Il caldo di luglio ed il lato oscuro delle Beatitudini - Rosario Franza


 
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"Ma è questa la Comunità a cui fa riferimento Gesù di Nazareth nelle Beatitudini ? Penso proprio di no ! Questa è la pseudo comunità auto referenziale dei cantori domenicali, delle feste organizzate a chiusura degli oratori estivi ..."

Il rito ambrosiano in questa domenica di metà luglio ci propone il brano di Luca 6,20-31 :

Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio...
»

Finita la lettura del brano, il piccolo prete iracheno della parrocchia che frequento inizia la sua omelia :

"I poveri non sono quelli che non hanno soldi, ma coloro che si rendono conto che hanno "bisogno" di entrare in relazione con gli altri e così i ricchi sono quelli che pensano di essere auto sufficienti e di poter fare tutto da soli ..."

Fa caldo, la mia testa inizia a scuotersi ... da sola, i pensieri corrono incontrollati e mi ritrovo a domandare a me stesso:<< ... ma cosa vuoi dire ? Oh Gesù, cosa dice ...?>> .

Vorrei non essere lì, vorrei essere lontano mille miglia ... Ma non lo sai fratello iracheno che Gesù si rivolge alla Comunità ?  Come scrive fra Alberto Maggi, "la beatitudine non è un invito a un'ascetica povertà individuale, ma comunitaria, per trasformare radicalmente la società e permettere così l'avvento del Regno di Dio . Gesù invita i suoi discepoli a farsi volontariamente tutti poveri perché nessuno più sia povero."

La teologia delle Beatitudini  ha formato diversamente la mia mente e così ogni volta che sento un'omelia di un prete che non la conosce, mi sento come un pesce fuor d'acqua, boccheggio..., ma forse ha ragione il prete della mia parrocchia, sono davvero le relazioni diverse da quelle attuali che permettono il Regno di Dio .  

Narra una leggenda orientale che un veggente cominciò a dire :<< Ho visto uno scenario meraviglioso. C'erano persone sedute attorno a una montagna di riso fumigante . Erano tutte affamate . Ma - cosa meravigliosa ! - ciascuno prendeva il riso e lo portava alla bocca dell'altro . Si servivano gli uni gli altri con immensa cordialità . Uniti e solidali. Si sfamavano tutti a vicenda. Si sentivano come fratelli e sorelle nella grande mensa del Tao. >>   .

Ecco descritte relazioni diverse da quelle attuali, ma io non le vedo queste relazioni diverse  e allora tu, prete, cosa intendevi dire ?

Ho cercato di capire cos'è, nella pratica, la carità nella parrocchia che frequento . La distribuzione dei vestiti?  Soppressa, perché andavano a finire nelle mani degli "zingari" che lasciavano il tutto nelle strade del comune senza riguardo alla decenza . La distribuzione degli alimenti ? Si limita alla borsa spesa mensile del valore di trenta euro !

Ma è questa la Comunità a cui fa riferimento Gesù di Nazareth nelle Beatitudini ? Penso proprio di no ! Questa è la pseudo comunità auto referenziale dei cantori domenicali, delle feste organizzate a chiusura degli oratori estivi e dell'informale presenza alla messa domenicale dove ognuno, dal suo recinto, porge la mano a chi gli sta accanto per augurare "pace", salvo poi insultarsi per un posteggio mal fatto ed invasivo !

Forse ha ragione Enzo Bianchi ad affermare:<<Ogni domenica nella nostra terra d’Italia più di dieci milioni di uomini e donne che credono, o dicono di credere, in Gesù Cristo si radunano nelle chiese per ascoltare la parola di Dio e diventare eucaristicamente un solo corpo in Cristo. Eppure constatiamo che a questa partecipazione alla liturgia non consegue un mutamento: non accade qualcosa che manifesti il regno di Dio veniente>> e conseguentemente, Enzo Bianchi, si domanda:<< Perché succede questo? La parola di Dio è inefficace? Chi la predica, predica in realtà parole sue? E chi ascolta, ascolta veramente e accoglie la parola di Dio? E chi l’accoglie, è poi conseguente, fino a realizzarla nella propria vita? >>.

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