Dal Big Bang al "Credo" che non so più recitare - Rosario Franza

 

 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui


 

"E' possibile mai che ci ostiniamo a ripetere, nelle nostre messe, parole scritte nel 451 d.C. che consideriamo, per giunta, immutabili nel tempo o addirittura essenziali per misurare l'appartenenza ad una chiesa cristiana, il cui centro dovrebbe essere il Vangelo di Gesù di Nazareth e non la sua teologia ? .... ferma, peraltro, alla metà dell'anno mille ! ?" 

Qualche domenica fa il giovane prete che celebrava la messa, al momento della recita del “Credo”, affermava tranquillamente :<<Recitiamo bene il “Credo”, perché è l’adesione a queste verità di fede che misura l’appartenenza alla chiesa cattolica>> . 

Sembrava quasi che parlasse a me e mi venne in mente quanto aveva scritto Ortensio da Spinetoli :<<Il vangelo è un libro scritto, ma si scrive ancora e nessuno sa qual’è l’ultima parola, ma ognuno è tenuto a conoscere quella che lui è chiamato a scrivere.>> e mi parve che, tutto sommato, una chiesa cristiana universale e quindi cattolica, deve anzitutto scrivere il vangelo, figuriamoci, quindi,  se non può riscrivere il suo “credo” .  

Mi ha convinto, poi, il profeta Ortensio nella successiva affermazione "le branchie nuove a cui va tradotto il vangelo sono l’ecologia, il rispetto della comune casa che tutti ospita, esseri e cose; la nuova antropologia, con tutti i problemi connessi (coppia, matrimonio, celibato, genetica); la pace, la fine della mentalità bellicistica ossia dell’uso delle armi per risolvere i problemi di giustizia o le contese ideologiche (guerre di religione)". Quando Ortensio da Spinetoli scriveva queste parole eravamo nel secolo scorso e tutte le sue  "branchie" su cui va tradotto il vangelo sono ancora attuali , vanno aggiunte le migrazioni e la relativa accoglienza.

Ecco, senza continuare a scrivere il Vangelo,  le sue parole rimangono quasi senza senso per una società del duemila che si avvia alla robotizzazione del lavoro .  

E' possibile mai che ci ostiniamo a ripetere, nelle nostre messe, parole scritte nel 451 d.C. che consideriamo, per giunta, immutabili nel tempo o addirittura essenziali per misurare l'appartenenza ad una chiesa cristiana, il cui centro dovrebbe essere il Vangelo di Gesù di Nazareth e non la sua teologia ? .... ferma, peraltro, alla metà dell'anno mille ! ?     

Perché questo è il “Credo” : un accordo teologico tra visione diverse su chi fosse il Nazzareno,  chiamato “Figlio di Dio” e “Verbo incarnato”, sollevando dispute cristologiche e trinitarie .  

A tal proposito scrive Ortensio da Spinetoli :<< C’è chi partendo dalla realtà umana di Gesù cerca di tenerla ancorata alla comune famiglia degli esseri creati (Ario, Eusebio, i padri antiocheni), ma altri prendono avvio dai titoli nobiliari (il Verbo di Dio, l’immagine del Padre) fino a lasciare in second’ordine o dimenticare la realtà umana (Cirillo, Anastasio, ecc.).>>  

Il primo "Credo" fu scritto nel 325 d.C. nel concilio di Nicea convocato dall'imperatore Costantino  per far fronte alle divisioni e dispute teologiche che dividevano la cristianità . Il papa allora in carica, Silverio, fu solamente avvertito e fu rappresentato da due preti  che firmarono  il documento conclusivo dopo il rappresentante imperiale, Osio di Cordova. Le decisioni (la "consustanzialità" di Gesù con il Padre) sono trasmesse alle chiese dall’imperatore e i vescovi sono "esortati" ad accettarle, pena l’esilio.  

