Dov'è la mia fede? - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"Il discorso del centurione rivela una grande fede nei poteri di Gesù, ma anche nella sua bontà, poiché non basta il potere di guarire, per intervenire occorreva anche una carica di benevolenza e di amore. La fede passa attraverso la carità non le rette ideologie o le teologie." (Ortensio da Spinetoli)

Cap. 7

La fede del centurione

[1]Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao.  [2]Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. [3]Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. [6b] il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; [7]per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. [8]Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all'uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa». [9]All'udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». (Lc 7,1.3.6b-9)               

Devo confessarlo: la mancanza di fede in Gesù di Nazareth che a distanza guarisce un ammalato grave, non è soltanto dei giudei, ma anche la mia e così vado a recuperare il secondo volume di “Un ebreo marginale – Ripensare il Gesù storico”, scritto da John P. Meier, per capirci qualcosa e nelle conclusioni leggo: <<Indipendentemente dal giudizio che possiamo o vogliamo esprimere su questo o quel racconto, questo tipo di miracolo è saldamente radicato nelle più antiche tradizioni sul ministero di Gesù>>.

Rimango stupito, come sempre, di fronte al potere del Nazzareno e d’altra parte questo giudizio storico è rafforzato dal fatto che, come scrive Meier, “i quattro o cinque racconti su persone colpite da paralisi … provengono tutti da tradizioni narrative di Marco, Giovanni e L, più Q se includiamo Mt 8,5-13. A questa attestazione molteplice delle fonti possiamo aggiungere l’attestazione molteplice delle forme, poiché a un certo punto nei detti della tradizione Q, Gesù elenca la guarigione degli storpi come tipo di miracolo preminente tra i suoi gesti di potenza (Lc 7,18-23)”.

Luca non menziona nel suo racconto il tipo di malattia del servo o meglio figlio del centurione, mentre è specificata nel parallelo di Matteo 8,5-13, “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”, e si deve notare che sia in Luca che in Matteo, nel rivolgersi al Nazzareno, il centurione ne riconosca la potenza di guaritore chiamandolo con l’appellativo di “Signore”.     

Scrive Ortensio da Spinetoli:<<L’evangelista segue con soddisfazione l’avvenimento per la grande svolta che esso segna nella storia della salvezza.  Il messia non è solo dei giudei e per i giudei, ma di tutti e per tutti. La mediazione delle autorità giudaiche del luogo (V. 3) è solo occasionale, poiché l’iniziativa è partita dal centurione stesso>>.

Nel versetto 6, non incluso nella fonte Q, se non nella forma di 6b, l’evangelista Luca sottolinea che Gesù di Nazareth va verso la casa del centurione accompagnato dalle autorità locali giudaiche,  come a dire che la chiesa e la sinagoga avrebbero dovuto essere concordi nel portare la buona novella ai gentili invece di ostacolarsi reciprocamente.

Quando nei versetti 6b-7 il centurione fa presente che la potenza guaritrice di Gesù può agire anche a distanza, “il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito”, il Nazzareno si stupisce e fra Ortensio commenta:<<Il discorso del centurione rivela una grande fede nei poteri di Gesù, ma anche nella sua bontà, poiché non basta il potere di guarire, per intervenire occorreva anche una carica di benevolenza e di amore>> e ancora:<<La fede passa attraverso la carità non le rette ideologie o le teologie. Credenti sono tutti coloro che sentono e operano come Dio>>.

Mi permetto di specificare che forse o meglio, credenti sono tutti coloro che sentono e operano come Gesù di Nazareth, perché Dio noi non sappiamo chi sia. In questo senso mi piace pensare che dal Nazzareno emerga quella forma di energia più Logos che gli consente di raggiungere la pienezza umana e di guarire, con grande compassione, i sofferenti che incontra sul suo cammino.


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