Lo Spirito e gli uomini liberi - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Lo Spirito parla in tutti, ma non sostituisce nessuno e tanto meno piega automaticamente la volontà degli uomini - Ortensio da Spinetoli"

Parole ai discepoli

[2]Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. [3]Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.   [4]A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. [5]Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. [6]Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. [7]Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri. [8]Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; [9]ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. [10]Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato. [11]Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; [12]perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». (Lc 12,2-12)

Dopo la folla, Gesù ha bisogno di rivolgersi ai propri discepoli e di far sentire loro il suo affetto e la sua sollecitudine e così non manca di chiamarli affettuosamente “miei amici”; li rassicura affermando che la loro e la sua predicazione, costretta dall’opposizione delle caste al potere e dall’ipocrisia dei farisei nel segreto di luoghi appartati, sarà  svelata e ”annunziata sui tetti”. I suoi discepoli non devono temere coloro che non possono modificare la realtà ultima dell’uomo, di fronte a cui la stessa morte fisica perde di significato, “Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla” e  qui l’evangelista introduce il timor di Dio,”Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna.

Nel suo commento a questi passi fra Ortensio da Spinetoli non manca di far notare come il discorso del timor di Dio seppure sia “il pezzo forte della predicazione veterotestamentaria e in parte di quella cristiana, è il più arduo da conciliare con il messaggio evangelico” perché “l’immagine del Dio che punisce è la più contraria alla predicazione di Gesù imperniata sulla rivelazione di Dio–padre, pieno di amore e di misericordia con i giusti, come con gli ingiusti”.  Ed è ancora dell’evangelista l’enfasi con cui Dio interviene nella vita di tutti, che discende da una concezione semitica della storia  che fa risaltare l’iniziativa e la supremazia divina , ”Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri”. <<In realtà – commenta fra Ortensio – se è vero che la storia la muove Iddio, è anche vero che la porta avanti attraverso le libere scelte dell’uomo che egli rispetta e a cui si assoggetta>>.

E’ quella del frate, dichiarato eretico, è una visione obbiettiva della realtà. D’altra parte io penso che il silenzio della divinità è squarciato dall’emergere nella coscienza dell’uomo del DNA di Dio, ma è poi l’uomo che sceglie, nella sua libertà, il bene o il male e così la creazione si evolve verso un ordine sempre maggiore.

L’evangelista poi, a riprova delle preoccupazioni create dalle apostasie della fede, introduce, per i cristiani della propria comunità, il richiamo al tribunale di Dio che ha come giudice supremo il Cristo,“chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio”, <<Egli – osserva Ortensio da Spinetoli – tratterà gli uomini a seconda dell’atteggiamento avuto verso di lui>> e conclude scrivendo che <<la legge del taglione che è di per sé già problematica riaffiora anche nella suprema corte celeste>>  così immaginata – mi permetto di aggiungere – dall’evangelista Luca che fa fatica ad accettare l’immagine di un Dio che si comporta, nei confronti delle sue creature, come un padre misericordioso.  Atteggiamento del resto confermato dall’inflessibilità nei confronti  di chi non riconoscerà il Cristo nel suo stato di gloria , “Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato” .

Lo stesso Spirito suggerirà agli uomini di fede cosa dovranno dire quando saranno trascinati in catene davanti ai tribunali religiosi e politici, atteggiamento che così stigmatizza fra Ortensio:<<Come per atterrire [Luca] ha fatto appello alla geenna e al tribunale divino, ora per far cadere ogni paura, per confortare e incoraggiare fa appello al più incontrollato ottimismo>> e ancora:<<Lo Spirito parla in tutti, ma non sostituisce nessuno e tanto meno piega automaticamente la volontà degli uomini>>.       

   

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