L’annuncio di Giovanni - Appunti sui versetti di "Q" - Rosario Franza


 
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"L’immagine di Dio come giudice che predomina nel Battista è sicuramente diversa da quella di Padre buono e misericordioso che ci presenta il Nazzareno e mentre Gesù afferma che Dio è Padre, i suoi seguaci preferiscono sostenere che Egli è soprattutto un giudice !" 

[7]Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente? [8]Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. [9]Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco». (Lc 3,7-9)

 

Il vangelo dei detti della fonte “Q” inizia, come il vangelo di Marco e quello di Giovanni, dal battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, ma il Battista è veramente esistito ?  

Alcuni affermano in maniera categorica che il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista sia un fatto totalmente inventato .  Forse basano questa convinzione dalla osservazione che il racconto del battesimo ci è stato tramandato direttamente da un'unica fonte indipendente, il vangelo secondo Marco .

Il criterio della molteplice attestazione è sicuramente valido per l'esistenza storica di Giovanni Battista che viene confermata non soltanto dai quattro vangeli e dagli Atti degli Apostoli, ma anche da Flavio Giuseppe nelle sue Antichità Giudaiche che nel libro 18 ci offrono resoconti separati dei ministeri di Gesù e di Giovanni senza ricordare alcuna connessione o incontro tra i due .

La narrazione di Marco è ovviamente intrisa di teologia e la teofania che segue il racconto del battesimo ne è una evidente dimostrazione, ciononostante diversi criteri depongono a favore della storicità del battesimo di Gesù .

Il più importante fra questi è il criterio storico d'imbarazzo: per quale motivo la chiesa primitiva si sarebbe inventato un racconto che poteva creare soltanto grandi difficoltà ?

I vangeli, infatti, manifestano imbarazzo nel racconto del battesimo di Gesù, perché tale racconto lo pone in condizione di inferiorità rispetto a Giovanni e cercano di contenere i danni come meglio possono e la stessa teofania era un controbilanciare un battesimo di conversione per la remissione dei peccati con una proclamazione divina di Gesù come figlio di Dio .

Da questo punto di vista il vangelo di Giovanni è radicale : non menziona il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni e tuttavia ne rimangono le tracce nell'affermazione di Giovanni che dichiara di essere stato capace di riconoscere Gesù, perché ha visto lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui, "
Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui."  (Gv 1,32)  .

Oltre a quello di imbarazzo, esiste, quindi, un ulteriore criterio di storicità che è quello della molteplice attestazione, in quanto Q e la tradizione giovannea  indipendentemente da Marco, alludono al battesimo di Gesù che, d'altra parte, precedette storicamente il battesimo cristiano, che solo successivamente giunse ad essere visto come il prototipo di quest'ultimo e spunta così il terzo criterio storico  che è quello della  discontinuità .

Criterio di imbarazzo, di molteplice attestazione delle fonti e di discontinuità, sono solide argomentazioni per affermare la storicità del battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista .  

E’ in questo contesto storico che si inseriscono i primi versetti della fonte “Q” (Lc 3,7-9) riguardanti direttamente la predicazione del Battista che si rivolge alle folle dominate, secondo Matteo (3,7), dai sadducei e dai farisei. Un’invettiva aspra quella di Giovanni:<< Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?>> .

Quello che i Giudei hanno imparato dal formalismo della  religione non serve più, né tantomeno serve richiamare la propria appartenenza al popolo eletto o abramitico “Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre” (Lc 3,8b) . Ciò che occorre è una reale conversione comprovata non dai riti magici della religione, ma dai fatti di bene nei confronti del prossimo . In mancanza di ciò “la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco” (Lc 3,9).

Emerge chiaramente da quest’ultimo versetto la diversità più profonda tra Giovanni Battista e Gesù di Nazareth . L’immagine di Dio come giudice che predomina nel Battista è sicuramente diversa da quella di Padre buono e misericordioso che ci presenta il Nazzareno e mentre Gesù afferma che Dio è Padre, i suoi seguaci preferiscono sostenere che Egli è soprattutto un giudice !


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