Duemila anni di sporchi traffici uccidono Gesù ! - Appunti di Rosario Franza

 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui


"Insomma, ora come allora, sono i "soldi", di cui i "cardinali"non possono fare a meno, ad uccidere Gesù di Nazareth . Sembra che duemila anni, a guardare i traffici della curia romana, siano passati inutilmente !"

La notte prima di pasqua, dopo aver cenato con i suoi discepoli e le sue discepole, Gesù di Nazareth viene arrestato nel Getsémani . I discepoli fuggono e probabilmente il Nazzareno non tenta la fuga per consentire ai suoi, con la sua cattura, di scappare . Non vi è quindi nessun testimone del periodo che va dall'arresto  alla crocefissione . I vangeli mutuano la passione del Cristo soprattutto da due brani delle scritture ebraiche e cioè il salmo 22 ed Isaia 53  .

Il più antico documento sulla morte di Gesù, scritto venticinque anni dopo, è la prima lettera ai Corinzi di Paolo che al cap. 15 dedica i versetti 3-4 alla crocefissione :<<[3]Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, [4]fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture>>. Questo è tutto ciò che Paolo sembra conoscere a conferma come scrive John S. Spong che "la storia della passione è, piuttosto, un ritratto interpretativo altamente stilizzato per portare i lettori o gli ascoltatori alla compressione di chi fosse Gesù (...) essa fu realizzata per identificare Gesù con immagini messianiche familiari ai lettori delle Scritture ebraiche".  Una liturgia mascherata da storia. Ma perché il Nazzareno fu ucciso ?

Il motivo per cui Ponzio Pilato ha condannato a morte Gesù è fuori dubbio . Egli meritava di morire perché contestava di fatto il potere romano nella terra d'Israele . Lo dimostra lo stesso ingresso nella città santa, in groppa ad un asino,  circondato dai suoi discepoli e dalla folla che lo osannava re (Mc 11,1-10; Gv 12,12-19) . La stessa predicazione del regno di Dio, già presente attraverso la sua attività di taumaturgo, presupponeva che egli si riservasse il ruolo di re, rappresentante in terra del potere divino . 

Più complessa è invece la determinazione delle cause che hanno spinto Caifa, rappresentate del potere giudaico, ad arrestarlo accusandolo di fronte a Pilato . Come non bisogna prendere in considerazione la confessione di Gesù proclamatosi Messia, figlio di Dio e figlio dell'Uomo, perché frutto di una rilettura cristiana dei fatti, così non si può essere d'accordo con l'affermazione di Paolo, "Cristo morì per i nostri peccati". Essa presuppone una visione di un Dio che esige una vittima sacrificale per il perdono delle colpe. Tutta la vita di Gesù di Nazareth sta invece a testimoniare l'immagine di un Dio immensamente buono e misericordioso, che perdona non per i meriti, ma secondo il bisogno di ciascuno . Lapidario in tal senso è Alberto Maggi:<<Il delitto per il quale Gesù sarà eliminato è l’aver presentato un Dio completamente diverso da quello imposto dai capi religiosi, un Padre che ai suoi figlioli non chiede, mai, ma che dona, sempre>>.

Cancellata come causa della pena "i nostri peccati" che ha prodotto in noi profondi sensi di colpa, si va, come scrive Giuseppe Barbaglio, da dall'individuazione di una sola causa ad un complesso di cause .  Si è indicata da parte di alcuni, come causa di morte, la critica di Gesù alla legge mosaica, ma questa contestazione seppure radicale non avrebbe determinato la sua condanna . Scrive infatti Josè Antonio Pagola :<<Questo tipo di questioni era stato motivo di conflitto e discussione fra Gesù e alcuni settori farisei, ma nessun gruppo giudaico assumeva misure punitive contro membri di altri gruppi perché difendevano posizioni diverse dalle loro>>.

In realtà l'accusa dei sacerdoti di blasfemia e di violazione della Torah è solamente una concausa  della morte del Nazzareno, ma soprattutto è la foglia di fico che nasconde il vero motivo della sua morte che risiede negli interessi economici della classe sacerdotale, la cui ricchezza si basa sull'immagine distorta di un dio vendicativo che esige sacrifici nel tempio per il perdono dei peccati . Attraverso lo sfruttamento del popolo ottengono fiumi di denaro . Tutto l'incontrario di ciò che con la sua vita ha testimoniato Gesù di Nazareth !

Ancora una volta lucido e lapidario è in tal senso Alberto Maggi quando scrive:<<Gesù è stato assassinato per gli interessi della casta sacerdotale al potere, terrorizzata dall’idea di perdere il dominio sul popolo, e soprattutto di vedere svanire la ricchezza accumulata a spese della credulità delle persone. La morte di Gesù non è dovuta soltanto a un problema teologico, ma economico. Il Cristo non era un pericolo per la teologia (nell’ebraismo erano molte le correnti spirituali che competevano tra esse ma che erano tollerate dalle autorità), ma per l’economia>> e ancora <<Perdonate e sarete perdonati” (Lc 6,37) è infatti lo sconvolgente annuncio di Gesù: appena due parole che però rischiano di destabilizzare tutta l’economia di Gerusalemme. Per ottenere il perdono da Dio non c’è più bisogno di andare al tempio, di portare delle offerte, di sottostare a riti di purificazione, nulla di tutto questo. No, basta perdonare e si viene immediatamente perdonati (…) Gesù non è morto per i nostri peccati e tantomeno perché questa fosse la volontà di Dio, ma per l’avidità dell’istituzione religiosa, capace di eliminare chiunque intralci i suoi interessi, fosse pure il Figlio di Dio: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità” (Mt 21,38)>> .

Insomma, ora come allora, sono i "soldi", di cui i "cardinali"non possono fare a meno, ad uccidere Gesù di Nazareth . Sembra che duemila anni, a guardare i traffici della curia romana, siano passati inutilmente !  Signore ! ... dov'è il tuo Regno ? Regno di pace, di amore, di fratellanza, di condivisione, di accoglienza, di solidarietà ?             


 
Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo : http://www.solidando.net/newsletter.htm
<



   
[ La Buona Parola ] [ Argomentando ] [ BibliotecAmica ] [ Home Page ]