Le beatitudini del diavolo ! - Riflessione Rosario Franza



 
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Ho pensato alle Beatitudini come ad una bellissima utopia irrealizzabile e d’altra parte anche Carlo Maria Maritini   si domandava se quello di Gesù fosse un discorso praticabile, considerando che la società umana è fondata sull’economia e l’economia suppone il desiderio di guadagno, mentre il discorso della montagna esorta a non accumulare tesori se non in cielo .

Si domandava il cardinale come fare a vivere in una società fondata sull’economia e concludeva :<<L’importante è lasciarsi interrogare, perché il Discorso ci è di stimolo a criticarci e a superarci. Dobbiamo cercare di capire che cosa vuole Gesù da noi, stimolandoci con parole così chiare ed esigenti !>>

La prima beatitudine del vangelo di Matteo così viene tradotta da P. Juan Mateos S.J. : “Beati quelli che scelgono di essere poveri, perché essi  hanno Dio per re”(Mt 5,3) e motiva tale traduzione affermando che nella tradizione giudaica i termini ‘anawim e ‘aniyim designano i poveri che soffrono per le ingiustizie della società o della comunità in genere .

Gesù, secondo il biblista,  non vuole intendere  i poveri di spirito o quanto allo spirito, ma le persone che soffrono la povertà e invitando a scegliere la condizione di povero, indica come obbiettivo l’eliminazione dello stato di bisogno .  Solamente chi sceglie di essere povero, rinunciando ad accumulare denaro e potere , condividendo i propri beni con i fratelli, esclude dalla propria vita ogni possibilità di ingiustizia ed accede al regno di Dio  nella pienezza umana, lambendo la condizione divina  .

Fra Alberto Maggi  non è da meno ed afferma lapidario:<<Quanti accumulano ricchezze, quanti speculano, quanti agiscono in base alla loro convenienza non credono in Dio, ma confidano nel suo rivale, mammona>> .

Insomma la Teologia delle Beatitudini ci invita a raggiungere la pienezza umana attraverso la pratica, nella  realtà che viviamo, di quanto affermato da Gesù nelle Beatitudini, dobbiamo condividere con generosità i nostri beni con i fratelli che ne hanno bisogno . Solamente così possiamo eliminare l’ingiustizia  della comunità, nella libertà, rispettando la dignità di ciascuno . Tutti un  pò più poveri, perché non esista più la povertà .

Nel sito del  “CENTRO STUDI BIBLICI “G. VANNUCCI” Alberto Maggi e Ricardo Pérez Màrquez a proposito di Fede ed Economia scrivono : <<Criticando con tanta severità la comunità di Gerusalemme, centrata nella comunione dei beni attraverso la capitalizzazione comunitaria degli stessi, l’evangelista pone in evidenza qual è l’atteggiamento conforme al messaggio di Gesù: la comunicazione libera e responsabile dei propri beni, senza necessità di amministratori o di controlli interni o d’imposizioni (tasse e decime), senza preoccuparsi delle proprie necessità ma di quelle degli altri. La dipendenza economica mantiene le persone in uno stato infantile, la responsabile gestione dei propri beni è segno di maturità e dell’età adulta. Mentre la persona infantile è centrata sui propri bisogni, la caratteristica della persona adulta e matura è di occuparsi degli altri. Laddove c’è libertà c’è lo Spirito (2 Cor 3,17) che spinge gli uomini a liberarsi dall’egoismo e dal pensare alle proprie necessità per aprirsi ai bisogni e alle necessità degli altri, in sintonia con la generosità della creazione.>>

Ritornano i concetti della Teologia delle Beatitudini, ma rimane la domanda :  il discorso di Gesù è veramente praticabile e se lo è, dove sono  gli esempi di questa pratica ? Ovviamente senza dover ricorrere alla antica comunità di Antiochia  !

In Italia il 12,9% della popolazione vive con meno di 520,00 euro al mese . In Italia, cioè, quasi ottomilioni di persone sono poveri, sono gli ‘anawim e ‘aniyim che soffrono per le ingiustizie della società .

La Teologia delle Beatitudini ci indica come soluzione l’applicazione, nella nostra vita, della prima Beatitudine : scegliere la povertà perché  non ci siano più poveri .

Appena sotto questa indicazione c’è la necessità della Solidarietà . Ma cos’è la Solidarietà sociale ?  

Il termine indica un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di un aiuto.

Ma nella nostra vita concreta cosa cos’è contro la Solidarietà ?

Ecco un parziale elenco di comportamenti contro la Solidarietà :

1 – non pagare le tasse;

2 – corrompere ed essere corrotti;

3 – esercitare violenza e sopraffazione .

Sono atti contro quella “solidarietà sociale” che si definisce in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, sottostipendiati, pensionati etc.) o di altro genere (malati, invalidi, stranieri immigrati etc.).

Queste le definizioni … ,ma quante volte abbiamo evaso l’IVA ?… e quante volte chi doveva gestire il bene pubblico, è stato corrotto ?      Siamo noi a non aiutare i poveri con i nostri comportamenti elusivi, evasivi, violenti e illegali e questi comportamenti sono abbastanza diffusi .  E allora ?

Dove sono le piccole comunità, immaginate da Juan Mateos,  che vivono  secondo gli insegnamenti del “monte” ?

Forse dovremmo immaginare il Regno di Dio in una prospettiva  escatologica, invece di pensare che è possibile realizzarlo già in questa vita, in questa terra insanguinata dal sangue dei migranti, dalla fame e dalla guerra, divisa dai muri e dal filo spinato .

Si lo so, in una prospettiva escatologica, posso continuare ad evadere, corrompere, sopraffare, rubare, togliere, dividere, … tanto poi Dio Padre, come ha fatto con il figliol prodigo, mi perdonerà ed accoglierà tra le sue braccia .  Il figliol  prodigo era ritornato dal padre per convenienza, per calcolo, per fame e non per amore o pentimento, eppure un amore grandissimo, incommensurabile, lo ha accolto .

Ma Gesù come intendeva il Regno di Dio ?

John P. Meier, nel 2° volume di “Un ebreo marginale – Ripensare il Gesù storico, confrontando Gesù con Giovanni Battista e gli altri profeti scrive:

<<Gesù dimostrò di essere un personaggio più complesso ed enigmatico, perché il Regno da lui proclamato come futuro era il Regno che egli annunciava come realtà presente nel suo ministero pubblico (Lc 17,21):”Il Regno di Dio è in mezzo a voi”.

In un certo senso questo era vero per quanto concerneva la predicazione e l’insegnamento potenti di Gesù, in particolare le sue parabole enigmatiche, che mettevano gli uditori  a confronto con il Regno di Dio, con un messaggio che era una provocazione al loro modo attuale di pensare e di vivere e allo stesso tempo una minaccia per esso  . Sentire queste parabole del Regno voleva dire per sé fare esperienza dell’avvento del Regno nella propria esistenza>>

Lo stesso giudizio lo possiamo ripetere per la predicazione di padre Alberto Maggi OSM . Leggere e sentire le sue parole significa fare “esperienza del Regno di Dio”  nella propria esistenza .

Poi, però,  questa “esperienza del Regno di Dio” bisogna  metterla in pratica ed è nella pratica concreta che ci viene in aiuto  Carlo Maria Martini pregando così :

”Soltanto tu o Gesù puoi attirare il nostro cuore così che lo mettiamo davvero in cielo con te . Esso è pesante, diffidente, avaro, desideroso di possedere sicurezze. Liberalo da queste avarizie, rendilo puro e semplice come il tuo.”


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