Ario e i suoi seguaci non si diedero per vinti, meno ancora i loro avversari e così nel 381 d.C. l'imperatore Teodosio, per calmare le acque, convoca un altro raduno di vescovi, come sempre quasi esclusivamente orientali.  È il Concilio di Costantinopoli che ripropone e sancisce la "formula di fede" raggiunta a Nicea. È il "Simbolo niceno - costantinopolitano".  Solo che il frazionamento del popolo cristiano aumenta.  

Le controversie continuano sul riferimento di Gesù con Dio Padre e con lo Spirito santo, ma più ancora sul rapporto del Verbo con l’uomo Gesù. Si tratta di un’umanità reale o fittizia; c’è anche una volontà, un’intelligenza umana, ci sono le passioni dell’uomo o sono assorbite da Dio?   

Nel 451 si ha un nuovo concilio a Calcedonia;  la formula "due nature e una persona" chiudeva "definitivamente" secoli di controversie cristologiche. Gesù era vero uomo, come volevano Ario e i suoi  seguaci, e vero Dio, come chiedeva Atanasio e la sua scuola.   

Scrive Ortensio da Spinetoli :<<Vi saranno nuovi concili, tre a Costantinopoli, ma la formulazione calcedonese non verrà più sostituita. In essa ognuno trova ciò che cercava. Anche se vi erano affermazioni oscure, ciò valeva anche per gli avversari. Più che risolvere il problema si preferì differire a tutti i costi la soluzione. La classica definizione di "compromesso". L’uomo Gesù di Nazareth scompariva così dalla storia della chiesa e al suo posto entrava la "natura umana di Cristo"; la sua stessa "dimensione trascendente" si occultava dietro una problematica "natura divina". Il "vivente" per eccellenza (Lc 24, 5) rimaneva come imprigionato nei paradigmi della filosofia greca che aveva preso il nome di teologia>>.  

Sta di fatto che, quando sono in Chiesa per l’Eucarestia, il momento della recita del “Credo” è , per me, fonte di imbarazzo .  Dovrebbe essere un momento solenne, in cui si conferma la Fede, ma si trasforma in un momento di incredulità . Intanto perché, se non lo leggo sul foglietto, non lo ricordo neanche, ma soprattutto perché contiene delle affermazioni che non condivido … e quasi mi viene il dubbio di aver sbagliato Chiesa …  Provo, allora, a rileggere il Credo e a riformularlo … forse lo sentirò maggiormente mio e l’imbarazzo lascerà il posto ad una Fede più forte .  

"Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra,  di tutte le cose visibili e invisibili."  

Si, "credo in un solo Dio" e però penso che le strade che portano a Lui  siano le più diverse e penso con Rumi che: 

La verità è uno specchio caduto
dalle mani di Dio e andato in frantumi.

Ognuno ne raccoglie un frammento e
sostiene che lì è ...
racchiusa tutta la verità.
 

Dio, poi, è trascendente e noi possiamo conoscerlo soltanto attraverso i suoi profeti, il più grande di tutti, per me, è Gesù di Nazareth e mi sento di dire, con Josè Maria Castillo, ma anche con Alberto Maggi, che Dio è come Gesù !  Penso, quindi, che Dio sia veramente un Padre, che ha rinunciato alla sua onnipotenza lasciando libera la sua continua creazione nella logica evolutiva .   

Scrive Vito Mancuso :“Dalla polvere stellare, attraverso un processo evolutivo durato miliardi di anni e tale da generare un aumento progressivo dell’ordine, è emerso il nostro corpo, gli occhi, le mani, il cervello … . Dobbiamo cambiare la prospettiva di Genesi 2,7 secondo cui Dio prese la polvere, plasmò l’uomo e poi infuse il suo soffio vitale . Occorre pensare, restando nell’immagine mitica del testo, che Dio infuse il suo soffio vitale prima, direttamente nella polvere, nella materia-mater che poi, autonomamente, ha dato origine alla vita !”  

Gli scienziati hanno ormai da tempo indicato che tutto ebbe origine nello stato dell'energia dell'universo presente nel "vuoto quantico" . Questa energia si trovava concentrata con la massima densità, miliardi di volte più piccola della capocchia di uno spillo .    

