Giovanni e Gesù - Appunti sui versetti di Q - Rosario Franza


 
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"Pur avendo per mentore Giovanni, prevale nella predicazione del Nazzareno la misericordia e non ha spazio l’immagine della pula che “brucerà con fuoco inestinguibile”. Non sa Gesù scimmiottare il suo mentore, non ama le sette, non si identifica in un capo carismatico che non dà strumenti veri di liberazione e propone, in nome della libertà, la dipendenza intellettuale, la più sottile forma di schiavitù dell'uomo ."

«Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. [17]Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile». (Lc 3,16b-17)

Negli anni 80 d.C., quando Luca scrive, attingendo anche alla fonte “Q”, doveva essere ancora in atto una discussione nella chiesa su chi fosse il precursore e chi il messia, tanto che l’evangelista sente la necessità di dissipare i dubbi facendo spiegare al Battista la differenza tra il suo rito battesimale e quello praticato dal Nazzareno:<< Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco>>.

Ovviamente il punto culminante del versetto è l’affermazione secondo la quale Gesù è il “più forte”, supera tutti i profeti  che l’hanno preceduto, precursore compreso.

Si può, al di là dell’apologetica, ricostruire storicamente quale sia stato il vero rapporto tra Giovanni e Gesù ?

John P. Meier nelle conclusioni del secondo volume della sua opera “Un ebreo marginale – Ripensare il Gesù storico” così scrive:<<Tra gli ebrei che accolsero l’appello di Giovanni al pentimento della nazione, ci fu Gesù, il quale si sottomise al battesimo di Giovanni nel Giordano nel 28 d.C. circa. Gesù dunque conobbe Giovanni, accettò il suo messaggio escatologico e il suo battesimo e in questo senso almeno divenne suo discepolo. (…) In un senso molto reale, Giovanni rimase sempre il mentore di Gesù>>. Ciò nonostante <<la predicazione di Gesù era contrassegnata molto meno da minacce di perdizione e molto di più dalla buona notizia che Dio stava arrivando in potenza per salvare  e restaurare il suo popolo peccatore e disperso>> .

Pur avendo per mentore Giovanni, prevale nella predicazione del Nazzareno la misericordia e non ha spazio l’immagine della pula che “brucerà con fuoco inestinguibile”.

Non sa Gesù scimmiottare il suo mentore, non ama le sette, non si identifica in un
capo carismatico che non dà strumenti veri di liberazione e propone, in nome della libertà, la dipendenza intellettuale, la più sottile forma di schiavitù dell'uomo .   

Gesù, uomo libero, è venuto a liberare.



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