Gesù di Nazareth e la riforma della Costituzione ! -  Rosario Franza

 
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"Occorrano degli innovatori che non finiscano sulla croce, che senza attuare rivoluzioni violente, possano rinnovare la società in modo che sia rispettata la dignità dell'uomo, il suo benessere, la sua felicità e ciò è possibile solo se gli innovatori hanno il mezzo necessario per attuare l'innovazione ."


Sembra ad alcuni che il vangelo di Gesù di Nazareth non abbia nulla a che fare con la politica ... anzi sembra che sia del tutto estraneo a quella brutta bestia chiamata politica !

Ma è così ?

In realtà  Gesù , nel tempo e nel territorio in cui visse, rappresentò il prototipo dell'antisistema, .... difese i poveri, gli emarginati e gli sfruttati dal sistema, proponendo una nuova forma di comunità, il Regno di Dio, basata sulle Beatitudini .

In questa nuova e rivoluzionaria società, liberamente, si sceglieva di essere più poveri perché non vi fossero poveri . In questa comunità il "nemico", colui che ti sfruttava, ti aveva tolto il pane dalla bocca e la tunica dal corpo, veniva amato da tutti . Ovviamente amare non col significato di frequentare con simpatia, ma di condividere chi si è  e cosa si ha nel momento del bisogno e per il bene, anche,  del nemico !

Una Utopia forte e potente quella di Gesù, con una visione dell'Umanità fortemente alternativa a quella di tutti i tempi .

E' un fatto accertato storicamente,  che le utopie e il pensiero utopico in generale, ha trovato sempre resistenza e opposizione ed è dimostrato che l'opposizione è venuta sempre dal pensiero conservatore . Infatti "se l'utopia significa cambiamento, rinnovamento profondo e radicale, e dunque critica ugualmente radicale  di quanto è costituito,  è logico che il pensiero conservatore si metta di traverso rispetto a una simile impostazione "(J.M. Castillo "I poveri e la teologia" pag. 354) .

I conservatori sono quelli che si trovano bene nel sistema vigente .
 
Al contrario gli esclusi economicamente o politicamente, se non addomesticati dal sistema, sono rinnovatori,  fino a diventare rivoluzionari . 

Certamente Gesù fu un innovatore radicale, marginale nelle società in cui viveva, non capito dai suoi discepoli, che immaginavano un messia nazionalista e amante del potere e abbandonato dai suoi familiari che lo ritenevano pazzo . Finì sulla croce, lasciando, però,  una grande Utopia  ed una grande Speranza .  

Un seguace di Gesù non può che essere un innovatore quando l'innovazione porta al Bene dell'uomo . Il problema è sempre il solito: il discernimento, saper cioè individuare il cambiamento che porta al Bene dell'uomo !

Nel nostro paese abbiamo, oggi, un problema di discernimento : la riforma costituzionale, sottoposta a referendum, porta al Bene dell'uomo oppure no ?

Dobbiamo allora chiederci se abbiamo bisogno di cambiare la nostra società per aumentare il benessere e la felicità di noi tutti . E' ovvio che la risposta sia affermativa : milioni di cittadini vivono nella povertà assoluta ed ancora di più nella povertà relativa, nell'ingiustizia sociale e ai margini della collettività . Abbiamo bisogno di misure forti ed una di queste è la necessità che tutti abbiano un reddito  per vivere una vita dignitosa .

Occorrano degli innovatori che non finiscano sulla croce, che senza attuare rivoluzioni violente, possano rinnovare la società in modo che sia rispettata la dignità dell'uomo, il suo benessere, la sua felicità e ciò è possibile solo se gli innovatori hanno il mezzo necessario per attuare l'innovazione .

Il mezzo necessario per attuare l'innovazione è la governabilità, un governo che duri cinque anni, un solo partito che lo sostenga, una sola Camera che, a larga maggioranza, gli dia la fiducia e approvi i provvedimenti proposti .

Questo strumento per attuare l'innovazione è presente nella nuova riforma costituzionale e nella legge elettorale denominata italicum ?

A me sembra di si !
 
Infatti è proprio sull'eccesso di governabilità, a scapito della rappresentanza,  che  la Corte Costituzionale è chiamata a pronunciarsi  nei confronti dell'italicum .

Certo, il diritto di rappresentanza, in un libero e democratico parlamento, è importante, ma la rappresentanza non può soffocare il diritto all'innovazione della maggioranza anche se relativa .

Certo, lo strumento della governabilità può essere utilizzato per la conservazione e lo sfruttamento, ma dovranno essere i cittadini, con il voto democratico, a decidere se innovare o conservare, senza dover ricorrere alla rivoluzione e alla croce !            

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