"Gli eretici siamo noi !" - Stefano Giorgi


 
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"E’ frequente nella vita ritrovarsi con la propria coscienza a dover fare delle scelte. Con coraggio e dando retta al cuore, chi scrive si è trovato sul suo cammino spirituale davanti a un bivio: o allontanarsi dal mondo dello spirito giustificando tale posizione indossando i panni dell’ateo cattolico-cristiano di cui son piene le fosse; o seguire la Luce e farsi discepolo eretico e ricercatore-interprete del messaggio di Gesù: no il Cristo ma l’Emmanuel, Dio in mezzo a noi, errando lungo un sentiero senza fine guidato dalla Sua Verità."

Nella religione cristiana e principalmente in quella che si definisce cattolica, sono presenti molte affermazioni teologiche che si reggono su dogmi. Questi sono delle affermazioni su temi e principi sui quali il magistero ecclesiale, non avendo una risposta razionale o una interpretazione esauriente, si rifugia o usa per mettere la sordina a una salutare, continua, eretica e necessaria revisione ed evoluzione dottrinale.

Questo condire la dottrina con dogmi, miracoli e altri segni sbalorditivi fuori dal buon senso, è un chiaro segno di debolezza non della dottrina, ma di chi se ne serve; il tutto allontana coloro che sono attratti dal messaggio semplice e originale evangelico. Questi si rendono conto delle reali intenzioni di una casta pronta a gestire un potere temporale in modo coercitivo e impositivo, lontano e contrario dalla sorgente originale da cui dovrebbe attingere e dalla verità.

Lo Spirito di Dio, che “fa nuove tutte le cose”, perde così la sua energia,  e chi pretende di avere la vera, assoluta, immutabile interpretazione della verità, finisce per essere il guardiano di un potere, contraddittorio al messaggio evangelico originale.

L’eresia, elemento necessario e naturale lo ritroviamo in ogni forma del creato nella sua continua evoluzione. Quante specie di vita sono apparse, si sono estinte ed evolute nel corso dei millenni? E così sono le concezioni e le conclusioni nel campo dello spirito per l’uomo: mai definitive.

In un contesto spirituale in continua e mai finita evoluzione ed espansione, l’eresia (dal greco “prendere”, “scegliere”, “essere in grado di valutare più opzioni prima di scegliere”) diventa un fattore pernicioso e pericoloso per chi teme l’emancipazione dei credenti con conseguente perdita del controllo delle coscienze; di fatto un credente che esce dallo stato infantile ed ignorante in cui lo tiene la religione, non è più gestibile  e manipolabile ad uso e consumo. E allora ecco che viene fuori il dogma.

E’ così che nella nostra cultura e civiltà, siamo da secoli cresciuti: convinti delle nostre convinzioni, che le nostre teorie, filosofie, religioni, scoperte, governi, regni, tecnologie sono quelle giuste e ci stanno guidando verso una vita sempre più lunga, consapevole, comoda, evoluta, verso il meglio e il di più per tutti: convinzioni dogmatiche di cui è chiaro dobbiamo affrancarci.

Validi e legittimi sentimenti ed aspirazioni animano la stragrande maggioranza delle coscienze ma la manipolazione a fine strumentale delle imperanti colture mondiali basate sul profitto impediscono l’evoluzione culturale e morale generale di cui si avverte un bisogno non più rimandabile.

Riappropriamoci della nostra capacità critica di valutare situazioni ed eventi che ci coinvolgono. Da buoni eretici.

 

Stralci di  "In Fede - appunti e scritti di un discepolo errante"  
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