Gesù di Nazareth: il buddhista !  - Rosario Franza


 
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"Soltanto amando i nemici (Lc 6,27-28), come ci chiede Gesù di Nazareth, si possono acquisire la saggezza e la compassione necessarie per opporci alle loro azioni oppressive . Così nell'opporci a loro, dicono i buddhisti, vogliamo aiutarli a realizzare la loro bontà fondamentale . Opporsi agli oppressori significa abbracciarli !"

Ciò che mi lascia sempre stupito, ingenuamente stupito, è la dicotomia tra ciò che si afferma di credere ed i comportamenti che si attuano e questa osservazione riguarda, a dir la verità, sia le altre persone che me stesso . E' un pensiero ingenuo perché comunque l'uomo è pieno di contraddizioni, ma non per questo meno doloroso . Se, per esempio, si afferma di essere seguaci di Gesù di Nazareth si deve mettere in conto che amore e compassione devono ispirare tutti i nostri comportamenti tesi a realizzare il Regno di Dio, comprese tutte le nostre azioni e parole a favore della giustizia sociale . Quando invece si leggono su Facebook i post politici di cristiani autentici ci si può aspettare di tutto, dalle parolacce alla contumelia e all'insulto più semplice, fino all'odio più autentico, come se tutto ciò fosse una prassi ormai comunemente accettata, senza però considerare che per un "cristiano autentico" l'odio e l'amore non possono coesistere . Non diversamente accade tra i "cristiani" che discutono di teologia: qui la pratica più comune è l'ostracismo ! Se non hai la mia stessa idea, non puoi far parte del mio gruppo, anzi ti "blocco" !

Nel suo bellissimo libro "Senza Buddha non potrei essere cristiano" Paul Knitter scrive :<<Analogamente all'acqua e all'olio, l'amore e l'odio semplicemente non si mescolano, come testimoniato anche nel messaggio e nelle azioni di Gesù: pur facendo opposizione egli, infatti, non odiò mai>>.  Knitter afferma poi che i buddhisti fanno un passo ulteriore, perché pensano che l'amore e la compassione non escludono soltanto l'odio, ma anche la rabbia . "Azioni e parole che scaturiscono dall'ira sono infatti destinate ad essere violente, fisicamente, verbalmente, psicologicamente e saranno mirate a far male".

A  questo punto i "cristiani autentici" diranno che  esiste, anche, un’ira “buona”, un’ira giustificabile quando si reagisce con indignazione verso ogni sorta di male. L’ira determinata dallo sdegno !

L’ira che nasce dall’Amore per l’uomo, la sua liberazione e la sua dignità, quella raccontata dal vangelo di Giovanni (2,15-17) e che prova lo stesso Nazzareno:<<Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, [16]e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». [17]I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora>>.

Scrive il monaco benedettino Adalberto Piovano:<<… l’ira sembrerebbe una passione bifronte, ambivalente, quasi oscillante tra la categoria del vizio e, in un certo senso, quella della virtù . Ciò che determina lo spazio in cui essa trova la sua positività o la sua negatività è  dato sia dall’oggetto a cui si rivolge, sia dalla durata, sia dalla misura con cui si manifesta>> . Come a dire : è giusto provare sdegno nei confronti del male ed è una virtù adirarsi contro il male o l’oppressione dell’uomo, però l’ira non può essere spropositata, né a tempo indeterminato .

C'è però da osservare che nei versetti citati (Gv 2,15-17) non si può intravedere odio da parte di Gesù, né è indicato alcun danno fisico ai commercianti e ai cambiavalute presenti nel tempio . Il Nazzareno non fu mosso da odio, ma, sottolinea l'evangelista, dallo "zelo per la  casa di suo Padre".

Racconta Knitter che i buddhisti presenti nel Comitato Interreligioso per la Pace in Chiapas dichiararono di non voler denunciare nessuno in quanto un'opzione preferenziale verso gli oppressi non può comprendere un'opzione contro gli oppressori . Soltanto amando i nemici (Lc 6,27-28), come ci chiede Gesù di Nazareth, si possono acquisire la saggezza e la compassione necessarie per opporci alle loro azioni oppressive . Così nell'opporci a loro, dicono i buddhisti, vogliamo aiutarli a realizzare la loro bontà fondamentale . "Opporsi agli oppressori significa abbracciarli" !

Altro che contumelie e ostracismo, lo stesso Nazzareno deve essere stato prima buddhista e come scrive Paul Knitter senza Buddha non si può essere cristiani .  

Certo, il cambiamento personale, il riuscire a provare tanta compassione ed amore fino ad amare i nostri oppressori, abbracciarli e assieme scoprire la loro fondamentale bontà, non conduce automaticamente alla trasformazione strutturale della società in senso più equo, per cui è necessario l'impegno a riformare il mondo della politica e dell'economia, ma pensare che ciò possa avvenire attraverso l'imposizione normativa è solamente una illusione che dura poco.

Scrive Knitter :<<... l'unico modo, o la sola speranza di far sì che avvenga un'autentica trasformazione sociale è che si verifichi una trasformazione personale e un Risveglio interiore nei cuori degli oppressori>> e ancora:<<come compresero Gandhi e Martin Luther King - e ben prima il Buddha e Gesù - la nostra "arma" migliore per cambiare il cuore dei nostri oppressori o nemici è amarli>>.

D'altra parte lo stesso Gesù di Nazareth dice:"Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica." (Lc 6,27-29) e allora mi viene da pensare che forse , come dice il mio amico Stefano Fratini, il Nazzareno,  prima di diventare il Cristo, fu buddhista !

Poi diventò il Cristo, Gesù di Nazareth resuscitato, Buona Pasqua a tutti voi che avete avuto la pazienza di leggermi !                 


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