La Comunità che permette a Dio di prendersi cura di noi ! - Appunti di Rosario Franza


 
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"Saranno persone libere nel regno dell’amore reciproco, liberi dalle necessità, poiché tutti gli sforzi verso la giustizia saranno più che soddisfatti all’interno dello stesso gruppo, in cui ciascuno sostiene l’altro e tutti sono ampiamente sostenuti da Dio (Juan Mateos)".

Come si fa a rendere concreta la proposta di Gesù di Nazareth ? ... a non lasciarla naufragare tra le tante utopie consolatorie che ci vengono proposte per dare un significato alla nostra vita ?  A non considerare utopia la stessa prima beatitudine ? Perché è proprio "la prima beatitudine" la proposta concreta del Nazzareno ... Eppure nei secoli essa è stata resa un ideale da raggiungere ... dopo .  Una meta escatologica .

Lo stesso Carlo Maria Martini affermava che "l'importante è lasciarsi interrogare, perché il Discorso della Montagna  ci è di stimolo a criticarci e a superarci . Dobbiamo cercare -secondo il grande biblista - di capire che cosa vuole Gesù da noi, stimolandoci con parole così chiare ed esigenti" !

Ho chiamato l’esegesi di padre Alberto Maggi OSM “Teologia delle Beatitudini” perché gravita attorno al “discorso della montagna” del vangelo secondo Matteo .  In modo particolare alla prima e all’ultima Beatitudine che hanno entrambe il verbo della promessa al presente, mentre per le altre sei la promessa è espressa con un verbo al futuro e ciò sta a significare che queste sei Beatitudini dipendono dalle altre due e che il “sermone del monte” è realizzabile oggi …

In verità la teologia di Alberto Maggi trova fondamento anche nell’esegesi del vangelo secondo Giovanni,  laddove fa riferimento al concetto fondamentale del  “Bene dell’Uomo” e al conflitto tra l’”Amore del Padre” e la legge di Dio  ed invita i suoi lettori a sbarazzarsi di ogni immagine o concezione di Dio che non trovi riscontro nella figura di Gesù, nella vita di Gesù, nel suo insegnamento e pone ad unico fondamento di giudizio il “Bene dell’Uomo” .

Juan Mateos S.J. così traduce la prima beatitudine:<<Beati quelli che scelgono di essere poveri , perché essi hanno Dio per re>> e scrive <<Il testo greco si presta a due interpretazioni: 1) poveri quanto allo spirito e 2) poveri per mezzo dello spirito . La prima, a sua volta, può avere significato peggiorativo ( chi ha poche qualità) oppure di quello di chi è interiormente staccato dal denaro, anche se ne possiede in abbondanza . Quest'ultimo significato è escluso ... dalla spiegazione data da Gesù stesso in Mt 6,19-24 e dalla condizione imposta al giovane ricco per seguire Gesù e così entrare nel regno di Dio (Mt 19,21-24) . Nella tradizione giudaica i termini "anawim/aniyim" designavano i poveri in senso sociologico, che ponevano la loro speranza in Dio non trovando appoggio né giustizia nella società . Gesù riprende questo significato e invita a scegliere la condizione di povero (opzione contro il denaro e il rango sociale, mettendosi nelle mani di Dio)>> .

Alberto Maggi a sua volta scrive :<<Ebbene Gesù assicura questo: se c’è un gruppo di persone che oggi, sceglie liberamente, volontariamente,  per amore,  di essere responsabile della felicità e del benessere degli altri, da quel momento succede qualcosa di straordinario, Dio si prende cura di loro; è un cambio meraviglioso. Se noi ci prendiamo cura degli altri, finalmente permettiamo a Dio di prendersi cura di noi>>.

Con il discorso del monte, Gesù non si rivolge a noi in quanto singoli individui, non ci invita ad una ascetica povertà individuale, ma si rivolge ad  una pluralità di persone (i poveri/di essi), si rivolge cioè alla comunità . E' nella comunità che occorre rinunciare alla ricchezza affinché, nella comunità, non vi siano più poveri ed è solamente nella comunità che si sperimenta Dio come Padre, che si prende cura di noi nel suo Regno, nella comunità diventata  “Regno di Dio”, oggi, su questa terra e non nell’aldilà . 

Ma che significa che "finalmente permettiamo a Dio di prendersi cura di noi, se noi ci prendiamo cura degli altri" ?

Dio è energia e per questo diciamo che è vita, ma è una forma di energia che contiene in sé il Principio Ordinatore altrimenti chiamato Logos, quando noi siamo portatori del Logos allora raggiungiamo la pienezza umana . Ma cosa devono fare gli uomini per essere portatori di Logos, per raggiungere cioè la pienezza umana ?

Scrive padre Juan Mateos S.J. :<<... Gesù ha rifiutato tutte le istituzioni di Israele: tempio, monarchia e sacerdozio. Ha proposto di creare una nuova società, in cui la gente potesse essere libera e felice (Mt 5,3-10). Per ottenere questo il popolo doveva volontariamente rinunciare a tre falsi valori: il denaro (la sete di ricchezza), la gloria (ambizione di riconoscimenti), il potere(desiderio di dominio). Invece di accumulare, condividere; al posto dell’ambizione, l’uguaglianza; al posto del dominio, la solidarietà e il servizio umile e volontario. Dove c’era rivalità, odio e violenza, non poteva esserci fratellanza, amore e vita>>.  

Il Regno di Dio, nella concezione di Juan Mateos ed Alberto Maggi, è la responsabilità che hanno tutti i seguaci di Gesù di realizzare una società di fratelli, veri fratelli, la cui fratellanza non dipende dai legami di sangue, ma dal prendersi cura dell’altro, dal “condividere” con l’altro. Non è un mercato : io ti do, se tu mi dai, ma è chiaro che nella società proposta dal Nazzareno nessuno potrà mai patire la fame e tutti godranno della creazione di Dio, ed è in questo senso e attraverso il Principio Ordinatore che guida l'evoluzione della creazione, che Dio si prende cura di noi . 

Scrive Juan Mateos:<< ... Gesù non ha proposto un’ideologia e per questa ragione non ha predicato il suo messaggio a tutti quanti. Alla gente parlava in parabole, per far sì che iniziassero a pensare. Ciò che voleva era formare un gruppo in cui questo ideale sarebbe stato vissuto. Finché non ci saranno queste comunità, non potrà esserci salvezza, l’obiettivo che Gesù ha proposto sarà annullato e la sua dottrina, come il suo esempio, diverranno soltanto una ideologia in più. Di sicuro, la violenza non è un modo per conformare queste comunità. Se è essenziale per il gruppo che le persone siano libere, devono ovviamente farvi parte per convinzione personale>> e con lui si può concludere :

<<... coloro che scelgono di essere poveri non saranno tra gli oppressi. Dio, che è il loro re, li libererà. Essi saranno persone libere nel regno dell’amore reciproco, liberi dalle necessità, poiché tutti gli sforzi verso la giustizia saranno più che soddisfatti all’interno dello stesso gruppo, in cui ciascuno sostiene l’altro e tutti sono ampiamente sostenuti da Dio. In questi cuori sinceri, dove non esiste rivalità, Dio si farà presente. Coloro che sperimenteranno la fratellanza saranno coloro che lavoreranno per la pace fra le genti, e questo lavoro di riconciliazione li renderà talmente simili a Dio che saranno chiamati figli (cioè suoi figli e figlie)>>. 


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