Gli "ipocriti" di Oggi siamo noi ! - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Scrive fra Ortensio da Spinetoli: 'Troppi si ergono a far da maestri, da giudici e peggio ancora lo fanno con estrema incoerenza. Per redarguire gli errori, le manchevolezze di un altro bisognerebbe esserne personalmente esenti altrimenti si è in partenza ingiusti'".  

La guida cieca

 [39]Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca? (Lc 6,39)

Discepolo e maestro

[40]Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. (Lc 6,40)

La pagliuzza e la trave

[41]Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? [42]Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.  (Lc 6,41-42) 

Disse loro anche una parabola” è attività redazionale di Luca che vuole così  introdurre una nuova pericope e pure se il testo sembra ancora rivolto ai discepoli, in realtà ha carattere universale pur essendo riferito  innanzitutto alla comunità dell’evangelista.

Infatti il detto in Lc 6,39 ,  “… Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?” , si riferisce a coloro che facilmente e arbitrariamente giudicano i propri simili e pretendono di determinare il comportamento degli altri ed è questa un’abitudine molto diffusa. Ogni giorno noi emettiamo giudizi ed in base a questi giudizi o pregiudizi, discriminiamo. Per questo Gesù di Nazareth ci ricorda che chi vuol far da maestro deve avere una conoscenza maggiore di chi vuole istruire e chi vuole pronunciare giudizi deve essere a sua volta irreprensibile .

D’altra parte, se non si può essere guide cieche, neppure si può immaginare di aver raggiunto una pienezza umana superiore a quella del Cristo, qualcuno forse la eguaglierà, “Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro” e non è solamente una questione di “preparazione”, che pure c’è, ma soprattutto una questione di stile e di somiglianza . Scrive Ortensio da Spinetoli:<<Gesù è stato insultato, falsamente giudicato, condannato, ma da parte sua non ha pronunciato sentenze neanche contro i suoi carnefici>>.

Insomma sono qui messi al bando tutti quegli atteggiamenti falsi perché insinceri e incoerenti con il proprio essere . Scrive nel suo commento fra Ortensio:<<Troppi si ergono a far da maestri, da giudici e peggio ancora lo fanno con estrema incoerenza. Per redarguire gli errori, le manchevolezze di un altro bisognerebbe esserne personalmente esenti altrimenti si è in partenza ingiusti>>.

A costoro Gesù di Nazareth dà l’appellativo di “ipocriti”, appellativo che Egli normalmente riservava agli scribi e farisei, “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello” .


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