Perché pregare ? - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"La preghiera è per l’uomo, serve a far emergere lo Spirito di Dio che è già in noi, “Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (v. 13); uno Spirito di vita, lo stesso Spirito (ruah) della divinità che, sollecitato dalla preghiera, darà l’energia di vivere la vita del Cosmo. "

 

Ogni preghiera è esaudita

[9]Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. [10]Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. [11]Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? [12]O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? [13]Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!». (Lc 11,9-13)

Questi versetti appartenenti alla fonte Q e quindi comuni anche al vangelo di Matteo (7, 7-11) affermano la certezza dell’efficacia della preghiera. Noi sentiamo sempre il bisogno di rivolgerci alla divinità per risolvere, quasi come un tocco di magia, le avversità della vita.

Scrive Ortensio da Spinetoli:<<La conclusione della parabola (vv. 9-10) è un’aperta apologia della preghiera. Nei verbi “domandate”, “cercate”,  bussate”, vi è l’atteggiamento dell’orante; nell’altra serie: “vi sarà dato”, “troverete”, “vi sarà aperto”, vi è la risposta divina . La ripetizione dei medesimi verbi (v. 10) tende a creare una convinzione irremovibile sull’efficacia del ricorso a Dio>>. 

In realtà Dio non interviene nella storia in modo magico: non guarisce la malattia a fronte della preghiera, non ci fa trovare lavoro perché preghiamo, non ci evita il dolore e neanche l’ansia, sembra assente e, di fatto, lo è.  

Allora perché pregare ?   

Commentando la preghiera del Signore fra Ortensio scrive:<<Il vangelo sembra suggerire che tutto si possa ottenere con tale mezzo. La realtà dimostra che l'uomo ha sempre pregato e ha sempre sofferto la fame ed è stato soggetto a malattie di ogni genere. (...)Viene anche qui da chiedersi se il discorso evangelico non sia frutto di un'antropomorfizzazione della divinità, immaginata alla stregua di un sovrano onnipotente  presso cui si può tutto ottenere con una buona raccomandazione>>.

Insomma, la preghiera non può essere recitata, né può essere considerata come una supplica ad un sovrano onnipotente, ad un Dio tappabuchi che risolva i nostri problemi .

Scriveva Bonhoeffer:<<Dobbiamo vivere come uomini capaci di far fronte alla vita senza Dio. (...) Davanti e con Dio viviamo senza Dio>> e ancora << Il mondo adulto è senza Dio più del mondo non-adulto, e proprio perciò più vicino a lui>>, ma non dimentichiamo che noi siamo parte del cosmo, parte di quella creazione che Dio trascende, eppure fa parte di Lui; concetto questo che viene così espresso da  fra Ortensio:<<Dio e l'uomo non sono interlocutori di due mondi radicalmente diversi, ma membri di una stessa famiglia. (...) Il figlio non è un prodotto del padre, ma una promanazione dello stesso>> .

In questo senso, a prescindere della strada che si sceglie, siamo tutti figli di Dio, abbiamo in noi il suo DNA; Dio non ci libererà dai nostri limiti e neppure dalle nostre responsabilità.

La preghiera è per l’uomo, serve a far emergere lo Spirito di Dio che è già in noi, “Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (v. 13); uno Spirito di vita, lo stesso Spirito (ruah) della divinità che, sollecitato dalla preghiera, darà l’energia di vivere la vita del Cosmo.

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