La carica dei 72 ! - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Il messaggio di Dio annunziato da Cristo passa sempre attraverso gli uomini, preti che siano, diaconi, o cardinali e aggiungerei anche laici, e gli uomini, in quanto tali, oltre alla loro sensibilità per Dio,  trasmettono anche le loro particolari concezioni, opinioni e in fondo anche i loro pregiudizi."

Cap. 10

La missione dei 72 discepoli

 [2]Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.  [3]Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi.  [4]Non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. [5]In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. [6]Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. [7]Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. [8]Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, [9]curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.  [10]Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: [11]Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. [12]Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.  [13]Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere. [14]Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. [15]E tu, Cafarnao,sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!

 [16]Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». (Lc 10, 2-16)

La domanda è: al tempo di Gesù esisteva la chiesa ? … o il movimento di Gesù era così organizzato da poter proporre una missione per 72 discepoli ?  John P. Meier nel suo "Un ebreo marginale - Ripensare il Gesù storico"così descrive l’organizzazione del movimento gesuano:<<Gesù diede al suo movimento contorni precisi creando effettivamente tre cerchie concentriche di seguaci. [...]

(i) La cerchia più esterna di seguaci era costituita dalla folla che, almeno per qualche tempo, seguì fisicamente Gesù itinerante nelle sue predicazioni, nel desiderio di ascoltare il suo messaggio e/o ricevere una guarigione . Questa cerchia più esterna della folla era per sua natura quella più fluida e temporanea tra i gruppi che seguivano Gesù .[...]

(
ii)Da questa folla perennemente mutevole, Gesù probabilmente trasse almeno alcuni dei membri di un gruppo più stabile: la cerchia mediana di seguaci e discepoli permanenti che assimilavano il suo messaggio e la sua prassi . [...] 

(iii)Se il gruppo composito della cerchia mediana dei discepoli rifletteva il desiderio di Gesù di coinvolgere tutto Israele, il simbolismo di un Israele restaurato divenne ancor più forte quando si giunse alla 
cerchia più interna dei dodici . [...] Inoltre, nonostante gli eventi sconvolgenti che accompagnarono la morte di Gesù, i dodici ben presto si riunirono a Gerusalemme e furono un importante gruppo dirigente nei primissimi tempi della chiesa>>.

 

Ancora aggiunge Meier:<<I principali movimenti religiosi nel mondo occidentale antico o medievale di solito decollarono, si diffusero e sopravvissero molto a lungo perché da qualche parte all'interno di tutto quel fervore entusiastico c'erano un capo o dei capi che sapevano come organizzare, come elaborare le tradizioni orali e come tramandarle, o come mettere per iscritto queste tradizioni in quelli che sarebbero diventati i libri sacri . Chiaramente la chiesa primitiva si sviluppò sotto la guida di capi come Pietro, Giacomo, Stefano, Barnaba e Paolo . Quello che forse non è così chiaro è che, prima che la chiesa cristiana prendesse piede, il movimento di Gesù sopravvisse tra il 28 e il 30 d.C. e si diffuse  perché Gesù stesso fu abbastanza capace di creare elementi di identificazione, strutture embrionali  e sistemi di sostegno economico per il suo movimento entro il giudaismo del I secolo>>.

 

Quindi, a detta di Meier, la risposta è che esisteva un movimento organizzato  che, almeno nella sua cerchia intermedia di discepoli, fosse in grado di dar vita ad una importante missione . Il  numero dei discepoli è invece una chiara indicazione teologica dell’evangelista Luca e ricorda l’intera famiglia umana, tutte le nazioni allora conosciute ed indica il carattere universale della missione.

 

I discepoli vengono inviati in missione, specifica l’evangelista Luca,  “due a due” perché nella testimonianza di due o tre c’è la garanzia della verità e vengono paragonati ai contadini di un campo di cui Dio è l’unico proprietario. Quindi se il numero dei contadini è insufficiente occorre pregare “il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe”, un concetto tipicamente semitico, in cui Dio è il Signore assoluto di tutto e di tutti e in tal senso può intervenire e interviene a spianare le difficoltà frapposte alla realizzazione del regno.

 

Una concezione del volto di Dio diversa da quella a cui giunge il pensiero moderno, che indica come migliore metafora di Dio l’energia primordiale più Logos esistente nel vuoto quantico e che ha dato origine con il Big Bang alla creazione, ancora in divenire del Cosmo, ragione per cui Dio è in ognuno di noi e noi siamo in Dio ed Egli, Dio, è impotente senza l’emergere in noi di questa particolare sensibilità che ci porta a cercare di realizzare l’etica del regno.

 

Coloro che hanno questa sensibilità sono paragonati ad agnelli, ma scrive Ortensio da Spinetoli “avranno davanti a sé <<lupi>> cioè uomini violenti, dispotici; ciò nonostante il loro compito è sempre quello di portare a tutti, quasi di casa in casa, la benedizione e la pace”.

 

Per garantire poi una maggiore credibilità a tale atteggiamento, i missionari non dovranno portare né “borsa, né bisaccia, né sandali”, dovranno cioè allontanarsi dall’atteggiamento tipico dei “cardinali” che hanno fatto di mammona il loro idolo.

 

Scrive fra Ortensio:<<Anzi per una tenuta missionaria più spedita e più conforme al messaggio che annunziano è necessario avanzare senza troppe provviste, danaro, vestiario, viveri. Ritornano gli stessi precetti dati agli apostoli (9,3-6) e per le stesse motivazioni: garantire una maggiore credibilità alla predicazione evangelica>> e ancora:<<Se il predicatore evangelico non è autorizzato a portar denaro significa che non deve né pretenderlo, né prenderlo (cfr. 9,3), ma con questo non è detto che debba rinunciare anche al necessario sostentamento. Il cibo è l’unica mercede che può esigere (v. 7)>>.

 

Quando poi la missione si rivolge all’intera città, paese, villaggio, i discepoli sono invitati a ripetere i gesti prodigiosi compiuti da Gesù di Nazareth che cercava di guarire gli ammalati che lo attorniavano; comunicava loro la sua sensibilità e l’Energia più Logos che sentiva avere al suo interno e molti di loro guarivano.  A tal proposito mi viene da notare che non ho mai visto un “cardinale”, un prete, un diacono, guarire qualcuno, forse sono veramente privi di quella fede e sensibilità che dimorava permanentemente nel Nazzareno.

 

Se poi l’azione missionaria viene rifiutata dall’intera città scatta una specie di “vendetta sacra”, “Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi”, che ovviamente risale alla concezione teologica dell’evangelista.

 

Nota Ortensio da Spinetoli:<<L’aspetto inaccettabile di tale concezione è quello di far intervenire Dio in operazioni che sono semplicemente il frutto di movimenti naturali (geologici o cosmici), o sono il risultato di macchinazioni umane (le guerre). Dio c’è solo per aiutare e consolare l’uomo, anche quando questi è chiuso al suo messaggio di amore. Egli non interviene quindi per punire, giudicare, castigare, meno ancora per dirigere eserciti sterminatori, fossero quelli diretti alla conquista della terra promessa o alla sua riconquista nel tempo>>.

 

La conclusione del versetto 16, “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”, abbandona il campo della “vendetta sacra” e riporta il discorso alla missione dei discepoli . Vi però da notare che “il messaggio di Dio annunziato da Cristo” passa sempre attraverso gli uomini, preti che siano, diaconi, o cardinali e aggiungerei anche laici, e gli uomini, in quanto tali, oltre alla loro sensibilità per Dio,  trasmettono anche le loro particolari concezioni, opinioni e in fondo anche i loro pregiudizi .    

   

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