I versetti oscurati, il papiro 7Q5 e la mia fede  - Rosario Franza


 
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"Io ripeto tuttavia mille volte la stessa cosa: questo papiro non ha aumentato la mia fede, perché la mia fede va oltre tutti i papiri e i codici. Però la fede suppone la razionalità umana; di conseguenza sono contento che la identificazione che ho proposto possa affermarsi con certezza.(O'Callaghan) ."

 

Può capitare che leggendo un testo lo si comprenda solo alla fine oppure  si  senta la necessità di leggerlo dalla fine per comprendere l'inizio . Per me è stato così nella lettura dei vangeli .

E' centrale nel vangelo di Matteo la lettura e la comprensione delle Beatitudini . Un progetto di Comunità che ti affascina e ti lascia stupito, quasi incredulo .

Tutto dipende ed è descritto nella prima Beatitudine che p. Juan Mateos S.J. così traduce : “Beati quelli che scelgono di essere poveri, perché essi  hanno Dio per re”(Mt 5,3) e motiva tale traduzione affermando che nella tradizione giudaica i termini ‘anawim e ‘aniyim designano i poveri che soffrono per le ingiustizie della società o della comunità in genere .

Gesù, secondo il biblista,  non vuole intendere  i poveri di spirito o quanto allo spirito,  ma le persone che soffrono la povertà e invitando i più ricchi a scegliere volontariamente la condizione di povero, indica come obbiettivo l’eliminazione dello stato di bisogno e la felicità dell'uomo .  Solamente chi sceglie volontariamente di essere povero, rinunciando ad accumulare denaro e potere, condividendo i propri beni con i fratelli, esclude dalla propria vita ogni possibilità di ingiustizia ed accede al regno di Dio  nella pienezza umana, lambendo la condizione divina .

Se, però, si guarda al presente o alla storia, si dovrebbe concludere che tale progetto di umanità è irrealizzabile e non è stato realizzato nel corso dei secoli . Si dovrebbe concludere che la realizzazione del regno di Dio, la continua creazione divina che è alla base della sua concezione fino alla realizzazione della pienezza umana,  è un fallimento .  Gesù, non è il prototipo dell'Uomo-Dio, in lui non vi può essere nessuna speranza .

Nei Vangeli, però, non si trovano solamente le Beatitudini e il Regno di Dio, ma anche la resurrezione di Gesù di Nazareth . Se colui che ci ha indicato l'utopia delle Beatitudini è morto e poi è stato resuscitato da Dio Padre, allora la sua indicazione cessa di essere una utopia irrealizzabile per rappresentare il futuro certo dell'Umanità nella sua pienezza e nella sua divinità . Per questo motivo, credere nella resurrezione del Cristo è il presupposto della fiducia che le Beatitudini rappresentano il futuro dell'Umanità nella sua pienezza . Il completamento della Creazione con la realizzazione dell'Uomo-Dio, il cui prototipo è rappresentato da Gesù di Nazareth resuscitato . Il Cristo Risorto .

 

A proposito di fiducia Carlo Maria Martini scrive:<<Non mi sono mai accontentato soltanto delle interpretazioni positive, benevole e ho voluto leggere attentamente, ascoltare con serietà e lasciarmi mettere in questione da tutti gli interpreti razionalisti, atei, riduttivi che cercano di interpretare la figura di Gesù in maniera puramente umana o mitica. Così ho passato diversi anni in questo lavoro di lettura, confronto, fatica, talora di ansia, di tensione perché si tratta di una ricerca appassionante e che mette di fronte a interrogativi molto gravi. [...] E sono giunto a ritenere che la storia di Gesù è nel suo insieme inattaccabile: Gesù ha detto ciò che ha detto, ha compiuto grandi opere, ha compiuto miracoli, è morto sulla croce sotto Ponzio Pilato, è stato visto vivo dai suoi  . E' stato una personalità unica nella storia e le sue parole serie sull'uomo ci interpellano necessariamente :"Credi ? Accogli, mi dai fiducia ? Credi che ti parlo in nome di Dio?" . Ecco dove giunge il cammino: alla chiarezza ineludibile della parola di Dio>> .

 

Carlo Maria Martini non è stato solamente un cardinale della chiesa cattolica, ma un grande studioso, conosceva le lingue antiche, lo studio dell'archeologia, delle culture, della storia ed è stato un grande biblista e ciò gli ha permesso lo studio diretto delle fonti che parlano di Gesù e del suo tempo  .

 

Vito Mancuso, nel suo libro "L'anima e il suo destino" non è da meno e scrive:<<Di fronte alla resurrezione corporea di Gesù la mia teologia tace, come le donne al sepolcro ha paura. Non sa nulla. Qui la ragione, che è l'organo della mia teologia in quanto teologia universale, lascia il posto alla fede, nel suo significato originario di fiducia . E' l'unica volta . [...] , mi pongo di fronte all'ininterrotta tradizione della mia Chiesa che mi consegna gli scritti di questi uomini, e dico : mi fido di voi. >> .

 

Potrei concludere qui la mia riflessione ed accodarmi ad uomini così importanti e dotti e dire :"Mi fido di voi, testimoni della resurrezione di Gesù di Nazareth . Ho fede !" .

 

E' una questione di fede e però, è una fede che si basa su indizi razionali, su testimonianze credibili . Una di queste, oscurata da secoli, sta nel Vangelo di Giovanni al capitolo 20 versetti 1-10 . Ma come proprio nel Vangelo di Giovanni ? Il più teologico e il meno storico tra i vangeli ? 

