Eucarestia - p. Carlo Maria Martini S.J.



 
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"La celebrazione esistenziale, oltre che rituale, dell'Eucaristia si dispiega in solidarietà, dialogo, servizio fraterno nei confronti di tutti e di ciascuno, anche verso i nemici da amare e perdonare ?"

Quasi ogni volta che celebro un'Eucaristia mi pongo la domanda: "che cosa sto facendo?", o meglio, coinvolgendo tutti: "che cosa stiamo vivendo in questo momento?" È una festa, un momento di gioia, una celebrazione, una gioia non scomposta ma caratterizzata da solennità e anche da un certo formalismo, è una sessione di preghiera dove si offrono suppliche  a Dio, è un pasto comune in cui prendiamo coscienza della nostra amicizia, è una memoria del passato di ciò che Gesù ha fatto, è una anticipazione del futuro della vita eterna che ci attende; è un momento altissimo, incomparabile della nostra esperienza collettiva di uomini e di cristiani.

Eppure l'Eucaristia, la Messa, appare sempre, ogni volta, come qualche cosa di nuovo, di inedito, perché inesauribile. E allora ecco la domanda: che cosa viviamo dunque durante la Messa?

Cercheremo di rispondere partendo da 3 testi: dal Vangelo secondo Matteo (26, 26-29), dalla prima lettera ai Corinzi (11, 23-27), dal Vangelo secondo Giovanni (6, 52-58).

Il primo testo del Vangelo secondo Matteo comincia con le parole "mentre essi mangiavano". Dunque l'Eucaristia è un pasto, è una cena fatta insieme che richiama l'ultimo dei pasti di Gesù. E quando in particolare si è verificata una comunione di mensa particolarmente densa con Gesù?

Ce lo dice la prima lettera ai Corinzi, e anche gli altri testi, "nella notte in cui Gesù veniva tradito". Quindi tra i pasti vissuti da Gesù con i suoi discepoli ce ne è uno particolarmente denso: l'ultimo prima di morire, in cui Gesù riassume con i gesti e con le parole, sul pane e sul calice, tutto il senso della sua vita, riassume tutto il senso della propria Morte prossima, e lo mette in un guscio di noce, per così dire, in pochissimi gesti e parole che dicono tutto, e che cosa dicono?

Lo leggiamo ancora in questi testi: anzitutto nella parola "per molti" o "per voi". Quindi Gesù ci dice che la sua vita è data per noi, offerta come sacrificio, il suo è Corpo dato, Sangue versato per la remissione dei peccati. Dice ancora il testo secondo Matteo: "fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi" quindi io vivrò. E dice ancora il testo di Giovanni: "Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno."

Dunque è un pasto che riassume la comunità di vita di Gesù con i suoi discepoli, riassume tutto il senso della vita di Gesù che muore per noi, che si offre in sacrificio sulla croce; è un pasto che noi ripetiamo nell'attesa del ritorno di Lui vivente, e quindi sentendolo ormai presente come vivente, nell'imminenza del Suo ritorno, ed è un pasto che perciò ci fa partecipare alla vita eterna di Gesù, ci fa entrare nella Risurrezione di Gesù.

Passando al secondo momento, voglio rispondere alla domanda "Che cosa è la Messa per noi?" con affermazioni sintetiche:

1) La Messa è la Pasqua che raggiunge la nostra vita.

2) La Messa è più perfetta attuazione della Chiesa.

3) La Messa è la celebrazione che contiene in sintesi ciò che c'è di più essenziale nella vita della Chiesa, o in altre parole la vita della Chiesa è uno sviluppo della Messa.

Primo, la Messa è la Pasqua di Gesù, il Mistero pasquale, che raggiunge la nostra vita, che la tocca e la penetra. Nella Messa la Pasqua di Gesù penetra la nostra vita di quella grazia di salvezza che viene dalla Croce e dalla Risurrezione.