Improvvisamente questo puntino piccolissimo si gonfia fino a raggiungere le dimensioni di una mela ed esplode . E' il big bang : energie e particelle elementari  vengono lanciate in tutte le direzioni iniziando un processo di espansione tutt'ora in corso . Tutto ciò è avvenuto 15 miliardi di anni fa . Dopo la grande esplosione si sono formate immense nuvole di gas che, come reattori atomici, hanno sintetizzato, in miliardi di anni di lavoro, i 92 elementi di cui è composto l'universo . Le reazioni atomiche erano talmente violente che fecero esplodere le prime  stelle  e da queste esplosioni si formarono le nebulose e gli agglomerati di galassie come la nostra Via Lattea, il Sole, la Terra ed infine anche noi .  

Dio, quindi, ha creato l'energia presente nel  "vuoto quantico", gli ha dato libertà nella evoluzione e il  Know-how necessario, che diversamente si chiama LOGOS o Principio Ordinatore, affinché l'evoluzione fosse orientata ad un Bene e ad un ordine sempre crescenti .  

Quindi si può affermare che l'uomo è il vertice dell'evoluzione di un unico organismo vivente che gli scienziati hanno chiamato Gaia ed è possibile che l'uomo, nella realtà cosmica, non sia solo . E' possibile che altre forme di vita siano presenti, risultato dello stesso ordine e della stessa tendenza al Bene proveniente da Dio . Tutto ciò nella Libertà ! Libertà nei processi naturali, libertà dell'uomo di scegliere consapevolmente il Bene o l'assenza di Bene che si chiama male .  

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
 

Penso, contrariamente a quanto riportato nel "Credo", che Gesù di Nazareth non sia stato un essere preesistente, disceso dal cielo come un marziano . E' nato molto probabilmente a Nazareth, sua madre si chiamava Maria e il padre Giuseppe . Il suo nome Yeshua, diminutivo di Giosuè, significa “YHWH salva”, nacque sotto il regno di re Erode il grande, intorno al 7-4 a.C. Il suo concepimento verginale per la potenza dello Spirito Santo, affermato nel "Credo" ed anche nei vangeli di Matteo e Luca, è difficilmente verificabile, anzi i racconti dell’infanzia sembrano costituire il prologo di entrambi i vangeli e quindi un racconto teologico più che un’affermazione di carattere storico .  

Egli fu uomo in tutto, nei rapporti biologici, storici e sociali con gli altri uomini, e sbaglia chi afferma che Gesù non era, ma sembrava soltanto un essere umano, un’eresia che la chiesa delle origini condannò da subito, eresia che fu alimentata, appunto, dalla rappresentazione di Gesù come essere  preesistente disceso dal cielo .  

No, Gesù fu vero uomo e non è nato facendo ciò che faceva, ci è arrivato soltanto verso la fine della vita . Marco e Giovanni concordano nel cominciare il vangelo con il battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista . Luca e Matteo utilizzano i racconti dell’infanzia come prologo, per affermare che Gesù era figlio di Dio . Egli è stato discepolo dell’ultimo profeta di Israele, Giovanni, che lo battezzò sulle rive del Giordano.  

Io penso che fu posseduto dal Verbo di Dio che in tal senso si è fatto carne, iniziando poi a predicare per le vie della Galilea e a Gerusalemme, compiendo guarigioni prodigiose fino al risveglio dalla morte, annunziando il Regno di Dio .  

Lascio poi,volentieri, perdere l'affermazione "generato, non creato, della stessa sostanza del Padre"; il trascendente non può essere immanente e la formula "due nature e una persona" è solamente un compromesso tra due cristologie diverse, tra chi pensava che Gesù fosse vero uomo, come volevano Ario e i suoi  seguaci, e vero Dio, come chiedeva Atanasio e la sua scuola. Sono una persona semplice e quindi, magari sbagliando, penso che Gesù di Nazareth fosse solamente un uomo, pervaso dallo Spirito di Dio, e quindi nella sua pienezza, meta ultima nella creazione.   

Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
 

Ma alla fine, quando pure avremo realizzato il "Regno di Dio" in terra, saremo ancora condannati a dissolverci come parte infinitesimale in Gaia ?  Gesù che fu uomo in tutto, nella sua nascita come nella sua vita, fu resuscitato da "Dio Padre" ed i suoi discepoli lo videro vivo!  

In Mc 12,18-27 il Nazzareno ne dà una spiegazione esauriente . Secondo la legge del levirato, se un uomo moriva senza figli, il fratello del defunto doveva sposare la vedova, per assicurare discendenza . I sadducei, che vogliono dimostrare l'incompatibilità fra la legge di Mosè e la dottrina della resurrezione, sottopongono a Gesù un caso teorico di una donna che sposa sette fratelli senza avere figli  ed introducono il tranello:"Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie." .

Gesù li rimprovera in modo aspro, perché loro che si definiscono i rappresentati di Dio sulla terra, non conoscono Dio, né la sua parola, né la sua azione, "Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?" e nella sua risposta tutta al presente, "Quando risuscitano dai morti, infatti, non prendono moglie né marito, ma sono come angeli nei cieli.", afferma la risurrezione e perché non vi siano dubbi aggiunge "dai morti" . Non parla di risurrezione del corpo e corregge l'idea dei farisei di una risurrezione alla fine dei tempi .

La risurrezione, che avrà luogo subito dopo la morte, è la vita personale che continua .

Nella vita risorta non c'è la necessità  di avere moglie o marito, perché la vita non si trasmette per il tramite dell'amore tra i coniugi, ma è partecipazione alla vita di Dio, "Quando risuscitano dai morti, infatti, non prendono moglie né marito, ma sono come angeli nei cieli. ".  Ad una concezione materiale della vita vissuta, Gesù ne contrappone un'altra  di tipo personale, ma estranea alle categorie di questa terra . Si tratta, dunque, di una condizione nuova, in cui non c'è differenza tra uomo e donna, ma uguaglianza tra i due . Mi piace pensare che l'intima unione tra due che si amano continuerà anche dopo, non tramite il dono della sessualità, ma tramite la perfetta comunione dell'Amore senza limiti .   

[26]A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? [27]Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore» (Mc 12,26-27).

Nei versetti 26-27  del capitolo 12 del vangelo secondo Marco, Gesù mostra che i sadducei sono profondamente ignoranti anche nel loro campo specifico: le scritture ! Dal libro di Mosè cita una dichiarazione di Dio stesso, "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe"(Es 3,6.15s), i corpi dei patriarchi sono sepolti nella grotta di Macpela e la loro risurrezione non è il ritorno al corpo fisico, ma la permanenza dell'Io personale nella sfera di Dio .   Marco non racconta la reazione dei sadducei, ma è facile supporre che sia stata l'incredulità .  

La stessa incredulità che molti provano di fronte alle notizie che provengono dalla fisica quantistica, una branca della fisica che studia il comportamento delle particelle a livello atomico e subatomico. Il prof. Lanza, con la sua Teoria del Biocentrismo, afferma che la morte non può essere l’evento terminale che pensiamo che sia. Il Biocentrismo si attesta come la teoria del tutto e mette la vita al centro dell’attività dell’Universo. Lanza spiega che la vita e la biologia sono il centro dell’esistenza. Anzi, è la vita stessa a creare l’Universo e non il contrario.

Ovviamente la fede e le parole di Gesù non hanno bisogno della fisica quantistica, ma sono scritte profondamente dentro di noi . Ho fiducia nei testimoni che videro il Cristo risorto, nelle parole di Gesù e questa fiducia, questa Fede, non può essere un fatto secondario nella mia vita !

Ho sempre incontrato amici che definisco "cristiani atei", persone ammirevoli, che abbracciano l'etica di Gesù e ne praticano l'esempio, pur non credendo nella sua risurrezione  e nella vita definitiva, che definiscono irrilevante .  L'osservazione principale che mi pongono  è che Marco 12,18-27 è soltanto una creazione della chiesa primitiva .   

