Cassare l'antropomorfismo di Dio - Rosario Franza


 
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"Occorrerà lasciare inviolabile e inviolato il mistero di "quell'Energia di fondo, insondabile e misteriosa, senza margini e infinita, che costituisce la più appropriata metafora di Dio o della presenza dello Spirito Creatore ". Ciò che invece costituisce l'impegno dell'uomo è l'accogliere nella propria esistenza l'ortoprassi di Gesù di Nazareth . Egli è l'uomo a cui noi dobbiamo cercare di assomigliare . Suo Padre non lo conosciamo !"

Più proseguo nelle mie riflessioni e nelle mie letture e più mi sembra anacronistico pensare a a un dio con caratteristiche antropomorfe, che prova sentimenti umani come l'amore, l'odio, la compassione . In realtà noi non sappiamo assolutamente nulla della divinità, supponiamo soltanto che sia alla base del creazionismo evolutivo della materia . Quel che sappiamo è che miliardi di anni fa esisteva nel vuoto quantico un'energia  fortemente compressa che poi è andata via via espandendosi fino a provocare un'esplosione, il big bang, che ha dato origine alla continua creazione, in un ordine sempre crescente secondo una ragion d'essere che chiamiamo Logos .

Penso che possano darsi solamente due soluzioni :

1 - L'energia presente nel vuoto quantico proviene da ciò che é sempre esistito;

2 - L'energia presente nel vuoto quantico è sempre esistita, essa e il Principio ordinatore che contiene, è ciò che è sempre esistito .

Personalmente propendo per la seconda soluzione, ove cioè si afferma che l'energia ed il suo Principio Ordinatore sono sempre esistiti, noi siamo parte di ciò che è sempre esistito, noi siamo in ciò che è  e ciò che è fa parte di noi, la creazione è stata partorita dalla divinità e possiede il DNA della divinità che è impersonale, lasciando libera la creazione di svilupparsi secondo il suo Principio Ordinatore e questo sviluppo, che avviene in modo caotico avrà, però, un ordine sempre crescente . Avverranno nella natura nuovi disastri, ma al disastro succederà un nuovo equilibrio ed un livello qualitativo della evoluzione sempre maggiore .

Leonardo Boff, mettendo l'accento sulla possibile distruzione della "madre terra", esprime l'opinione  che è possibile evitare tale dramma se si modificano i nostri comportamenti aprendoci alle "forze che hanno costruito l'universo e noi stessi, e che sono più potenti della capacità distruttiva dell'essere umano ... a quell'Energia di fondo, insondabile e misteriosa, senza margini e infinita, che costituisce la più appropriata metafora di Dio o della presenza dello Spirito Creatore."

L'ordine sempre crescente del creato, che osserviamo nell'universo, lo si può definire "Bene", senza esprimere un sentimento umano perché il "Bene"così descritto esiste già prima della bontà, che è sicuramente una possibile e necessaria scelta dell'uomo .

Là dove la trascendenza trova un barlume di luce è nella fede in Gesù di Nazareth  ed è solamente nell' ipotesi che la resurrezione del Nazzareno sia veramente avvenuta, che noi possiamo dire che "Dio è come Gesù", con tutte le conseguenze sul piano pratico che ciò comporta . E' l'ipotesi che, portando l'uomo alla maturità spirituale, gli suggerisce che Dio agisce sia come sapienza impersonale nella logica della natura, sia come sapienza personale nella dimensione dell'anima umana .

Solamente in questa ipotesi, penso, che fra Alberto Maggi possa scrivere:<<... l’uomo è generato dal Padre come figlio. Ma questa figliolanza non può essere imposta, è una proposta. Figli di Dio non si nasce, ma si diventa. So che nella espressione popolare comunemente si dice che siamo tutti figli di Dio. Non è vero. Figli di Dio non lo si è per nascita, ma per una scelta. E qual è questa scelta? L’accoglienza nell’esistenza di Gesù, la sua figura e il suo messaggio>>.

A differenza di Marco (Mc 15,34) che, prima della sua morte, fa gridare a Gesù :<<Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?>>, il vangelo apocrifo di Pietro racconta quel grido con l'espressione :<<Mia forza, mia forza, mi hai abbandonato !>>, descrivendo il momento in cui lo Spirito immortale che possedeva il mortale Gesù di Nazareth lo ha lasciato alla morte . E' il momento, io penso, in cui lo Spirito del Nazzareno si è ricongiunto alla primordiale Energia più Logos già presente nel vuoto quantico e che è all'origine della  creazione continua che tutt'ora viviamo . 

Occorrerà lasciare inviolabile e inviolato il mistero di "quell'Energia di fondo, insondabile e misteriosa, senza margini e infinita, che costituisce la più appropriata metafora di Dio o della presenza dello Spirito Creatore ". Ciò che invece dovrebbe costituire  il nostro l'impegno è l'accogliere nella propria esistenza l'ortoprassi di Gesù di Nazareth o di tutti gli altri uomini ispirati da Dio. Egli è l'uomo a cui noi dobbiamo cercare di assomigliare . Suo Padre non lo conosciamo !

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