Relazioni umane o connessioni ? -  Luciano Folpini

 


 
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"La realtà parla di messaggi che non esprimono quello che gli interlocutori pensano, per incapacità di tradurre in parole i pensieri, così messaggi sbagliati producono risposte sbagliate che danno l’avvio a circoli viziosi ricchi di fraintendimenti che alla fine lasciano l’amaro in bocca."

  

Non è stato mai più facile avere rapporti con le persone come in questi tempi, eppure sono in molti a dire che c’è una crisi delle relazioni umane, non c’è più quel rispetto necessario per una pacifica convivenza.

 

Se cerchiamo una spiegazione e proviamo a dare un’occhiata ai passi più importanti dell’innovazione tecnologia, vediamo con chiarezza come abbia determinato questa situazione.

 

Le email

Andando indietro nella storia, scopriamo che quando 45 anni fa, arrivò la posta elettronica, che allora si faceva solo sul computer in modo abbastanza macchinoso, il modo più normale di comunicare era quello di preparare un testo e poi allegarlo a un breve messaggio.

 

In questo modo il testo era meditato, scritto, corretto più volte e poi spedito, dando tempo alla riflessione ma anche all’opportunità di non più spedirlo. Questo tipo di comunicazione ebbe presto la possibilità anche di spedire contemporaneamente a più persone lo stesso messaggio e questo, a parte il fatto di non essere sempre un vantaggio, fu il primo passo verso la comunicazione estesa e alla pubblicità mirata.

 

Gli SMS

Poi 24 anni fa, fu la volta dei telefonini che trasmettevano messaggi brevi e questa fu una profonda innovazione perché inaugurò il sistema della comunicazione istantanea tra due persone.  Se questo fu un progresso innegabile: per ricordare qualcosa a qualcuno, per rintracciare delle persone, per stabilire appuntamenti; fu spesso un tormentone, quando andava bene, per innamorati e amici.

 

Skype

Nato 13 anni fa sul computer, divenne presto uno strumento prezioso e insostituibile che diminuì la necessità di spostarsi per parlare con altri poiché aggiungendo alla voce anche la visione delle persone, permette, anche se in modo virtuale, un vero dialogo e scambi regolari e soddisfacenti con persone lontane.

 

Facebook e iphone

Un altro passo fondamentale fu l’affermazione quasi contemporanea di queste due tecnologie, facebook nacque nel 2004, e iphone nel 2007, che hanno cambiato per sempre il modo di comunicare, perché hanno reso facile la connessione con un numero illimitato di persone che hanno qualche interesse comune.

 

Da allora i bravi sono quelli che hanno tanti amici nei gruppi che istituiscono, cui riescono a mostrare più pubblicità possibile per guadagnarci sopra qualche briciola ogni volta che qualche membro del gruppo legge i messaggi pubblicati. Così la pubblicità è diventata spesso lo scopo più importante del gruppo, che vede scorrere una grandissima quantità di messaggi frettolosi in quantità talmente alta che ognuno può leggerne velocemente e in modo saltuario, solo pochi ed eventualmente aggiungere qua e là il solito mi piace e, molto più raramente, anche qualche commento.

 

Una volta si era parlato anche di inserire il tasto non mi piace ma poi, per non dare un dispiacere alle ditte che ci fanno sopra la pubblicità, questo tasto non fu mai aggiunto.

 

Esse hanno ripreso tutte le tecnologie precedenti le hanno evolute e le hanno rese disponibili a chiunque, dovunque e in qualunque situazione si venga a trovare.  Così facendo però si è data via libera a sciagurati che pubblicano notizie false o dannose, come la cronaca ha più volte tragicamente documentato, che una volta messe in rete non si riescono più eliminare.

 

Davanti a tanto scempio è incredibile come alcuni non abbiamo il coraggio di disciplinarne l’uso tenendo spento il loro Smartphone in certi momenti della giornata o in certe situazioni, senza paura di non poter rispondere subito a un messaggio, come se fossimo sull’orlo di una guerra e le sorti del mondo dipendessero da loro.

 

Poi ci sono quelli che telefonano senza soluzione di continuità e si mettono a parlare ovunque dei fatti propri senza riguardo alle persone vicine o camminano per strada parlando in un modo da sembrare dei matti che parlano da soli.

 

Comunicazione e connettere

Ma questo progresso ha migliorato le comunicazioni tra le persone? Forse bisognerebbe ogni tanto analizzare i messaggi che si sono spediti e ricevuti per domandarsi: valeva la pena di scriverli e come hanno migliorato, peggiorato o lasciato invariati i rapporti con le persone con le quali ci siamo connessi?

 

È impressionante leggere il contenuto di sequenze di messaggi pubblicate sui Media in casi di cronaca clamorosi che mostrano un livello di superficialità impensabile sino a qualche tempo fa. Risulta evidente che per molti non è importante il messaggio ma la connessione, come per dire: guarda io sono qua, non so cosa dire di nuovo, ma tu ricordati di me.

 

La connessione di per sé non comunica e la sua utilità sta proprio nel favorire gli incontri diretti dove solo il dialogo può permettere una vera comunicazione, tramite gli sguardi, le voci, le espressioni e i gesti, che influiscono sul dialogo stesso.

 

Ecco perché allora sarebbe forse utile porre attenzione ad alcuni aspetti di questa nuovo tipo di comunicazione e cominciare a ricordare che ognuno è quello trasmette.

 

Una seconda cosa importante è che la fretta di rispondere, non solo peggiora la qualità del messaggio, ma può generare equivoci difficili da rimediare. Se uno scrive  male, vuol dire anche che pensa male poiché le parole usate nel bene e nel male nella comunicazione sono frutto di un processo che: 

 

1 - nasce da un pensiero, che per essere trasmesso e compreso, deve prima essere chiaro a chi lo esprime ;

2 - la forma del messaggio deve essere adatta per chi lo riceve per favorire  una risposta corretta che consenta di sviluppare una conversazione ;

3 - una conversazione chiara e sincera arricchisce la conoscenza di entrambi gli interlocutori;

4 - se c’è stata una buona conversazione si è certi di essersi compresi  .

 

Tutto questo può avvenire con una mitragliata di messaggi?

 

Purtroppo la realtà parla di messaggi che non esprimono quello che gli interlocutori pensano, per incapacità di tradurre in parole i pensieri, così messaggi sbagliati producono risposte sbagliate che danno l’avvio a circoli viziosi ricchi di fraintendimenti che alla fine lasciano l’amaro in bocca.

 

Questa incapacità di comunicare può produrre astio con gli amici, non permettere di esprimere i propri sentimenti, di conquistare simpatie, di sviluppare fruttuosi dialoghi e alla fine possono deprimere gli incauti.

Pertanto è necessario dedicare del tempo per pensare e parlare bene, imparare a comunicare senza fretta e nel momento giusto, parole convincenti. Lo sa bene la pubblicità che riduce i suoi messaggi a semplici brevi frasi ripetute più volte .

Nota del curatore:

L'articolo è tratta da : http://www.lucianofolpini.eu/pagine/pensatore.html

 

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