La direzione del Cosmo - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"A questo punto non può che seguire una dichiarazione di beatitudine, una dichiarazione di gioia; la gioia che scaturisce dall’essere testimoni del bene che il Nazzareno semina a piene mani, “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”.  La felicità che si prova quando si vede fare del Bene, che è proprio la direzione che l’Energia primordiale più Logos ha impresso all’evoluzione del Cosmo" .

[21]In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. [22]Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare». (Lc 10,21-22)

Beati gli occhi che vedono

[23b]«Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. [24]Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».

 

La fonte Q è la più antica in assoluto, ma è anch’essa redatta da uomini diversi da Gesù di Nazareth, i primi discepoli del Nazzareno che fondano la chiesa primitiva. Essi sentono il bisogno di giustificare non solo la morte ignominiosa sulla croce, ma anche il fallimento della missione di Gesù che, accolta dalle persone umili, viene invece respinta non solo dalla casta sacerdotale, ma pure  dai dotti che attendevano la salvezza dal Messia .

 

Le prime comunità cristiane si trovano in difficoltà e fanno dipendere il fallimento della missione del Nazzareno dalla volontà di Dio. Ne fanno, insomma, una questione teologica mettendogli in bocca le parole del versetto 21 del capitolo 10 di Luca:<< Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto >> .

 

Scrive Ortensio da Spinetoli:<<Di fatto i grandi, i sapienti hanno una loro verità a cui non sanno rinunciare, mentre possono farlo i poveri, i piccoli perché non sono in possesso di nessuna teoria o dottrina propria da salvaguardare. Questa singolare situazione: la inaccoglienza  da parte delle persone meglio preparate e l’accoglienza presso gli umili e gli ignoranti era uno smacco per la predicazione evangelica, al pari della morte di croce; bisognava cancellarlo facendo appello alla sapienza divina>>.   

 

Subito dopo, al versetto 22 del capitolo 10 di Luca, il redattore della fonte Q fa seguire all’artificio teologico del versetto 21, una plausibile rivelazione della profonda intimità che Gesù prova con Dio :<< Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare >>.

 

Giustamente  scrive fra Ortensio:<<Chi sia il Padre Gesù l’ha appreso non concettualmente, ma vitalmente, perché ne possiede le qualità e i sentimenti. Non c’è che Gesù e il Padre che sanno amare e operare il bene disinteressatamente>>.

 

A questo punto non può che seguire una dichiarazione di beatitudine, una dichiarazione di gioia; la gioia che scaturisce dall’essere testimoni del bene che il Nazzareno semina a piene mani, “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”.  La felicità che si prova quando si vede fare del Bene, che è proprio la direzione che l’Energia primordiale più Logos ha impresso all’evoluzione del Cosmo . La direzione del Bene.


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