La gente pia che scansa Gesù -Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Il testo del versetto 34, Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori, rivela che le frequentazioni del Nazzareno non erano fatte  da benpensanti e gente pia. D’altra parte i 'cardinali' hanno sempre rifiutato e continuano a rifiutare il regno di Dio, pensano solamente al loro regno !"

 

Per e contro Giovanni

[29]Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. [30]Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio.(Lc 7,29-30)

Questa generazione e i figli della Sapienza

[31]A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? [32]Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato;
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

[33]E' venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. [34]E' venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. [35]Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli». (Lc 7,31-35)

Il versetto 29 del capitolo 7° del vangelo di Luca, che fa parte della fonte Q, riporta la dizione ”il battesimo di Giovanni” che è una designazione posteriore ancora in uso al tempo di Luca. L’evangelista con questi versetti vuole ammonire anzitutto la sua comunità, infatti la predicazione di Giovanni è stata accolta dal popolo e persino dai pubblicani, che si sono sottomessi con il battesimo al rito di conversione del Battista, ma rigettata intenzionalmente dai farisei e dai dottori della Legge che rappresentavano le guide spirituali di Israele.   

Per questo motivo Gesù di Nazareth si stupisce e si indigna . Infatti la frase del versetto 31,” A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione”, ricordando il lamento degli antichi profeti, segna un distacco quasi tangibile tra il Nazzareno ed i vertici di Israele.

Da questa indignazione proviene il successivo versetto 32, “Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”, una similitudine che così commenta Ortensio da Spinetoli:<<E’ il giudizio in fondo benevolo che Gesù dà degli uomini della sua ”generazione”, che hanno rifiutato il Battista, austero predicatore di penitenza e non hanno accolto il suo messaggio che pure sembrava bandirla. Ma gli “uomini” di questa generazione , a differenza dei bambini che non approfondiscono le loro scelte,  hanno trovato una giustificazione al loro rifiuto. Il Battista è un ossesso, Gesù un crapulone, entrambi privi per questo di credibilità e di fiducia (vv. 33-34)>>.

In relazione al riferimento di “questa generazione” nella fonte Q, occorre ricordare che la concezione di Dio come  padre misericordioso, che perdona illimitatamente, fu abbandonata una generazione dopo come conseguenza dell’esito della guerra giudaica, considerata una punizione di Dio su Israele, ed è per questo che si può parlare di parole risalenti a Gesù stesso nella raccolta originaria di Q dove non è presente l’orientamento del redattore con frequenti riferimenti a “questa generazione”.

Il testo poi al versetto 34, “Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori”, rivela che le frequentazioni del Nazzareno non erano fatte da “benpensanti” e “gente pia". Gesù di Nazareth, insomma, frequentava soprattutto coloro che avevano bisogno di aiuto e compassione, raramente si accompagnò ai “cardinali”, farisei e dottori della Legge .

Il versetto 35, ”Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”, che conclude la pericope è di difficile interpretazione, ma forse si è nel giusto  se si capovolge l’opinione comune secondo la quale la sapienza divina è accolta dai “benpensanti” e dalle persone pie.  In Lc 10,21-22 “il Nazzareno – scrive fra Ortensio – attribuisce al ‘beneplacito (eudokia) del Padre’ la rivelazione dei misteri del regno ai semplici e ai piccoli e il loro nascondimento ai saggi e ai prudenti”.  D’altra parte i “cardinali” hanno sempre rifiutato e continuano a rifiutare il regno di Dio, pensano solamente al loro regno !


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