La speranza che non vuole essere uccisa ! - Appunti di Rosario Franza


 
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"Forse, se Dio è nel Cosmo e il Cosmo è in Dio, senza che il Cosmo esaurisca Dio, si può avere una sola speranza: che avvenga ciò che, per fede affermiamo, sia avvenuto in Gesù, la sua resurrezione in quel Mistero che è Dio e la sua creazione che autonomamente si evolve tra caos e ordine, tra male e bene."

Sto leggendo il nuovo libro di Josè Maria Castillo "L'umanizzazione di Dio", scritto bene come tutti i libri di Castillo . I concetti espressi non sono nuovissimi si trovano sparsi in tutte le sue opere, a partire dalla nostra assoluta  non conoscenza di Dio e dalla affermazione che solamente "Gesù ci ha fatto conoscere Dio. Il che significa che ciò che deve interessare alla Chiesa e ai cristiani non è l'ontologia dell'essere di Gesù, bensì la prassi vissuta da Gesù, come ha vissuto e come con il suo proprio modo di vivere ci ha fatto conoscere com'è Dio e chi è Dio" e ancora "che Dio lo incontriamo nella nostra umanità ... " .

Castillo conferma poi questo concetto scrivendo:<<La sorprendente innovazione introdotta da Gesù nel poter conoscere Dio sta nel fatto che il Trascendente e l'Invisibile sono diventati immanente e visibile in quell'uomo che è stato Gesù. Ecco l'apporto che, a partire dal rispetto verso le altre tradizioni religiose, il cristianesimo dà al problema di Dio e delle nostre possibilità di conoscenza e di avvicinamento a lui>>.    

D'altra parte papa Francesco afferma che "Dio è presente nel più intimo di ogni cosa senza condizionare l'autonomia della sua creatura" ("Laudato si") .

Non diversamente il panenteismo pensa che Dio è in tutte le cose e tutte le cose sono in Dio, ma la somma di tutte le cose non esaurisce Dio, ciò consente di riconoscere al cosmo la sua autonomia nella creazione attraverso l'evoluzione e questo mi porta a pensare che altri uomini, oltre a Gesù di Nazareth, ci hanno manifestato Dio, per esempio Siddharta il Buddha, vissuto cinquecento anni prima del Cristo o lo stesso  Mohandas Karamchand Gandhi, padre della non violenza.

Daltronde è lo stesso
Castillo ad affermare questa possibilità quando, nelle note a piè di pagina, chiarisce che non ha "la pretesa di affermare che solo noi cristiani siamo in grado di conoscere Dio. (...) Dio si è incarnato, si è fuso con l'umano. E quindi lo incontriamo tutti noi esseri umani che incontriamo la nostra propria umanità, superando la disumanizzazione che tutti noi portiamo inscritta nel sangue della nostra vita e nella nostra condizione terrena".

Diversamente da Roger Lenaers, anche lui gesuita, Josè Maria Castillo non fa emergere nei suoi scritti o almeno così a me è sembrato, la distinzione fra teologia eteronoma (che cioè riceve da fuori di sé la norma del proprio agire) e teonoma (che vede Dio come la profondità più intima di ogni processo cosmico. Dio cioè non agisce mai dall'esterno, come nell'eteronomia, poiché è sempre all'interno), anche se implicitamente l'afferma quando scrive:<<L'incarnazione di Dio in Gesù, la kenósis di Dio incarnato e umanizzato sono così radicali che il fatto più impressionante è che Dio s'identifica con ogni essere umano >>.

Così, se mi è permesso, io posso affermare che l'energia primordiale presente nel vuoto quantico è sempre esistita ed è portatrice di un'informazione, il Logos, grazie alla quale nell'evoluzione del Cosmo si raggiunge un ordine sempre maggiore nella direzione del Bene ed essendo noi in Dio e Dio in noi, in qualche misterioso modo, noi abbiamo il DNA di Dio che dobbiamo saper sviluppare sull'esempio di Gesù di Nazareth . Quello che mi è difficile credere è che la "pienezza umana" porti con sé la vita eterna . Donne e uomini pienamente umani come Madre Teresa di Calcutta, Siddharta il Buddha, Gandhi, Francesco e Chiara d'Assisi e lo stesso Gesù sono morti e la stessa umanità, fra qualche miliardo di anni si estinguerà.

Scrive l'astronomo Martin Rees:<<Il sole stesso, intorno al quale orbitava ormai un sistema planetario, trovò equilibrio, fondendo lentamente ma costantemente l'idrogeno in elio. (...) Continuerà a brillare per altri 5 miliardi di anni. E poi si gonfierà fino a diventare una gigante rossa, abbastanza grande e luminosa da inghiottire i pianeti interni e da vaporizzare ogni forma di vita sulla terra. E dopo questa fase di gigante rossa, alcuni strati esterni verranno espulsi, lasciando un nucleo che si contrarrà fino a diventare una nana bianca: una stella densa, non più grande della terra, anche se centinaia di volte più pesante. E questa debole stella - luminosa quanto lo è oggi la luna - continuerà a brillare di una luminescenza azzurrina su ciò che potrà essere rimasto del sistema solare>>.

Se questa sarà l'evoluzione di quel pezzettino di Cosmo che più direttamente ci riguarda, noi esseri umani autocoscienti e magari pienamente umani (divini ?) dove saremo? Polverizzati nel Cosmo e mi piace dire, romanticamente, polvere di stelle !

Forse, se Dio è nel Cosmo e il Cosmo è in Dio, senza che il Cosmo esaurisca Dio, si può avere una sola speranza: che avvenga ciò che, per fede affermiamo, sia avvenuto in Gesù, la sua resurrezione in quel Mistero che è Dio e la sua creazione che autonomamente si evolve tra caos e ordine, tra male e bene. Almeno per dare un senso alla nostra vita!     

 
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