La tenebra della "corte" vaticana - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Occorre dire che ciò che è più lontano da un candelabro, che sostenga la luce del vangelo, è proprio la “corte” del vaticano; se il Nazzareno fosse vivo, di quella “corte” non resterebbe più nulla !  Ma, se abbiamo fede, sappiamo che quella corte, pian piano, si sbriciolerà, perché da lì proviene soltanto tenebra."

 

La lampada sul lucerniere

[33]Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce.  [34]La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. [35]Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. (Lc 11,33-35)

Le prime comunità cristiane si formano così una loro identità, definendo la loro vocazione e la loro vocazione non può essere il raggiungimento e il mantenimento del potere, ma la diffusione del vangelo; la buona notizia che porta con se l’orientamento al bene e quindi alla giustizia sociale.

Dopo la morte di Gesù di Nazareth i primi cristiani, rifugiatesi in Galilea,  passavano di casa in casa e per essere accolti salutavano dicendo: shalom! (Lc 10,5b), se accolti il padrone di casa veniva designato come “figlio di pace” (Lc 10,6), se rifiutati, la pace di Dio si sarebbe allontanata assieme a Gesù o al suo discepolo (Lc 10,6b).

Nella famiglia che accoglieva, giungeva la regalità di Dio, provvedendo alle loro necessità e curando i malati (Lc 11,19). Gesù credeva che la pace di Dio potesse regnare nelle famiglie, superando il male che gravava sulle loro vite e che, a loro volta, queste famiglie sarebbero diventate sostegno reciproco nei riguardi di altre famiglie simili . Ecco quindi il riferimento alla luce e alla lucerna che deve essere visibile a tutti, “Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce”.

Scrive Ortensio da Spinetoli:<<Il vangelo è la luce che le è stata posta in mano [nella mano della chiesa], occorre tenerlo alto come una fiaccola con una vita chiara più che con belle parole, affinché gli altri uomini trovino il cammino della verità, della giustizia e del bene. Il vangelo è di per sé una luce, ma se mancano i candelabri non riesce a illuminare coloro che sono a distanza>>.  

Il discepolo del Nazzareno ha il compito di far brillare questa luce, ma occorre dire che ciò che è più lontano da un candelabro, che sostenga la luce del vangelo, è proprio la “corte” del vaticano; se il Nazzareno fosse vivo, di quella “corte” non resterebbe più nulla ! Ma, se abbiamo fede, sappiamo che quella "corte", pian piano, si sbriciolerà, perché da lì proviene soltanto tenebra,"Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra", quanto profetiche sono le parole di Gesù di Nazareth !


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