Il mio "Amen" e la dicotomia eucaristica - Rosario Franza

 
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"Si vive una dicotomia tra la chiesa che si vorrebbe e la chiesa che invece è; una dicotomia dolorosa che in futuro potrebbe influire non sulla fede in Cristo Gesù, ma nel lasciare che "cardinali"  svolgano, per conto proprio, la gestione del potere a cui tengono tanto !"

Forse anche questa domenica, come molte altre, mi recherò presso una chiesa cattolica per partecipare alla celebrazione eucaristica, ma mi rendo conto che, probabilmente, la mia idea di Eucarestia è diversa da quella del prete che la celebra .

Quando si condivide il pane ed il vino, facendo ciò che Gesù ha fatto nell'ultima cena, io "sento" che Egli è presente in mezzo a noi e con lui è presente il lavoro o la disoccupazione della gente, la povertà, le ingiustizie economiche e sociali, la mancanza di cibo, l'inquinamento ambientale, la violenza diffusa ed assurda, la nostra solitudine .

Sento ed esprimo la volontà e l'impegno di cambiare la società in cui vivo, secondo gli ideali del "Regno di Dio" espressi nella prima Beatitudine,“
Beati coloro che scelgono di essere poveri, perché Dio è il loro Re” (Mt 5,3) e si sceglie di essere poveri attraverso uno strumento bellissimo, ma difficilissimo da attuare che è la condivisione .

Così la condivisione del pane e del vino diventa "il condividere" nella Comunità del "Regno di Dio" e ci si mette in cammino verso l' Utopia che sarà : Dio tutto in tutto !

Nell'Eucarestia si esprime gratitudine per tutto ciò che è la vita  e si chiede che la forza creatrice e liberante di Dio continui a sostenerci nello sforzo della  condivisione . Manifestiamo la nostra convinzione che Dio voglia condividere se stesso e comunicarsi a noi, che Egli ci accetta senza condizione alcuna e che noi, a Sua imitazione, vogliamo condividere noi stessi, avendo come modello la vita e le opere di Gesù di Nazareth  .
 

Scrive Josè Maria Castillo :<<L'affermazione fondamentale di Gesù è che il centro della religiosità non si trova nei rituali religiosi, ma il centro della religiosità si trova nel comportamento etico. Il centro non sono i rituali, ma l’atteggiamento etico, un atteggiamento, un comportamento etico orientato verso la misericordia, la bontà con gli altri, la tenerezza verso i deboli, anzi deboli morali : peccatori, prostitute, … Questa misericordia, questa bontà è la chiave per la salvezza o al contrario per la perdizione.  Questo è quello che dice Gesù quando spiega cosa sarà il giudizio definitivo, finale al cap. 25 del vangelo di Matteo. Quello che è decisivo in questo giudizio non è la religione con i suoi rituali, ma l’atteggiamento verso gli ultimi, verso gli emarginati, verso i disprezzati, soltanto questo>> .

 

Oggi, però, l'interpretazione verticale dell'Eucarestia , che è posta al centro della liturgia, rende la sua celebrazione dipendente dalla persona che la presiede, il presbitero, il che rende l'ordinazione sacerdotale  il più importante dei sacramenti  e non dovrebbe essere così, perché nell'Eucarestia c'è la condivisione del pane e del vino tra fratelli e sorelle con Gesù Cristo presente .

Durante la preghiera eucaristica il sacerdote e solo lui, pronuncia parole che introducono il concetto di "sacrificio" : tutto ciò che è "buono" discende dall'alto verso il basso, passando per il prete, rappresentante di Gesù, fino ai fedeli  e da costoro, dal basso verso l'alto, attraverso il prete, che è chiamato  ad esporre  il "nostro sacrificio" .

Che cosa in realtà costituisca il "sacrificio" nell'eucarestia non è ben chiaro, ciò che invece può essere definito "sacrificio" ed  è ben chiaro dal Vangelo,  è il dono di sé che Gesù ci ha fatto attraverso la sua vita e la sua morte  .

 

Secondo Castillo "l’eucarestia tale quale è organizzata in questo momento è vincolata al potere e alla dignità dei sacerdoti. (...) In questo senso non è una esagerazione ripetere ancora una volta di più che la messa, tale quale è pensata, giustificata e spiegata, organizzata, tale quale è la pratica attuale della chiesa è la contraddizione più brutale con il centro e il senso profondo del vangelo."

 

Nella chiesa primitiva non era così, tutti i membri della Comunità erano uguali sulla base del medesimo battesimo,"poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3,27-28) . Nelle comunità primitive c'erano, ovviamente, dei leader che le guidavano, ma erano scelti dalle comunità stesse sulla base delle loro attitudini o carismi .  Erano uomini, anche sposati, che svolgevano una propria attività .

Ed allora non ho paura di affermare che la mia partecipazione all'Eucarestia è legata, con il pensiero, alla Comunità del Nazzareno, con il  Signore Gesù che si fa presente nella mia vita. Ecco perché all'affermazione "il corpo di Cristo" non ho difficoltà a rispondere "Amen" .

Ma è chiaro, pure, che si vive una dicotomia tra la chiesa che si vorrebbe e la chiesa che invece è; la chiesa cattolica di oggi è quella di papa Francesco con il suo richiamo al Vangelo, ma anche e soprattutto quella dei "cardinali",che occupano ampi e sfarzosi appartamenti a canone zero e che grazie ai loro centri di potere, gestiscono, per esempio, l'Obolo di san Pietro in modo tale che su ogni euro donato solamente venti centesimi finiscano in progetti concreti di aiuto ai poveri . Il resto, ovviamente, serve a finanziare i loro sperperi e la loro vita lussuosa (vedi il libro "Via Crucis" di Gianluigi Nuzzi) .  

Certo, una dicotomia dolorosa che in futuro potrebbe influire non sulla fede in Cristo Gesù, ma nel lasciare che costoro svolgano, per conto proprio, la gestione del potere a cui tengono tanto !

Amaramente Josè Maria Castillo commenta il nostro tempo con queste parole :<<... se dal cristianesimo, dalla chiesa si togliesse il vangelo, la chiesa continuerebbe, se togliessimo i sacramenti sparisce la chiesa, i cristiani non continuano a essere cristiani. Allora questo vuol dire che la fedeltà ai sacramenti, quindi la fedeltà delle pratiche religiose, ha occupato il posto della fedeltà al vangelo >> .          

 


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