L’amore, oscuro oggetto di desiderio ! - Rosario Franza


 
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Alcuni mesi fa ho avuto un vivace dibattito con un “amico virtuale” a proposito di maternità surrogata e fecondazione eterologa . Egli sosteneva che la felicità degli uomini deve essere facilitata da norme che trovano attuazione in quasi tutti i paesi civili tranne che in Italia, viceversa io sostenevo e sostengo, che la felice realizzazione di ciascuno di noi deve trovare un limite nel rispetto degli altri esseri umani e che la maternità surrogata, che difficilmente può essere un atto di donazione, è in realtà lo sfruttamento dello stato di bisogno di un altro essere umano e manifestavo profondi dubbi sulla stessa fecondazione eterologa .

Le cronache di questi giorni sul mercimonio di ovociti sembrano confermare i miei dubbi, concludevo comunque la discussione affermando che, evidentemente, avevamo una diversa concezione dell’amore ed egli mi rispondeva con sprezzante intellettualismo :”lascio a te il primato dell’amore !” 

Ma che cosa si intende con “Amore” quando si parla di questi argomenti ? Sicuramente non il buonismo o sentimentalismo a buon mercato !

Non è che se entrano in casa i ladri si è propensi  a dire: “Cari, quanto vi amo …”  . Anzi si prova una profonda rabbia e quasi un desiderio di vendetta, che poi faticosamente si trasforma in desiderio di giustizia, immemori delle parole di Gesù che dice :“se uno ti toglie il mantello, tu lasciagli anche la tunica”.

L’Amore di cui qui si scrive è quello espresso da Gesù di Nazareth che prende forma nella prima Beatitudine del discorso del monte e che così fa esprimere p. Alberto Maggi OSM :  Ebbene Gesù assicura questo: se c’è un gruppo di persone che oggi, sceglie liberamente, volontariamente,  per amore,  di essere responsabile della felicità e del benessere degli altri, da quel momento succede qualcosa di straordinario, Dio si prende cura di loro; è un cambio meraviglioso. Se noi ci prendiamo cura degli altri, finalmente permettiamo a Dio di prendersi cura di noi.”

Ma se non vogliamo che Dio si prenda cura di noi, perché dovremmo prenderci cura  del prossimo ? … perché, pagando, non dovremmo utilizzare l’utero di un’altra donna per provare la felicità di un figlio ?

Per rispondere a questa domanda si deve, forse,  cercare di capire il nostro “essere” e d’altra parte Vito Mancuso così si esprime : “La mia tesi è che la relazione con il mondo sia costitutiva, originaria, essenziale per l’Io, il quale esiste in quanto frutto delle sue relazioni. Ovvero: Io = relazione” .

Ma chi lo dice che  la relazione è fonte di Bene ed Amore ? 

Risponde Mancuso :” E’ dalla stessa natura, infatti, che emerge come il modo più adeguato di vivere la nostra essenza relazionale sia quello a favore dei cosiddetti valori, ovvero di quegli stili di vita che incrementano l’armonia e l’ordine delle relazioni, e non il modo contrario del conflitto e del disordine .”

Insomma, traducendo con parole povere, noi tendiamo naturalmente al Bene e all’ordine relazionale, ma ciò non toglie che per ottenere l’Amore, come Bene comune nelle relazioni tra gli uomini, si fatica e si suda non poco … e ciò perché occorre opporsi al caos, al disordine e per essere soddisfatti di sé occorre dirigere i propri impulsi verso il Bene comune .

Alla fine per essere soddisfatti di noi, per provare la vera felicità, che ci dona serenità nella vita, occorre, come dice Alberto Maggi, ”scegliere liberamente, volontariamente,  per amore,  di essere responsabili della felicità e del benessere degli altri” .

Allora, per tornare all’argomento da cui si è partiti, vi sembra possibile che, sfruttando la stato di bisogno di una donna, si possa accettare la pratica dell’utero in affitto ?   o il mercimonio di ovociti ?

Per raggiungere la nostra felicità ed il nostro benessere, si deve essere responsabili della felicità e del benessere degli altri e non del loro sfruttamento; occorre avere la forza di chiamare le cose con il loro nome, in una grande ricerca di autenticità .    
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