E per capire questo dobbiamo richiamare ciò che già tante volte abbiamo ascoltato e cioè che tutta la Rivelazione, la comunicazione che Dio fa all'uomo di sé, ha il suo centro, la sua pienezza, il suo compimento in Gesù Cristo, e in particolare nella Pasqua di Gesù, nella sua Passione, Morte e Risurrezione, che Gesù ha anticipato nel simbolo della Cena Pasquale. Si tratta di una memoria attiva, cioè Gesù ci raggiunge, ci tocca con la memoria viva della sua Pasqua; la Pasqua entra nella nostra esistenza quotidiana.

La seconda tesi dice: la Messa è la perfetta attuazione della Chiesa; nella Messa noi diventiamo pienamente Chiesa. Dunque l'Eucaristia fa la Chiesa. In altre parole, per usare le parole del Vaticano II: "La Chiesa di Cristo è veramente presente nelle legittime comunità locali dei fedeli. In esse con la predicazione del Vangelo di Cristo vengono radunati i fedeli e si celebra il Mistero della cena del Signore. In queste comunità... è presente Cristo, per virtù del quale si raccoglie la Chiesa una, santa cattolica e apostolica."

Dunque possiamo riassumere queste due prime tesi così: la Messa è la perfetta attuazione della Pasqua oggi, ciò che Gesù ha fatto nella sua Passione, Morte viene ora fatto qui nella maniera più compiuta e sintetica, viene reso presente a noi e quindi mette la Chiesa in stato di pienezza, non siamo mai tanto Chiesa come quando partecipiamo all'Eucaristia.

Ecco dunque la terza tesi: perciò la Messa contiene ciò che è essenziale alla vita della Chiesa. E lo dimostro dicendo che nella Messa si hanno in maniera completa e strettamente collegati tra loro i 3 elementi fondamentali che costituiscono la Chiesa: la Parola di Gesù, l'offerta pasquale del Corpo e del Sangue di Gesù e la comunione dei fedeli con Gesù Risorto presente in mezzo a loro.

Queste tre cose : PAROLA DI GESÙ, OFFERTA EUCARISTICA DI GESÙ E COMUNIONE NOSTRA CON GESÙ E TRA NOI, sono le cose che fanno la Chiesa, sono inscindibili l'una dall'altra, e fanno dunque della Messa l'atto più pieno della Chiesa.

Ed ecco di qui allora le domande, le tre domande che corrispondono alle tre tesi, la prima:

mi lascio raggiungere da questo Mistero di salvezza, nella frequenza regolare alla Messa almeno domenicale?

Mi lascio immergere nel Mistero della Messa a cui partecipo?

Seconda tesi :Nella Messa so guardarmi intorno, con uno sguardo largo, profondo?  E intendo non guardarmi intorno, nella Messa, per distrarmi, per vedere chi c'è e chi non c'è, come è vestito e se ha il vestito nuovo, ma per dire invece a me stesso, guardandomi intorno: qui c'è la Chiesa, qui c'è lo Spirito Santo, qui c'è presente il Papa, qui c'è presente la Chiesa universale (qui ci sono presenti tutti i missionari), qui ci sono presenti i miei morti, qui c'è la Chiesa nella sua totalità.

Terza domanda che riguarda la terza tesi: la celebrazione esistenziale, oltre che rituale, dell'Eucaristia si dispiega in solidarietà, dialogo, servizio fraterno nei confronti di tutti e di ciascuno, anche verso i nemici da amare e perdonare ?

Come sento, come vivo questo rapporto tra Eucaristia e esistenza quotidiana, tra Eucaristia e Carità?

Come vedete questo tema è immenso, non sono riuscito forse con queste parole se non a dare un'idea della molteplicità delle ricchezze che ci sono in questo Sacrificio Eucaristico della Chiesa; chiediamo che in ogni Messa lo Spirito Santo ci faccia entrare in questo Mistero con occhi pieni di stupore e di riconoscenza.

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