Il Dio che non è nella Bibbia - Appunti di Rosario Franza

 
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"Forse è il caso di "cercare" le poche parole di Gesù ed i pochi versetti risalenti al Gesù storico presenti nei vangeli, perché questi potranno indicare la via e la verità della vita."

Sono stato invogliato da un amico incontrato su Facebook a leggere almeno un libro scritto da Mauro Biglino e così, incuriosito dal titolo, "La Bibbia non parla di Dio", ne ho acquistato uno la cui prima edizione risale al 2015 .

Mauro Biglino, che ha tradotto per decenni l'Antico Testamento per le edizioni San Paolo, si presenta come realizzatore di prodotti multimediali storico-culturali e didattici e introduce, nello studiare la Bibbia, il metodo  del "facciamo finta che", cioè facciamo finta che la sacra scrittura degli ebrei sia una raccolta di libri storici da tradurre letteralmente senza interpretazioni di allegorie e metafore.

Con questo metodo scopre che Yahweh è soltanto uno degli Elohim, il cui grande capo si chiama Elyon; individui mortali, provenienti dal Cosmo, molto evoluti sia per le conoscenze scientifiche che per le applicazioni tecnologiche .

Elyon suddivide la terra tra i diversi Elohim, tra cui anche Yahweh, ed impiantano sulla terra diversi laboratori, uno dei quali è l'ormai famoso giardino terrestre chiamato Eden . Gli Elohim avevano bisogno di manodopera e così, grazie alle loro conoscenze scientifiche, modificano il DNA dell'ominide  disponibile sulla terra "fabbricando" l'Adam e poi la sua compagna Eva .

Al di là del tono da favola utilizzato, occorre riconoscere che le ipotesi avanzate da Mauro Biglino nel tradurre la Bibbia hanno una loro coerenza linguistica ed una logica scientifica nel trovare l'anello mancante della teoria evoluzionistica . D'altra parte non è così illogico pensare a civiltà più evolute presenti nel Cosmo.

Detto questo, "facendo finta che" l'interpretazione linguistica e letterale della Bibbia di Biglino sia corretta, occorre domandarsi che cosa cambia dell'immagine di Dio cui siamo pervenuti in questo XXI secolo ?  Per chi crede che la metafora più vicina a ciò che si chiama Dio sia l'Energia primordiale più Logos presente nel vuoto quantico, che si è andata espandendo fino al Big Bang e alla cosmogenesi ancora in corso, non cambia assolutamente nulla .

Hanno fatto "esperienza" di ciò che ha il nome di Dio, uomini come Gesù di Nazareth e,  prima di lui, Siddhartha il Buddha . Dopo Gesù la stessa esperienza coinvolge San Francesco e il Mahatma Gandhi, donne come Teresa di Calcutta e Chiara d'Assisi . Uomini e donne che indicano la strada, l'etica ed il comportamento per incontrare ciò a cui si dà il nome di Dio e che sta alla base della cosmogenesi ancora incorso.

Forse è il caso di "cercare" le poche parole di Gesù ed i pochi versetti risalenti al Gesù storico presenti nei vangeli, perché questi potranno indicare la via e la verità della vita.

   
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