Atei ed "il Dio che non è Dio"  - Rosario Franza


 
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"Noi siamo una infinitesima parte dell'universo e non è escluso che la "vita" si manifesti in altre forme, in altre galassie; ciò che possiamo affermare, nella fede, è che nel nostro pianeta terra il "Principio Ordinatore", il Logos, si manifesta in uomini come Gesù di Nazareth, in loro si incarna e loro raggiungono la pienezza umana."


Capita di incontrare, frequentare e provare amicizia nei confronti di persone che si professano atei, di loro, Gilberto Squizzato nel suo libro "Il miracolo superfluo", ne dà una definizione di persone umili che non vogliono attribuirsi "troppo valore nel grande gioco dell'esistenza" e aggiunge :<<Proprio da questa umiltà nasce spesso, negli atei e negli agnostici più generosi, il senso di un dovere più alto: quello di usare la propria esistenza per migliorare il mondo al servizio dei loro simili afflitti dai mali e dai dolori elargiti dal caso e dalla necessità>>, quasi come un dovere di risarcimento nei confronti di chi ha avuto meno .

D'altra parte lo stesso Squizzato si dichiara subito credente ed interpreta l'esistenza come "il dono di un "Mistero buono e generoso" che, pur in presenza di tanto dolore innocente, ci ha resi capaci di tanto stupore, ammirazione e riconoscenza . 

Egli, nell'altro suo bellissimo libro "Il Dio che non è <Dio>", tenta di liberare la "Trascendenza" dalle incrostazioni antropomorfe dovute ai tentativi di definire la divinità, ma la immagina come il "Mistero" che crea l'universo, assume cioè come propria la visione biblica della creazione  presente nella Genesi  .   

In realtà quel che sappiamo e mi sembra che ciò venga affermato anche da Squizzato, è che miliardi di anni fa esisteva nel vuoto quantico un'energia  fortemente compressa che poi è andata via via espandendosi fino a provocare un'esplosione, il big bang, che ha dato origine alla continua creazione, in un ordine sempre crescente secondo una ragion d'essere che chiamiamo Logos .

Penso che ai "credenti" si presentino solamente due opzioni :

1 - L'energia presente nel vuoto quantico proviene da ciò che é sempre esistito, il "Mistero buono e generoso" di Squizzato;

2 - L'energia presente nel vuoto quantico è sempre esistita, essa e il Principio ordinatore che contiene, è ciò che è sempre esistito .

Diversamente da Squizzato, propendo ancora per la seconda soluzione, ove cioè si afferma che l'energia ed il suo Principio Ordinatore sono sempre esistiti ; noi siamo parte di ciò che è sempre esistito, noi siamo in ciò che è  e ciò che è fa parte di noi .

La creazione è stata partorita dalla divinità e possiede il DNA della divinità che la lascia libera di svilupparsi ed evolversi  secondo il suo Principio Ordinatore, il Logos, e questo sviluppo, che avviene in modo caotico, ha ed  avrà un ordine sempre crescente . Avverranno nella natura nuovi disastri, ma al disastro succederà un nuovo equilibrio ed un livello qualitativo della evoluzione sempre maggiore .

Ovviamente noi siamo una infinitesima parte dell'universo e non è escluso che la "vita" si manifesti in altre forme, in altre galassie; ciò che possiamo affermare, nella fede, è che nel nostro pianeta terra il "Principio Ordinatore", il Logos, si manifesta in uomini come Gesù di Nazareth, in loro si incarna e loro raggiungono la pienezza umana .

Ecco perché, come afferma lo stesso Squizzato, <<Gesù di Nazareth compie un azzardo strepitoso ed inaudito: non accontentandosi di dire "grazie" a questo Dio, egli osa chiamarlo con un nome di tenerezza, "il mio caro papà", "il mio babbo": il Mistero dell'origine diventa così il "Padre nostro" al quale egli si rivolge nell'unica preghiera che abbia insegnato ai suoi discepoli>>.  

La preghiera che è il compendio della buona notizia per la felicità degli uomini, il Regno di Dio .

La trascendenza trova un barlume di luce nella fede in Gesù di Nazareth  ed è solamente nell'ipotesi che la resurrezione del Nazzareno sia veramente avvenuta, che noi possiamo dire che "Dio è come Gesù", con tutte le conseguenze sul piano pratico che ciò comporta . E' l'ipotesi che, portando l'uomo alla maturità spirituale, gli suggerisce che Dio agisce sia come sapienza impersonale nella logica della natura, sia come sapienza personale nella dimensione dell'anima umana .

Alla fine, ciò che veramente importa nella nostra vita, da atei o credenti,  sono le parole di Alberto Maggi che così si esprime :<<Figli di Dio non si nasce, ma si diventa. So che nella espressione popolare comunemente si dice che siamo tutti figli di Dio. Non è vero. Figli di Dio non lo si è per nascita, ma per una scelta. E qual è questa scelta? L’accoglienza nell’esistenza di Gesù, la sua figura e il suo messaggio>>.

A differenza di Marco (Mc 15,34) che, prima della sua morte, fa gridare a Gesù :<<Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?>>, il vangelo apocrifo di Pietro racconta quel grido con l'espressione :<<Mia forza, mia forza, mi hai abbandonato !>>, descrivendo il momento in cui lo Spirito immortale che possedeva il mortale Gesù di Nazareth lo ha lasciato alla morte . E' il momento, io penso, in cui lo Spirito del Nazzareno si è ricongiunto alla primordiale Energia più Logos già presente nel vuoto quantico e che è all'origine della  creazione continua che tutt'ora viviamo . 


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