L'ira di Gesù non è mai settarismo ! - Rosario Franza

 
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"Ciò che i cristiani, cretini e non,  non possono permettersi è la setta e il conseguente ostracismo di coloro che non la pensano e non vivono come il Cristo, devono, invece, essere sdegnati dalla mancanza di  Amore per l’uomo, la sua liberazione e la sua dignità ."

L’ira, comunemente intesa,  è una passione  negativa, ci fa perdere il controllo, non si riescono a trattenere i sentimenti, le reazioni, l’emotività e le parole diventano pesanti e pungenti e tutto si manifesta in  aggressività e , a volte, in violenza …, alla fine, però, riconosciamo che tutto era sproporzionato .   

Nel  Vangelo di Giovanni  2 – 15,16 , si legge:<< Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». Gesù si presenta con il flagello in mano e fustiga non i peccatori, gli esclusi dal tempio, ma i padroni del tempio, coloro che, sfruttando il tempio, accumulano denaro .

Da una parte relazioni armoniose che manifestano amore, dall’altra un’ira intensa che vuole l’eliminazione di un luogo di culto falso e opprimente ! Ma allora Gesù si contraddice ? … oppure si può leggere il Vangelo con l’evidenziatore … evidenziando ciò che fa comodo ?

Esiste, però, anche un’ira “buona”, un’ira giustificabile quando si reagisce con indignazione verso ogni sorta di male . E' l’ira determinata dallo sdegno, l’ira che nasce dall’Amore per l’uomo, la sua liberazione e la sua dignità .

Scrive il monaco benedettino Adalberto Piovano :<<… l’ira sembrerebbe una passione bifronte, ambivalente, quasi oscillante tra la categoria del vizio e , in un certo senso, quella della virtù . Ciò che determina lo spazio in cui essa trova la sua positività o la sua negatività è  dato sia dall’oggetto a cui si rivolge, sia dalla durata, sia dalla misura con cui si manifesta>> , come a dire : è giusto provare sdegno nei confronti del male ed è una virtù adirarsi contro il male o l’oppressione dell’uomo, però l’ira non può essere spropositata, né a tempo indeterminato .

Fra Alberto Maggi da Montefano scrive :<<Il Cristo, che è veritiero perché non ha soggezione di alcuno e non guarda in faccia a nessuno (Mc 12,14), non conosce il felpato linguaggio diplomatico, né le prudenze del quieto vivere, ma si scaglia contro i suoi avversari con inusuale violenza verbale, senza andare troppo per il sottile. (...)Basta leggere le tremende invettive contro scribi e farisei, che definisce ipocriti, guide cieche, stolti, sepolcri imbiancati, pieni di ipocrisia e di iniquità, serpenti, razza di vipere, assassini … (Mt 23,1-36). (...) e quando un dottore della Legge si mostra risentito per le sue parole, Gesù non solo non chiede scusa, non arretra, ma accusa anche loro: “Guai anche a voi, dottori della Legge …” (Lc 11,46). >>

Mi permetto però di pensare che mai Gesù di Nazareth avrebbe escluso definitivamente qualsiasi avversario e nonostante il suo sdegno mai si sarebbe sognato di erigere muri, bloccare persone e organizzare la sua comunità come una setta che pratica l'ostracismo . Anzi il Nazzareno appare come un maestro assolutamente tollerante, non fa dei suoi un gruppo chiuso, esige che non abbiano uno spirito settario e così a Giovanni che gli dice:«Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». Risponde: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me».(Mc 9,38-39)

Ciò che i cristiani, cretini e non,  non possono permettersi è la setta e il conseguente ostracismo di coloro che non la pensano e non vivono come il Cristo, devono, invece, essere sdegnati dalla mancanza di  Amore per l’uomo, la sua liberazione e la sua dignità .

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