 

E' vero, il Vangelo di Giovanni deve essere letto alla luce della teologia della sua comunità e, infatti, Mateos e Barreto scrivono:<<analizzando il testo come se fosse opera di un cronista, si presentano da un lato, salti nella "topografia" e incoerenza nella successione degli eventi e, dall'altro, omissioni di dati, mancanza di logica narrativa e dettagli inverosimili . >>  e pagina otto dell'introduzione al commentario aggiungono:<<Di fatto, il piano che struttura il vangelo di Giovanni è teologico . Non si tratta di una biografia di Gesù (20,30), e neppure di un riassunto della sua vita, ma di una interpretazione della sua parola e opera, data da una comunità attraverso la sua esperienza di fede . Ne consegue che il lettore deve interpretare i fatti che incontra nel testo, la storicità dei quali non viene pregiudicata, attenendosi alla finalità dal vangelo, vale a dire, come linguaggio teologico . >> .

 

Dicono gli autori citati: la storicità dei fatti e delle testimonianze contenuti nel vangelo di Giovanni non vengono pregiudicati dal suo contenuto teologico .

 

Una di queste testimonianze sta proprio nei versetti 5-8 del capitolo 20  del vangelo di Giovanni, testimonianza resa oscura e illogica nella sua traduzione dal greco .

 

La traduzione  CEI è la seguente : (Giovanni) chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.” (Gv 20,5-8) .

 

Don Antonio Persili, già parroco a Tivoli, studioso per tutta una vita, cercò di dare una risposta comprensibile ai molti interrogativi, alla luce di una diversa traduzione dal greco di Gv 20,5-8 :“(Giovanni) chinatosi, scorge le fasce distese, ma non entrò . Giunge intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entra nel sepolcro e contempla le fasce distese e il sudario, che era sul capo di lui , non disteso con le fasce, ma al contrario avvolto in una posizione unica . Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.”

 

Una simile traduzione del versetto 7 del capitolo 20 di Giovanni  è stata proposta da Simone Venturini, docente di Esegesi del Pentateuco alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma, nel testo "Il libro segreto di Gesù" pag. 89 :"Il sudario, che era stato sulla sua testa  non si trovava [in una posizione] analoga a quella del lenzuolo (in greco ou metà ton othonion keimenon) , ma distintamente (alla choris) , [sebbene fosse] arrotolato nello stesso posto (ossia sulla panchina scavata nella roccia, n.d.a.) .

 

Che cosa era avvenuto ?

Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo con i loro servi, ebbero modo di compiere le operazioni di sepoltura di Gesù . Da un rotolo di tela ricavarono il lenzuolo in cui fu avvolto il crocifisso, dal medesimo rotolo ricavarono anche le fasce con cui fu avvolto e legato il corpo di Gesù, versando all’interno e all’esterno di esse profumi ed aromi . Applicarono due sudari: il primo all’interno del lenzuolo (sindone), il secondo sul capo . Tutto ciò fu fatto sulla pietra da unzione e poi il corpo fu trasportato sul banco scavato sulla roccia .

 

Quando Giovanni entra nel sepolcro, vede le fasce distese sulla pietra sepolcrale e il sudario che è in posizione di avvolgimento, anche se non avvolge più nulla .

 

Gesù non uscì dal sepolcro, ma neanche dalle tele, perché, dall’interno di esse, entrò direttamente nella dimensione dell’eternità . Un misterioso passaggio da uno stato all’altro, dal tempo all’eterno e ciò probabilmente avvenne producendo luce e calore, che prosciugò di colpo gli aromi che impregnavano le tele . Scomparso il corpo, le fasce che lo avevano avvolto, più pesanti, si distesero sulla pietra, mentre il sudario per il capo, più leggero e più piccolo, inamidato per l’istantaneo essiccarsi dei profumi liquidi, restò “al contrario avvolto”, come quando cingeva la testa di Gesù, apparendo così ai due apostoli “in una posizione unica” secondo la traduzione di don Persili e del prof. Simone Venturini .

 

Ecco perché Giovanni, testimone oculare, vide e credette !

 

Nello stesso libro di Simone Venturini si fa cenno alla data di composizione dei Vangeli  alla luce della scoperta delle undici grotte di Qumran, nei pressi del Mar Morto, in Israele, avvenuta dal 1947 al 1956 .

 

José O'Callaghan S.J., papirologo,  scoprì che il papiro  7Q5 corrispondeva a Mc 6,52-53 e ciò porta logicamente a concludere che i vangeli furono scritti, probabilmente,  tra il 40 e il 70 d.C., conferendo loro una maggiore attendibilità .

 

Nella sua intervista a Germán Mckenzie González,  p. José O'Callaghan S.J così si esprime :<<Però se si accetta questo, per la stessa solidità scientifica che possiede, papirologica, matematica, credo che potrà aiutare qualcuno a dire di sì. Io ripeto tuttavia mille volte la stessa cosa: questo papiro non ha aumentato minimamente la mia fede, perché la mia fede va oltre tutti i papiri e i codici. Però la fede suppone la razionalità umana; di conseguenza sono contento che la identificazione che ho proposto possa affermarsi con certezza.>> .

 

Certo, la fede nella resurrezione di Gesù rimane una Fede nei suoi testimoni, ma incomincia a essere anche una fede più razionale .  

 

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