Renzi il "dittatorello" nell'idea di qualche "filosofo" ! - Rosario Franza


 
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"Gli insulti non portano alla "sacralità" della politica, ad una visione del bene comune come Bene dell'Uomo, ad una Solidarietà espressa ed amorevole, ma abbassano la mente umana a livello animale, portandoci   indietro nel processo evolutivo !"

Scrivere o parlare di politica è diventato quasi impossibile, soprattutto nei social volano insulti, accuse infamanti e non si va tanto per il sottile . Secondo Vito Mancuso la politica ha perso "sacralità",  "per cui il singolo pensando alla cosa pubblica non percepisce di essere al cospetto di qualcosa di più importante di lui ..."  ed allora le parole perdono il loro significato e vengono usate per interessi di parte,  a difesa del proprio particolare e per insultare l'avversario politico .

Per esempio, su Facebook, Matteo Renzi, segretario del PD, è stato apostrofato con l'appellativo di "DITTATORELLO" , ma è questa una giusta definizione del personaggio politico oppure contiene rancore che si vuole esprimere, anzi gridare ?

Dittatore è un termine che indica colui che esercita una dittatura e, più in generale, il capo di un governo assoluto e totalitario. La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi e costituzioni. Non esistono libere elezioni e poteri indipendenti, come la magistratura (potere giudiziario) e il parlamento (potere legislativo) .

Definito il significato della parola dittatore, è chiaro che l'appellativo utilizzato "DITTATORELLO", non potendo definire il personaggio politico,  esprime rabbia, rancore ed è di carattere dispregiativo .

Cosa ha provocato tanto disprezzo e tanta  rabbia ? Un progetto politico diverso dal proprio ed una architettura costituzionale  con una sola camera che vota il bilancio dello stato, esprime la fiducia al Governo ed è formata da deputati eletti con legge elettorale maggioritaria ?   Probabilmente No ! Non si usa la razionalità, ma la pancia ed è la pancia che fa insultare e gridare .

Ho già scritto che gli esperti prevedono che aumenterà il PIL mondiale senza crescita di occupazione, anzi il saldo tra nuovi occupati e disoccupati sarà negativo, il lavoro dell'uomo sarà sostituito dal lavoro dei robot, in una nuova rivoluzione tecnologica  e in un nuovo mercato  globale . Ciò che mi interessa sottolineare è l'incremento sempre più ampio della disoccupazione e non solo di quella manuale, ma anche della disoccupazione intellettuale .

Di fronte alla complessità di questi problemi non si può far politica con la pancia, ma occorre utilizzare tutti i neuroni che si hanno a disposizione, perché, senza un sistema di protezione sociale che funzioni, aumenterà la povertà e l'infelicità dell'uomo !

Si sentirà veramente la necessità di rendere operativa a livello globale la prima Beatitudine di Gesù di Nazareth :  “Beati quelli che scelgono di essere poveri, perché essi  hanno Dio per re”(Mt 5,3). Solamente chi sceglie di essere povero, rinunciando ad accumulare denaro e potere, condividendo i propri beni con i fratelli, esclude dalla propria vita ogni possibilità di ingiustizia ed accede al regno di Dio  nella pienezza umana, lambendo la condizione divina.

Ha ragione Vito Mancuso a sottolineare la necessità della "sacralità" della politica e così, infatti, si esprime :<<le grandi civiltà del passato non conoscevano la rigida separazione tra Cesare e Dio e l’avrebbero trovata innaturale. Sono certo che neppure Gesù l’avrebbe praticata se sulla moneta ci fosse stata l’effigie del re Davide e non di un re straniero: Gesù ha introdotto la distinzione tra Dio e Cesare perché il politico era Cesare e non Davide; se ci fosse stato Davide egli non avrebbe introdotto nessuna distinzione. E a proposito di Roma, quando essa perse la sua sacralità politica, quando si laicizzò al punto da risultare non più sacra, ma del tutto profana agli occhi dei cittadini, essa perse anche la sua forza politica. A differenza dei loro avi infatti, nessuno tra i romani della decadenza riteneva Roma più importante di sé e quindi Roma crollò>> .

Semplicemente gli insulti non portano alla "sacralità" della politica, ad una visione del bene comune come Bene dell'Uomo, ad una Solidarietà espressa e amorevole, ma abbassano la mente umana a livello animale, portandoci   indietro nel processo evolutivo ! 

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