere risuscitato, ma una nuova creazione . Come afferma lo stesso Spong, hanno fatto "esperienza di Dio". In questa testimonianza io pongo la mia fiducia.  

Alberto Maggi in una conferenza dal titolo "I racconti della resurrezione" sottolinea come  tutta la fede del cristiano si basa sulla resurrezione di Gesù ed infatti cita la prima lettera ai Corinzi 15,14  di San Paolo :<<se Cristo non è resuscitato vana è la vostra fede>>, contemporaneamente però afferma che << Nessun evangelista descrive la resurrezione di Gesù, ma tutti danno indicazioni concrete su come sperimentare il Cristo resuscitato>> .

D'altra parte padre Maggi si premura di informarci che
"l’immagine classica tradizionale che noi conosciamo di Gesù che esce vittorioso dalla tomba con il vessillo della croce, con gli angeli e i soldati tramortiti, non è nei vangeli, nessun evangelista descrive la resurrezione di Gesù, ma è in un apocrifo del secondo secolo, nel vangelo di Pietro ..."

Sperimentare la resurrezione del Cristo, ci avvisa il frate di Montefano, non è un privilegio di un gruppo ristretto di persone  vissute più di duemila anni fa, ma possiamo riuscirci anche noi, oggi ! Come ?

Analizzando i racconti della resurrezione del Cristo nei quattro Vangeli,  Alberto Maggi scopre  un'unica chiave di lettura e afferma che se
"le indicazioni letterarie/teologiche degli evangelisti sono differenti, il messaggio è identico" ed è il seguente :

<< Quando si orienta la propria vita per gli altri non  si può che incontrare il Cristo risorto nella propria esistenza>> .

Testimone della resurrezione del Cristo possiamo esserlo tutti e non soltanto quelli che "San Paolo, sempre nella prima lettera ai Corinzi 15,5ss , così enuclea :" … apparve a Cefa e ai dodici e in seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta e la maggior parte di essi vive ancora …", a patto di orientare la propria vita per aiutare il prossimo, anche attraverso la pratica attuazione delle Beatitudini: <<abbassa un po’ il tuo livello di vita, per permettere a quelli che ce l’hanno troppo basso di innalzarlo un po’>>

"Gesù non ci chiede di spogliarci, ma ci chiede di vestire altre persone e tutti noi, con la roba che abbiamo, possiamo vestire una o più persone senza bisogno di spogliarci", così Alberto Maggi interpreta la prima e fondamentale beatitudine :"
Beati quelli che scelgono di essere poveri , perché essi hanno Dio per re",  e chi la vive, afferma sicuro fra Alberto, incontra nella propria vita il risorto Gesù di Nazareth . 

Un'ultima notazione sui miracoli narrati nei vangeli e che John Shelby Spong considera mutuati dalla bibbia ebraica ed espressione non di eventi storici, ma racconti che vogliono  descrivere l'incontro di Dio nella vita umana di Gesù di Nazareth . Secondo John P. Meier, invece, "l'affermazione che Gesù ha operato da esorcista e guaritore e tale è stato considerato durante il suo ministero pubblico vanta in suo favore molta e solida documentazione storica, al pari di tutte le altre affermazioni che possiamo fare sul Gesù della storia". 

La questione non mi appassiona particolarmente, ma negare all'Uomo, in cui è presente lo Spirito di Dio, la possibilità di trasmettere la vita e guarire, mi sembra un non senso !

Nota:
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