Chi si prende cura degli ultimi ?
- Rosario Franza

 
Testi, conferenze, interviste  di :

  Alberto Maggi

- Clicca Qui

Carlo Maria Martini

- Clicca Qui

- Clicca Qui

Josè Maria Castillo

- Clicca Qui

Vito Mancuso 

- Clicca Qui

Enzo Bianchi

- Clicca Qui

Ortensio da Spinetoli

- Clicca Qui

Altri Autori e Testi completi in diversi formati

- Clicca Qui

Appunti di Rosario Franza

- Clicca Qui

Home Page

- Clicca Qui


A fronte di una assurda campagna elettorale fatta di insulti ed odio avevo deciso che la migliore risposta fosse il silenzio, accompagnato dalla partecipazione al voto . Due fatti, però, mi spingono ad intervenire nel dibattito politico . La violenza fascista e l'affermazione di alcuni politici e commentatori che dichiarano morte e sepolte categorie politiche come destra, sinistra e centro .

La violenza in politica è veramente insopportabile; ognuno ha le proprie idee e ogni idea espressa ha diritto di cittadinanza . Nessuno può obbligarmi ad ascoltarla, né la si può imporre con la forza . Questo principio vale, in democrazia, per tutti, sia per i fascisti che uccidono, sia per gli estremisti rossi che sparano e lanciano bottiglie molotov; queste persone sono solamente dei criminali ! Quarant'anni fa, in un attivo sindacale, dissi che non c'erano "compagni che sbagliano", ma solamente delinquenti che andavano isolati e denunciati . Era il tempo delle brigate rosse e non ho cambiato opinione .

Le categorie politiche di destra, sinistra e centro, invece, sono ancora valide, anche se, alla luce della globalizzazione, vanno ridefinite .

Brevemente per la destra, che sempre ha come base sociale di riferimento coloro che vivono nell'agiatezza e nella ricchezza, il 20% del mondo che possiede 80% delle risorse, causa di povertà anche nelle società occidentali a capitalismo maturo .

Certo, per allargare il consenso, ci sono anche le foglie di fico e cioè la cosiddetta destra sociale, propugnatrice degli ammortizzatori che attutiscono l'effetto delle politiche di accumulazione sempre più spinte . Nella campagna elettorale ultima scorsa, la proposta che ha caratterizzato questa destra è la tassa piatta, che conserva carattere di una certa progressività, ma determina i maggiori guadagni per coloro che hanno un reddito alto ed altissimo e non è detto che tale guadagni si trasformino in investimenti utili ad incrementare il lavoro, anzi è possibile che si sviluppi accumulazione di capitale con incremento di povertà .

La sinistra, invece, va ridefinita soprattutto sulla base sociale di riferimento, sempre di meno classe operaia e sempre di più cocopro, lavoratori dipendenti a partita IVA, disoccupati e soprattutto poveri, espulsi da processo produttivo a causa della globalizzazione del mercato del lavoro e del mercato finanziario . In Italia i poveri sono circa 10,5 milioni di persone, il 14% dei poveri in Europa che sono 75 milioni di persone . Un fenomeno di massa sempre più diffuso che ha permesso un'accumulazione di ingenti profitti e di enormi ricchezze con forti diseguaglianze sociali . Una sinistra degna di tale nome deve avere questa base sociale di riferimento .

I più poveri di cui prendersi cura e da rappresentare cambieranno al cambiare dei processi produttivi, ma sempre la sinistra ha dato vita a  forme di tutela per lenire la sofferenza umana .

Le Società Operaie di Mutuo Soccorso,  furono associazioni, nate in Italia intorno alla seconda metà dell'XIX secolo, per sopperire alle carenze dello stato sociale ed aiutare i lavoratori a difendersi da eventi dannosi come gli incidenti sul lavoro, la malattia o la perdita del posto di lavoro.

Mi chiedo perché il reddito di cittadinanza o come lo si voglia chiamare, reddito di inclusione, debba essere considerato con disprezzo una misura di carattere assistenziale, soprattutto se accompagnato da una robusta riforma dei centri dell'impiego che offrano riqualificazione ed offerte di lavoro non rifiutabili e lavoro socialmente utile rapportato al reddito percepito.

Insomma, la sinistra, ontologicamente, si deve occupare degli ultimi che sono pure la base sociale di riferimento della teologia della liberazione e dei seguaci di Gesù di Nazareth e non per chiedere elemosina, a cui pensa la destra sociale, ma per reclamare diritti e dignità !

Infine il centro che è sicuramente una categoria politica legata al reddito posseduto, cittadini che non sono poveri, ma neanche ricchi e che vorrebbero migliorare la propria posizione economica e sociale grazie ad una maggiore giustizia sociale, coloro che guardano a sinistra, oppure  attraverso un maggiore liberalismo, coloro che guardano a destra .

E allora la domanda è: "Qual'è la base sociale di riferimento del PD ? ... e ancora : esiste una rappresentanza politica della sinistra ?"

Devo essere sincero, ho votato PD perché ritenevo e ritengo che sia il male minore . In fin dei conti è il partito del reddito di inclusione finanziato con un miliardo e seicento milioni di euro, una misura ancora insufficiente a risolvere il problema della povertà, ma sicuramente meglio del niente . E' il partito che ha dato ottanta euro al mese in più a quei cittadini che guadagnano meno di 1500 euro lordi mensili, sperando che la domanda interna aumentasse, è il partito dei diritti civili ... e allora perché non votarlo ? 

Penso che nella testa degli ultimi, un pò più del niente ... sia ancora niente ... Per questi cittadini, sapere che il PIL, in tre anni, è passato dal - 2% al + 1,5%, non significa proprio nulla, perché il PIL non si mangia e non paga le bollette della luce e del gas; sapere, invece, che avranno un reddito di cittadinanza di 850 euro al mese, solamente perché sono cittadini e disoccupati, è una speranza di vita !

Il PD deve ritornare a quello che ontologicamente è : una alleanza di centro-sinistra; il centro che guarda a sinistra e la sinistra, un'alleanza che si prende cura degli ultimi . Diversamente sarà condannato all'estinzione marginale e gli ultimi avranno perso un'altra occasione di riscatto .               

Nota:
Se vuoi essere informato sulle pubblicazioni di solidando.net  puoi iscriverti gratuitamente  alla newsletter del sito al seguente indirizzo : http://www.solidando.net/newsletter.htm
<



   
[ La Buona Parola ] [ Argomentando ] [ BibliotecAmica ] [ Home Page ]