La domanda tra Alberto Maggi e Ortensio da Spinetoli - Rosario Franza


 
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"Nello scritto di Ortensio emerge un Cristo che è divino perché è profondamente umano, un Dio che è più preoccupato del bene e della felicità delle sue creature che del suo onore. (A.Maggi)"

Con il suo bisturi fra Ortensio da Spinetoli ci libera da dogmi e fardelli quali il peccato originale, la  preesistenza del Cristo, la verginità di Maria , la consustanzialità di Gesù con Dio Padre e ci avvicina all'uomo
 Gesù di Nazareth che fu un profeta, forse il più grande, portatore di una bellissima utopia e con questa coerente fino alla fine .

Coerenza che lo ha portato a scelte coraggiose in "sintonia con lo Spirito di Dio e con la voce della sua coscienza", sottolineando  che l'amore per il prossimo è alla pari di quello verso Dio (Mt 22,36-40) .

Ne discende un nuovo progetto di Comunità in cui sono bandite la povertà, lo sfruttamento  e l'oppressione e non c'è posto per i ricchi, gli sfruttatori e gli oppressori . 

Anche la teologia di Alberto Maggi fa riferimento al concetto fondamentale del  “Bene dell’Uomo”  ed invita a sbarazzarsi di ogni immagine o concezione di Dio che non trovi riscontro nella figura di Gesù, nella vita di Gesù e nel suo insegnamento, in modo particolare nella prima beatitudine che deve essere così tradotta :<<Beati quelli che scelgono di essere poveri , perché essi hanno Dio per re>> . (Mt 5,3)

Il Regno di Dio, secondo Alberto Maggi, è la responsabilità che hanno tutti i seguaci di Gesù di realizzare una società di fratelli, veri fratelli, la cui fratellanza non dipende dai legami di sangue, ma dal prendersi cura dell’altro, dal “condividere” con l’altro .

La predicazione di questo "Regno di Dio" mette in pericolo il potere politico-religioso del tempo di Gesù e questo potere reagisce come sempre con la violenza, ordinando la cattura e l'uccisione del Nazzareno .

Ma la morte  non sarà la fine di Gesù e del suo Regno e infatti così scrive  Ortensio da Spinetoli :<<Gesù è veramente risorto non perché lo hanno visto le donne, Pietro, Maria di Magdala e i dodici, ma perché intere comunità di Palestina, dell'Asia o della Grecia vivono della sua testimonianza ed esperienza . Esse non sono tali perché hanno visto il Signore risorto, ma perché cercano di vivere per gli stessi ideali per cui lui è vissuto ed è morto. >> .  E ancora :<<La risurrezione di Gesù è l'annunzio, la proposta essenziale della fede cristiana. Essa si rende credibile non dalle parole dei banditori evangelici, bensì dalla loro testimonianza di vita. Se Gesù è realmente risorto deve ridondare dalle operazioni di coloro che lo proclamano tale . La risurrezione non è una parola magica, ma un programma di vita nuova, spirituale, celeste che tende a farsi breccia nel tempo . Vi credono tutti coloro che fanno compiere un passo avanti alla storia avvicinandola all'eternità. >>.

Si capisce bene che, secondo Ortensio da Spinetoli, la risurrezione  è un evento puramente spirituale, un evento di fede,  senza tracce nella storia .

Ma il cristiano è colui che crede che il Cristo è risuscitato esprimendo  così  un paradosso assoluto: la risurrezione è accaduta nella storia, ma  la si può riconoscere solo nella fede . In Ortensio  manca il paradosso e cioè manca la fiducia nella  testimonianza dei discepoli di Gesù, che raccontano di averlo visto "vivo" . 

Alberto Maggi, nella prefazione al libro postumo "L'inutile  fardello", scrive:<<Nello scritto di Ortensio emerge un Cristo che è divino perché è profondamente umano, un Dio che è più preoccupato del bene e della felicità delle sue creature che del suo onore. >>

Ma che cosa significano le parole di fra Alberto : "un Cristo che è divino perché è profondamente umano" ? 

Forse si afferma che, preoccupandosi del  “Bene dell’Uomo”, attraverso un Amore simile a quello di Dio Padre, l'uomo Gesù di Nazareth ha raggiunto quella vita piena che lo ha reso "divino" . Forse così rientra dalla finestra ciò che era uscito dalla porta . Forse .

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