Per questo motivo cito le conclusioni di un ampio studio sul brano in oggetto di uno dei maggiori biblisti e storici in campo internazionale, John P. Meier, che nel terzo volume della sua monumentale opera "Un ebreo marginale - ripensare il Gesù storico", a pag. 483 scrive :<<Di conseguenza, ritengo che, collegando le prove fondate sul criterio della discontinuità con quelle fondate sul criterio della coerenza, la conclusione più probabile sia che il dibattito con i sadducei sulla risurrezione in Mc 12,18-27 effettivamente rifletta un episodio reale durante il ministero del Gesù storico, avvenuto con buona probabilità a Gerusalemme. >>  

Anche qui, come nelle conclusioni della fisica quantistica, nulla si aggiunge o si toglie alla mia Fede, ma posso concludere che non è credulità, ma ha delle buone ragioni su cui si basa .

Lo stesso Carlo Maria Martini scrive:<<Non mi sono mai accontentato soltanto delle interpretazioni positive, benevole e ho voluto leggere attentamente, ascoltare con serietà e lasciarmi mettere in questione da tutti gli interpreti razionalisti, atei, riduttivi che cercano di interpretare la figura di Gesù in maniera puramente umana o mitica.

Così ho passato diversi anni in questo lavoro di lettura, confronto, fatica, talora di ansia, di tensione perché si tratta di una ricerca appassionante e che mette di fronte a interrogativi molto gravi. [...] E sono giunto a ritenere che la storia di Gesù è nel suo insieme inattaccabile: Gesù ha detto ciò che ha detto, ha compiuto grandi opere, ha compiuto miracoli, è morto sulla croce sotto Ponzio Pilato, è stato visto vivo dai suoi  . E' stato una personalità unica nella storia e le sue parole serie sull'uomo ci interpellano necessariamente :"Credi ? Accogli, mi dai fiducia ? Credi che ti parlo in nome di Dio?" . Ecco dove giunge il cammino: alla chiarezza ineludibile della parola di Dio>> .

Carlo Maria Martini non è stato solamente un cardinale della chiesa cattolica, ma un grande studioso, conosceva le lingue antiche, lo studio dell'archeologia, delle culture, della storia ed è stato un grande biblista e ciò gli ha permesso lo studio diretto delle fonti che parlano di Gesù e del suo tempo  .

Vito Mancuso, nel suo libro "L'anima e il suo destino" scrive:<<Di fronte alla resurrezione corporea di Gesù la mia teologia tace, come le donne al sepolcro ha paura. Non sa nulla. Qui la ragione, che è l'organo della mia teologia in quanto teologia universale, lascia il posto alla fede, nel suo significato originario di fiducia . E' l'unica volta . [...] , mi pongo di fronte all'ininterrotta tradizione della mia Chiesa che mi consegna gli scritti di questi uomini, e dico : mi fido di voi. >> .

Posso dire, di fronte a tali personalità, che anche io, nel mio piccolo ,  mi fido di quanto scritto nei Vangeli che la Chiesa mi ha trasmesso ?

Mi fido, ho fede che  Dio Padre, il Dio creatore,  ha resuscitato dalla morte Gesù di Nazareth, il Cristo, che è divenuto nella sua resurrezione e gloria, Figlio di Dio.

Quindi credo, ho fede, che Gesù "Il terzo giorno è risuscitato" e penso che nella sua Gloria si manifesta il Signore .   

Non so se  mi posso ancora definire un cristiano cattolico; sono sicuramente affascinato dall'Utopia e dalla persona di Gesù di Nazareth, continuo la mia ricerca e so che nella ricerca non si raggiunge  mai un risultato definitivo, né si può scrivere la parola "Fine" .  


Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo :  http://www.solidando.net/newsletter.htm

<

   
[ la Solidarietà ][ il Sociale ][ la Fede][ Forum ][ Contatti ]