Il dialogo immaginario con il frate di Montefano ! - Rosario Franza


 
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Ancora non capisci che Gesù ci ha proposto "un cambio radicale di mentalità: dalla concezione giudaica della morte, intesa come una fine in attesa della risurrezione, si passa a quella cristiana, dove la morte non solo non interrompe la vita, ma le consente di svilupparsi in maniera ancora più potente e definitiva." (Alberto Maggi)

L'ultimo post pubblicato poneva una domanda ben precisa: cosa c'è dopo la morte ?  ... aveva, infatti, il seguente titolo : "Dopo la morte: solo una scia d'amore ?"  e alla fine di un ragionamento affermavo "che ciò che ha dato origine alla creazione, Energia + Logos, è il Divino in quanto personale, è lo Spirito che tutto pervade ed in questo senso penso che noi conteniamo, in quanto parte della creazione e della sua evoluzione, il dna di Dio". Alcune persone hanno letto questo post, ma su questo punto specifico non ho registrato nessuna reazione .

A me sembrava di averla detta grossa, tanto che, timorosamente, ho sottoposto il tutto all'attenzione di fra Alberto Maggi OSM,  che dopo qualche giorno così ha commentato :<< che cosa possa pensare io è irrilevante, più importante l'affermazione di Gesù: "Chi vive e crede in me, non morirà mai" (Gv 11,26)>>.

La mia risposta al suo commento fu:<<Per me è importante sapere cosa ne pensi ... ,ma riconosco che è essenziale conoscere, nel merito, le stesse parole di Gesù di Nazareth, che in Mc 12,18-27, rimprovera i sadducei in modo aspro e spiega loro che nella vita, dopo la morte, non c'è la necessità di avere moglie o marito, perché essa non si trasmette per il tramite dell'amore tra i coniugi, ma è partecipazione alla vita di Dio, "Quando risuscitano dai morti, infatti, non prendono moglie né marito, ma sono come angeli nei cieli. ". Ad una concezione materiale della vita vissuta, Gesù ne contrappone un'altra di tipo personale, ma estranea alle categorie di questa terra>>.

Il dialogo si è chiuso in questo rapido modo, perché per fra Alberto ciò che è importante sono le parole di Gesù di Nazareth, ma che significano le parole del Nazzareno riportate in Gv 11,26,  "Chi vive[in me] e crede in me, non morirà mai" ? 

Ricordiamolo, nel capitolo 11 del vangelo secondo Giovanni si narra della resurrezione di Lazzaro che, quando interviene Gesù, è già morto e la sua carne è in piena putrefazione, puzza . Alle osservazioni di Marta, ma anche di Maria, Gesù risponde:<<Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?>>.

Mi sembra di sentire le parole di fra Alberto:<<Sei un asino dalle orecchie lunghe ! ... Non hai ancora capito che "a quanti gli danno adesione Gesù comunica il suo stesso Spirito, la sua stessa vita che, essendo divina, non è minacciata dalla morte" ?>>  .... ed io di rimando:<<Ma, come ? ... se il cadavere puzza ?>>  .

Allora spazientito il buon frate esclama dirompente:<<Ancora non capisci che Gesù ci ha proposto "un cambio radicale di mentalità: dalla concezione giudaica della morte, intesa come una fine in attesa della risurrezione, si passa a quella cristiana, dove la morte non solo non interrompe la vita, ma le consente di svilupparsi in maniera ancora più potente e definitiva.">> ?

... Ma di che cosa parla il frate, ... poi mi si accende la lampadina..., è già passato nell'altra dimensione dove la vita continua e si sviluppa ...  i morti li lascia ai morti ! 

Allora comincio a capire Paul Knitter quando a proposito della resurrezione di Gesù di Nazareth scrive : <<... quando i cristiani parlano della resurrezione, si riferiscono ad un corpo spirituale (soma pneumatikon), piuttosto che a in corpo fisico. Credo che sia questa, poi, la ragione per cui Paolo rende pressoché sinonimi "Gesù risorto" e "lo Spirito di Cristo", perché il corpo risorto di Cristo era un corpo spirituale . Infatti, era attraverso lo Spirito che i primi cristiani potevano "godere" di Gesù ..., dopo la sua morte, cioè potevano continuare ad avvertire la sua presenza e la sua forza. Come ha spiegato con estrema chiarezza uno studioso del Nuovo Testamento, Luke Timothy Johnson:<<Lo Spirito Santo costituisce la modalità della presenza della resurrezione di Gesù al mondo: "Ora il Signore è lo Spirito"(2 Cor 3,17>>.

 Aggiunge, poi, Knitter:<<... quando i discepoli di Gesù esperirono il Cristo - Spirito risorto, stavano sperimentando qualcosa di reale [...] Essi, infatti ... avvertirono la sua presenza e la sua forza nella loro vita .  Questi incontri, come suggeriscono alcuni teologi, si svolsero con ogni probabilità in modo del tutto analogo a come continuano a svolgersi oggi: i discepoli facevano quanto Gesù stesso aveva detto loro di fare e si radunavano tutti insieme per ri-raccontare la sua storia e spezzare il pane . Vi era una presenza "reale", il che significa una presenza reale di Gesù in mezzo a loro, spiritualmente tangibile nella loro vita fisica. >>

A leggere queste parole mi sembra vera, reale, palpabile,  l'intuizione del divino come Energia + Logos,  Spirito, che pervade tutta la creazione, che è sempre in atto attraverso  l'evoluzione e allora, se avremo sviluppato il nostro essere spirituale, non potremo che vivere sempre, in eterno .  Ciò vale per tutti, senza distinzione di appartenenza religiosa .

L'unico criterio è la "felicità" dell'uomo . Quanta "felicità" abbiamo saputo dare ?



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