Domanda Don Luciano Locatelli : Perché aderire a Gesù ? - Rosario Franza 


 
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"E' questo kerygma del Cristo risorto che manca nei tuoi commenti e non è "verità di religione" , ma la base della nostra Fede, quella che io chiamo "etica religiosa" .  Scrive San Paolo :<<Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede>> "

Don Luciano Locatelli è un prete cattolico che stimo molto, fine esegeta, non manca mai, nei suoi commenti giornalieri al Vangelo su Facebook, di mettere in evidenza i principi della Teologia della Liberazione, la teologia interpretata dal punto di vista dei poveri e degli emarginati . Un punto di vista che condivido .

Ma, se posso permettermi, nei suoi commenti giornalieri manca sempre qualcosa ... e quello che manca è particolarmente chiaro al commento del Vangelo di oggi, 28/01/2017 , (Mc 4,35-41).

Non sono un esegeta, né ho titoli accademici da vantare, mi accompagna qualche buona lettura, Castillo, Meier, Martini, Maggi, Mancuso, ma soprattutto la voglia di ragionare con la mia testa . Fatta questa premessa vi propongo di rileggere il commento di Don Luciano al Vangelo di oggi :
 
l'assenza della fede genera la paura, e la religione, che della paura vive e si nutre, ne è la prova. La paura dei suoi davanti alle avversità del cammino, la paura della fatica personale del crescere quotidiano, sono segni, agli occhi attenti del Maestro, di mancanza di fede. E questo cosa significa? La fede richiesta da Gesù non è una mera adesione a contenuti dogmatici, alle cosiddette "verità di fede" (che a mio avviso è un perfetto ossimoro: bisognerebbe chiamarle "verità di religione" e questa mi costerà un altro cartellino giallo), ma è adesione alla Sua persona e al Suo stile di vita.

Bene Don, concordo  su quello che scrivi, ma che significa  "adesione alla Sua persona (di Gesù) e al Suo stile di vita" ?

Dal punto di vista della mia etica "laica" mi sentirei a posto : non faccio del male a nessuno, quando posso cerco di aiutare "gli altri", pago tra imposte dirette e indirette circa il 50% del mio reddito e sono consapevole che questi "denari" dovrebbero servire, nella comunità nazionale, ad aiutare anche gli altri cittadini che rimangono indietro, ma il 
"Maestro" vuole qualcosa di più,  vuole che aderiamo  alla prima beatitudine .

"Beati i poveri per lo spirito, perché di questi è il regno dei cieli."(Mt 5,3)  .

Vuole cioè che diventiamo volontariamente poveri perché non ci siano più poveri nelle nostre Comunità . Vuole che condividiamo ciò che abbiamo e ciò che siamo . 

Scrive Alberto Maggi :<< Gesù non si rivolge a un singolo ma a una pluralità di individui (i poveri/di essi). La beatitudine non è un invito a un'ascetica povertà individuale, ma comunitaria, per trasformare radicalmente la società e permettere così l'avvento del Regno.

Gesù invita i suoi discepoli a farsi volontariamente tutti poveri perché nessuno più sia povero, come lui che “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9). Quella di Gesù non è una richiesta di spogliarsi di quel che si ha, ma di rivestire chi non ha nulla, al fine di realizzare la volontà di quel Dio che aveva chiesto che nel suo popolo nessuno fosse bisognoso (“Non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi”. Dt 15,4) e che sarà l’obiettivo della prima comunità cristiana dove “Nessuno infatti tra loro era bisognoso” (At 4,34)>>

Chiarita qual'é l'etica del "Maestro", su cui penso sarai d'accordo, sorge subito la domanda: perché ? Perché dovrei aderire ad un'etica così dura e difficile ? In fin dei conti non faccio del male a nessuno, pago le tasse, quando posso aiuto il mio prossimo e allora perché dovrei fare di più ?

Perché ciò che ci chiede Gesù, lo chiede Dio, lo Spirito di Dio si è incarnato nell'uomo Gesù di Nazareth, Egli è il Dio con noi e dopo la Sua morte in croce, Egli è stato resuscitato da Dio Padre .

E' questo kerygma del Cristo risorto che manca nei tuoi commenti e non è "verità di religione" , ma la base della nostra Fede, quella che io chiamo "etica religiosa" .  Scrive San Paolo :<<Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede>>  (1Cor 15,14)

Caro Don Luciano, se manca l'"etica religiosa", manca la motivazione per aderire alla prima Beatitudine e quindi anche "alla Sua persona e al Suo stile di vita".

Spero non me ne vorrai per questo  piccolo appunto e forse sono io, nella mia ignoranza, che non ho capito nulla,  ma sai ho posto questa domanda, "credi in Cristo risorto ?" , a qualche tuo amico e non ho ricevuto risposta .

Non oso fare a te, prete cattolico, questa domanda, ... mi sentirei presuntuoso e offensivo .

 

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