Migranti: al tribalismo non si può opporre l'ostracismo ! - Rosario Franza


 
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L'alternativa non può essere che l'accoglienza praticata da ciascuno di noi, la protesta civile nei confronti di atteggiamenti e pratiche disumane, che oltre a rappresentare una crudeltà gratuita, sono poco "convenienti" per la nostra comunità nazionale, diversamente si commetterebbe lo stesso errore di chi vuol alzare i muri e chiudere i porti !  

All'inizio del processo evolutivo gli uomini si differenziarono dagli altri animali perché presero coscienza di sé, capirono che la vita non era senza limiti e che la morte inesorabilmente avrebbe posto fine alla loro esistenza . Sfuggirono all'angoscia e all'isteria provocata dalla loro e nostra limitatezza pensando ad un Dio che li proteggeva e che alla fine li avrebbe accolti. Per una questione di sopravvivenza si riunirono in tribù .

John S. Spong nel suo libro "Gesù per i non-religiosi" così scrive:<<Gli esseri umani sono per definizione un popolo tribale. All'alba dell'autocoscienza, il tribalismo era la strada della sopravvivenza . Abbiamo accolto questa opportunità e definito al suo interno la nostra umanità . Il Dio teistico è diventato il Dio della tribù>> e ancora:<<Le religioni del nostro mondo, incluso il cristianesimo, sorgono, molto più di quanto consapevolmente ammettiamo ,  dal nostro pensiero tribale e lo sostengono . Sono tutte una profonda espressione della mentalità tribale che venera un protettore teistico della tribù>>.

Queste semplici osservazioni permettono di capire perché, di fronte ai flussi migratori del ventunesimo secolo, lo slogan "prima noi" o "prima gli italiani", prima cioè la tribù degli italiani, abbia fatto tanta presa tra "il popolo sovrano" che ha portato al potere l'attuale compagine governativa. Ma, osserva il vescovo Spong, la storia ci dice che più affondiamo negli atteggiamenti tribali più crescono odio e pregiudizio e più si abbassa il nostro livello di umanità .

Nel ventesimo secolo questa mentalità, questo odio tribale, ha determinato due guerre mondiali con milioni di morti e l'abominevole evento di milioni di esseri umani bruciati nei forni crematori . Duemila anni prima "gli ebrei dividevano il mondo tra i membri della loro piccola nazione, che erano <<noi>> ed i pagani, che erano<<loro>>". Questo "noi" e questo "loro" ritornano sempre nella storia, portando odio, morte e distruzione . 

Eppure ancora duemila anni prima, Gesù di Nazareth, aveva letteralmente frantumato il tribalismo, tanto che Paolo, scrivendo agli inizi degli anni 50, affermava che in Cristo "non c'è giudeo né greco, né ebreo né pagano"(Gal 3,28) .

Un'affermazione stupefacente se si pensa che la società giudaica era divisa tra puri ed impuri, tra popolo eletto e pagani, la cui frequentazione era causa di impurità e ancora divisa tra ricchi e poveri, tra uomini e donne, sottomesse al maschio di turno, padre o marito che fosse e considerate buone solo per dare all'uomo la sua discendenza .  Tanto che José Antonio Pagola nel suo libro "Gesù - Un approccio storico" può scrivere:<<Sedendosi a mangiare con chiunque, Gesù sorprende tutti; la sua tavola è aperta a tutti: nessuno deve sentirsi escluso (...) persino i peccatori che vivono dimentichi dell'Alleanza. Gesù non esclude nessuno; nel regno di Dio tutto deve essere diverso: la misericordia sostituisce la santità (...) il regno di Dio è una tavola aperta dove possono sedersi a mangiare perfino i peccatori>>.

Duemila anni orsono il Nazzareno aveva raggiunto la pienezza umana ed indicava il regno di Dio come una società aperta, trasformata dalla realizzazione pratica di parole come accoglienza, solidarietà, condivisione, fraternità,tanto che il vescovo Spong poteva scrivere:<<Dio era visto nella vita di Gesù come una forza che si poteva offrire ad altri, anche ad altri diversi, senza nascondersi dietro la paura di odi tribali. (...) tutto ciò che pone limiti alla nostra umanità e ci tiene incatenati ad una società primitiva di sopravvivenza non può sopravvivere all'interno dell'esperienza di Gesù >>. 

Di fronte al fenomeno dei flussi migratori l'indicazione evangelica è chiara: sono le parole accoglienza, solidarietà, condivisione,fraternità, che devono guidarci ! Eppure  più del 50%,la maggioranza del "popolo sovrano", ha votato partiti politici che in campagna elettorale hanno affermato lo slogan  "prima gli italiani" e conseguentemente il ministro degli interni, Matteo Salvini, ha chiuso porti e frontiere  . Questa è la dimostrazione pratica che, ancora nel ventunesimo secolo, la mentalità tribale è profondamente radicata nel popolo italiano, ma la risposta non è e non può essere l'ostracismo, la divisione, il settarismo, l'invettiva nei confronti di chi la pensa come la "Lega" di  Matteo Salvini, che nei sondaggi è data,oggi, al 36%,  dal 17% raccolto nelle ultime elezioni politiche .

L'alternativa non può essere che l'accoglienza nella fraternità praticata da ciascuno di noi e  la protesta civile nei confronti di atteggiamenti e pratiche disumane, che oltre a rappresentare una crudeltà gratuita, sono poco "convenienti" per la nostra comunità nazionale, diversamente si commetterebbe lo stesso errore di chi vuol alzare muri e chiudere  porti !     
    
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