Le tentazioni di Gesù - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Chiaramente Ortensio da Spinetoli ci ricorda che Gesù fu uomo come tutti, e al di là dell'apologia dei testi citati,  si riconosce il tentativo degli evangelisti di indicare come quest'uomo di Nazareth supera se stesso rinunciando all'egoismo e all'orgoglio."

[1]Gesù fu condotto dallo  Spirito nel deserto [2] dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. [3]Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, comanda a queste pietre che diventino pane». [4]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo». [5]Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: [6]«Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. [7]Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». [8]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». [9]Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; [10]sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano;

[11]e anche:

essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

[12]Gesù gli rispose: «E' stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». [13]Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato. (Lc 4,1-13)

Le supposizioni sulle origini storiche o meno delle tentazioni vanno da un estremo all’altro e tuttavia gli evangelisti non possono aver attribuito a Gesù una simile esperienza se essa in qualche modo non risponde a verità. Il racconto è costruito in base a Dt 8, alle prove subite dal popolo ebraico, ma rappresenta miticamente la realtà di qualsiasi uomo tentato tra il bene ed il male e Gesù, ci raccontano i vangeli, fu tentato dal primo uso della ragione al suo ultimo anelito sulla croce. Egli, però, avrebbe scelto non in base alle proprie personali aspirazioni umane, ma in obbedienza ai “desideri del Padre”, secondo quanto suggerito dalla Spirito che ormai dimora permanentemente in lui.    

Ortensio da Spinetoli nel suo "Gesù di Nazaret" scrive :<<Gli attuali quadri delle "tentazioni di Gesù" sono più composizioni apologetiche che racconti storici (cfr. Mc 1,12-13; Mt 4,1-11; Lc 4,1-13) . Gli autori sono preoccupati di rendere nota, di legittimare e far accettare la missione di Gesù più che far conoscere  le sue eventuali tensioni spirituali . [...]Pur con tutta la circospezione con cui ne parlano, gli evangelisti non hanno paura di dire che Gesù fu tentato. [...] vuol dire che nel suo animo, come nell'animo di chiunque è messo "alla prova", debbono essersi alternate "voci" non solo di vanagloria o di autoesaltazione, ma persino di insubordinazione alle proposte divine . Se uno è tentato vuol dire che è posto davanti al bene e al male, tra la scelta del comando di Dio e quella suggerita dall'"avversario", che è innanzitutto l'egoismo, l'orgoglio dell'uomo>>.

Chiaramente Ortensio ci ricorda che Gesù fu uomo come tutti, e al di là dell'apologia dei testi citati,  si riconosce il tentativo degli evangelisti di indicare come quest'uomo di Nazareth supera se stesso rinunciando all'egoismo e all'orgoglio .  

Alberto Maggi, nella prefazione al libro postumo di Ortensio da Spinetoli  "L'inutile  fardello" scrive:<<Nello scritto di Ortensio emerge un Cristo che è divino perché è profondamente umano, un Dio che è più preoccupato del bene e della felicità delle sue creature che del suo onore. >> .  Ma che cosa significano le parole di fra Alberto : "un Cristo che è divino perché è profondamente umano" ?  Forse afferma che, preoccupandosi del  “Bene dell’Uomo” attraverso un Amore simile a quello di Dio Padre, l'uomo Gesù di Nazareth ha raggiunto, nella resurrezione, quella vita piena che lo ha reso "divino" .

La prima prova si ricollega al digiuno (la fame), “Se tu sei Figlio di Dio, comanda a queste pietre che diventino pane”, ma – osserva Ortensio da Spinetoli – “i carismi sono a beneficio della comunità, non di chi li ha avuti in consegna”.

La seconda prova è la tentazione tipica del deserto,” Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo”, quella del capo che ama il potere . La tentazione, quindi, vuole indurre Gesù ad adottare un messianismo di violenza per la conquista del potere, ma il Nazzareno non asseconderà l'ideologia zelota, né si farà guida delle masse per una ribellione violenta.

La terza prova si svolge a Gerusalemme “lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse:<<Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano>>”, ma il Nazzareno non deve fare spettacolo, saranno infatti “le opere di bene e i suoi comportamenti umanitari che attestano chi egli è, non le grandiose comparse” che gli saranno chieste anche sotto la croce.


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