L'occasione mancata del Battista e dei cardinali - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Scrive, tra l’altro e per concludere il suo commento, fra Ortensio da Spinetoli:<<Il più 'grande' e il più 'piccolo' non sono da valutare dalle occasioni di salvezza che sono sempre presenti, ma dalla risposta dell’uomo che può esservi o mancare>>. Ecco, caro fra Ortensio, bisogna ammettere che nella religione cattolica la risposta dei 'cardinali' è quasi sempre mancata o peggio è stata una risposta di potere, quel potere che fu causa della morte di Gesù !"

Giovanni  più che un profeta

[24]Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? [25]E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re. [26]Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. [27]Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco io mando davanti a te il mio messaggero,
egli preparerà la via davanti a te.

[28]Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. (Lc 7,24-28) 

I versetti dal 24 al 28 del capitolo settimo nel loro tono aggressivo, incalzante e polemico, “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?E allora, che cosa siete andati a vedere?”, tradiscono una preoccupazione pastorale dell’evangelista Luca nei confronti dell’incredulità della sua comunità e in particolare dei giudei , i quali non si erano certamente recati nel deserto per vedere un uomo del palazzo, vestito sontuosamente .

Anzi Giovanni Battista  è un uomo austero che rischia la sua vita e la perde proprio perché combatte i corrotti del tempio. In fondo la storia di Giovanni si riattualizza in quella di tanti preti di strada che credono in una chiesa diversa, una chiesa povera per i poveri. Da San Francesco d’Assisi in poi è una storia che si ripete fino ad arrivare alla teologia della liberazione, che però non riesce a far scendere dalla croce i poveri del sud America per opposizione delle gerarchie vaticane. Neanche da morto il vescovo Romero riceve gli onori della sua chiesa, che soltanto nel XXI secolo si accorge di lui, forse l’ennesima foglia di fico che copre le tante sporcizie !

Giovanni è l’ultimo dei profeti, il più grande. Scrive fra Ortensio da Spinetoli:<<L’elogio del Battista riceve in questa revisione apologetica della sua vita un’ultima precisazione (v. 28). (…)Egli è il più grande dei profeti susseguitisi nella fase preparatoria della salvezza, per questo nessun comune mortale (“nato da donna”) chiamato ad assolvere un particolare compito nel piano di Dio è superiore a lui che pure ha potuto additare il messia di persona (cfr. Gv. 1,29-31)>>, eppure il minimo nel regno di Dio è più grande di lui. “L’intento del discorso – scrive fra Ortensio – è apologetico; sostenere la fede dei credenti soprattutto di quelli provenienti dal giudaismo (cfr. l’intento della lettera agli Ebrei) e scoraggiare l’ostruzionismo giudaico o sinagogale verso le chiese cristiane”.

Ho già sostenuto e ribadisco che Gesù di Nazareth fu discepolo di Giovanni Battista . Infatti così scrive John P. Meier nel secondo volume di “Un ebreo Marginale (a pag. 155):<< Per definizione, il semplice fatto che Gesù lasciasse Nazareth, si recasse nella regione del Giordano per ascoltare Giovanni ed accettasse il suo messaggio sino al punto di ricevere il suo battesimo significa che, nel senso più ampio del termine, Gesù diventò discepolo di Giovanni. (...) In tal misura, sottoponendosi al suo messaggio e al suo battesimo, Gesù diventò il discepolo, l’allievo, l’alunno di questo rabbi chiamato Giovanni >> e però sostengo anche che i due avevano stili diversi e due prospettive  escatologiche diverse, tanto che il Nazzareno abbandona il suo mentore per iniziare un proprio ministero basato sul Regno di Dio e quindi sulla misericordia di Dio Padre. Entrambi uomini che avevano una particolare sensibilità del “divino” che c’è in ognuno di noi, entrambi che agiscono nella logica dell’Energia primordiale più Logos che è all’origine del Cosmo e che è la migliore metafora di Dio.

Scrive, tra l’altro e per concludere il suo commento, fra Ortensio da Spinetoli:<<Il più “grande” e il più “piccolo” non sono da valutare dalle occasioni di salvezza che sono sempre presenti, ma dalla risposta dell’uomo che può esservi o mancare>>.

Ecco, caro fra Ortensio, bisogna ammettere che nella religione cattolica la risposta dei “cardinali” è sempre mancata o peggio è stata una risposta di potere, quel potere che fu causa della morte di Gesù !


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